Il Santo Natale … senza ADSL

Ebbene, e’ arrivato l’ennesimo guasto alla linea ADSL (con questo siamo a tre in circa 15 mesi di abbonamento), proprio venerdi’ pomeriggio e cosi’ i due giorni lavorativi previsti per la riparazione arrivano a giovedi’ 27/12/2007.

Per questo motivo sara’ certamente un Natale meno tecnologico e ancor piu’ famigliare del previsto e in cui spero di incontrare tanti meldolesi di persona con cui scambiare quattro chiacchiere a voce viva.

In fondo non tutti i mali vengono per nuocere, pertanto, AUGURI a tutti.

Ho ricevuto il testo tradotto della canzone Imagine di John Lennon, mi piace regalarvela perche’ rappresenta, in gran parte, il cambiamento che mi piacerebbe veder avvenire nel mondo

Immagina non ci sia il Paradiso
prova, e’ facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente…

Immagina non ci siano paesi
non e’ difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace..

 

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno…

 

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessita’ di avidita’ o rabbia
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta la gente
condividere il mondo intero…

 

Saluti radiosi

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4 pensieri riguardo “Il Santo Natale … senza ADSL

  1. Sarebbe meraviglioso se dall’ immaginazione si passasse alla realtà !
    Auguri a te e famiglia, soprattutto di felix 2008, in fondo natale è un giorno solo, no?
    Salut

    Mi piace

  2. Ciao a tutti,
    proprio tutti.
    Nessuno escluso.

    E auguri vivissimi
    di buon natale
    dalla Sardegna.

    Se è pur vero che
    dall’ottobre del
    quarantacinque

    come già sapete
    mi trovo qui
    a Cagliari,

    nella bella Sardegna,
    è altrettanto innegabile,
    a me pare d’avervelo

    già detto altre volte,
    sono anch’io meldolese
    e la nostalgia mi coglie

    quotidianamente. Mi
    piacerebbe poter essere
    là tra voi, ma devo

    accontentarmi della
    situazione nella quale
    sono. Sto scrivendo

    un testo teatrale ma
    lo terro’ rinchiuso
    nel cassetto dato che

    non ho la possibilità
    di poterlo pubblicare.
    Se ci divide il mare

    non lo puo’ fare il cuore
    nè la mia mente. Sono tra
    voi pur non potendo andare

    su per quei luoghi ch’io
    vidi da fanciullo.
    Il Natale sia per voi tutti

    apportatore di bene
    in ogni istante della vita.
    Vi saluto caramente.

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  3. Carissimi Romeo, Barbara e famiglia. Gentilissimi voi tutti, amici meldolesi, Come ho già detto sto scrivendo un testo per il teatro. Tutto nasce dalla parola e da chi la pronuncia. E come la si dice. Sperando di fare cosa a voi gradita, qui vorrei presentarvi

    LE PAROLE

    Le parole, oggi come sempre, si vendono come una qualunque merce. Ma, io, non lo faro’ mai. Sono troppo preziose. Sono l’unica cosa vera, sono me stesso.

    Le parole le incontri ovunque: sui giornali, sui libri, sulle labbra degli uomini politici, dei ciarlatani, delle donne innamorate, dei bambini, di coloro che temono e tremano, dei dittatori, dei martiri, degli eroi, di coloro che muoiono, degli assetati, degli affamati, dei vigliacchi, di tutti.
    Talvolta vengono sussurrate, dette, ripetute, urlate.

    Le parole hanno un volto, un’immagine, un lontano ricordo, un momento che vorresti tuo. Affascinanti come donne bellissime, ma vuote, aeriformi non le puoi fermare.

    Le parole hanno la forza dell’acciaio, del diamante, dell’acqua che scalfisce la pietra-cuore. Hanno la facoltà d’inerpicarsi al cielo come su di una montagna i rocciatori. Di volare come ali d’uccelli. Libere di fuggire da una gabbia – bocca – prigione. Hanno la facoltà di farti sorridere. Di commuoverti sino alle lacrime. Talvolta le nascondi. Di loro ne hai paura. Come spade ti trafiggono. Come vetro o cristalli hanno i riflessi iridescenti. Hanno il fascino d’occhi di donne che sanno paradisi meravigliosi. E ammutolisci. Provi dolcissime sensazioni. Geroglifici, piramidi, animali esotici, fuochi, notti ed astri, creta malleabile, dita, mani, piedi, ossa, carne, anima, tutto tutto tutto.

    Le parole puoi nasconderle ma, esse, si fanno strada. Ovunque e comunque. Impossibili e straordinarie. Nascono dal cervello, si leggono negli occhi.

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