Un’altra riflessione in dialetto romagnolo

Questa invece è una storia che mi è stata raccontata al lavoro.

In pratica si tratta di un contadino che, dopo aver caricato all’inverosimile “e baròz” lungo il viaggio per portare il raccolto a “e Cunsòrzi” imprecava a più non posso frustando i buoi che faticavano a vincere la salita di un ponte (a gobba d’asino)

In pratica due vigili sentendo tutte queste imprecazioni lo multano di una certa cifra e questi gli da una banconota di taglio superiore (oltre il doppio della multa comminata) al che i vigili cercano il resto nelle loro tasche e lui ribatte:

No stasì a dèm e rèst, ora ca san arivè in vèta a sta salida u po dès càvn’epa da de d’itar …

Vediamo chi traduce correttamente alla lettera la frase di cui sopra e vediamo anche se sapete cosa sono gli “articioc” in dialetto romagnolo (sempre più difficile :-)))

Saluti radiosi

P.s.: Vediamo chi traduce correttamente alla lettera la frase di cui sopra e vediamo anche se sapete cosa sono gli “articioc” in dialetto romagnolo (sempre più difficile :-)))

6 pensieri riguardo “Un’altra riflessione in dialetto romagnolo

  1. ——–
    No stasì a dèm e rèst, ora ca san arivè in vèta a sta salida u po dès càvn’epa da de d’itar …

    Traduzione by GoogleTanslate: “non cercate di darmi il resto , prima che arrivi in cima a questa salita puo’ darsi che vi debba dare altri soldi ….”
    ——–

    articioc = carciofi (by http://rumagna.com/index.php/Articioc )…. però lo sapevo anche senza leggre nel link -…

    Ermanno

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  2. Davvero?? E’ buffa questa cosa che i carciofi sono gli articioc, che somiglia all’inglese artichokes come sanno tutti quelli che sono andati in pizzeria in inghilterra. a bologna per dire poliziotti alcuni anziani usano la parola pùlismàno…. (“uèi pùlismàno, dov’è una bella rotonda per fare due sgummi?”) come sa chi legge Stefano Benni. Ma questo è perchè ad inizio secolo (scorso…) nei circoli borghesi di Bologna dettava legge in fatto di moda (e quindi anche di gergo) un certo signorotto inglese che non ricordo più come si chiama… magari cerco su internet e riferisco.

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  3. Comunque, rileggendo la battuta in romagnolo, dopo aver letto la relativa traduzione, mi rendo conto che la mia difficoltà sta proprio nel leggerlo. Se avessi sentito questa barzelletta raccontata, probabilmente avrei pure capito.

    -Alice-

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  4. Somiglia ad una storiella che compare in “E c’era il Borgo” di Rosolino Martelli. Pare che molti anni fa a Borgo Maggiore (San Marino) un cittadino sorpreso e multato da un gendarme per avere orinato contro un muro, rispose al gendarme che non aveva resto: “che tenga pò e rest, brigadier, ho fàt enca dò o tre scureggi”

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