Il ciclista, principe della strada

Ricevo dal Presidente della FIAB di Forli’ questa interessante analisi sui rapporti dell’Italiano medio con la bicicletta, spero piacera’anche a voi o sara’fonte di stimolo.

 

Il ciclista, principe della strada.


Quante volte ho sentito dagli studenti, durante i corsi di educazione stradale:
“I pedoni sono pericolosi”, “i ciclisti sono pericolosi”!

Credo che siano in molti, nella nostra societa’italiana, a non aver focalizzato bene il nocciolo dei vari problemi sulla strada, che rimane a mio avviso intorno alla questione della velocita’. La velocita’e’ sempre la causa o concausa na’‚°1 di tutti i tipi di conflitto stradale, anzi sarebbe piu’ preciso indicare la differenza di velocita’tra gli utenti della strada a determinare l’ultima scintilla del conflitto. Le prime scintille sono invece scoccate da un insieme di cause a monte: la normativa del C.d.S., la qualita’dell’educazione stradale a scuola, la tipologia dei quiz ministeriali per la patente, la politica del traffico urbano, la continuita’del controllo.
Inoltre, credo che in Italia si affronti il tema della sicurezza stradale con una prospettiva diversa da quella adottata negli altri paesi europei.
All’estero si tende ad aggredire il problema velocita’con interventi forti di Moderazione del Traffico, favorendo al tempo stesso la fluidificazione del traffico ciclistico, pedonale e dei mezzi di trasporto pubblico, al fine di produrre una bassa differenza di velocita’e consentire una migliore coesistenza tra tutti i partecipanti al traffico. Il concetto di traffico tradizionale e’ stato superato.
In Italia si tende a concepire la sicurezza, da parte delle Istituzioni, con interventi forti di fluidificazione del traffico veicolare privato, scoraggiando allo stesso tempo il traffico ciclistico e quello pedonale. Il concetto di traffico e’ ancora troppo legato a quello dei soli veicoli a motore.

Risultato: i cittadini italiani preferiscono l’auto privata e i ciclisti sconfinano nell’illegalita’.

E’ luogo comune e sempre piu’ diffuso affermare che i ciclisti sono pericolosi! Premesso che i ciclisti sono obbligati a dotare la bicicletta di luci e campanello, credo sia piu’ corretto affermare che non sono i ciclisti ad essere pericolosi, ma l’insufficiente spazio assegnato ai ciclisti urbani. I ciclisti, spesso, utilizzano le strade contromano, perche’ indotti a causa di mancanza di alternativa, ai ciclisti viene chiesto di seguire la circolazione delle auto, viene chiesto di essere ciclista su piste ciclabili a fondo cieco, viene chiesto ancora di scendere dalla bici e diventare pedone quasi su ogni incrocio. Forse, non sara’tutto questo un po’ troppo per un utente che di fatto non partecipa al grande caos del traffico urbano?

Antonio Morgagni

Saluti radiosi

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