Giorno della Memoria 2009

L’Associazione culturale “LiberaMente”, in collaborazione con il Comune di Meldola, propone anche quest’anno alcune iniziative per celebrare il Giorno della Memoria.

Nella giornata di martedì 27 gennaio, presso la biblioteca comunale, si è tenuto un incontro con le classi quinte della scuola elementare “E. De Amicis” a cura di Renato Cappelli e Rita Aglietti, nel corso del quale sono stati presentati ai ragazzi brani tratti dal libro “Il bambino di Noè” di Eric-Emmanuel Schmitt.

Sabato 31 gennaio, a partire dalle ore 15,00, sempre nei locali della biblioteca, si svolgerà, per il secondo anno, una maratona di lettura con il coinvolgimento di una trentina di lettori. Il libro scelto quest’anno è “La notte” di Elie Wiesel.

Ecco il volantino edizione 2009 … mancare è un pò dimenticare!!!

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2 pensieri riguardo “Giorno della Memoria 2009

  1. Grazie Romeo per la visibilità che hai dato all’iniziativa.
    Vi aspetto sabato in biblioteca, magari solo per qualche minuto. Io personalmente sarò l’ultimo lettore (verso le ore 20,00), in quanto prima sono a Mercato S. per una conferenza sul libro che ho scritto sul processo a F. Orsini. Ad ogni modo, partecipare è importantissimo, specialmente in tempi come questi ove anche persone che ricoprono autorevoli ruoli sociali e dovrebbero essere dotate di una maggiore onestà intellettuale, mettono incredibilmente in dubbio l’esistenza storica stessa della shoah.
    A costo di essere retorici, dimenticare è anche un po’ esporsi al rischio di ricadere negli errori del passato e questo, su temi come lo sterminio etnico, è un lusso che non possiamo assolutamente permetterci. Arrivederci a sabato. Renato

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  2. Cari, carissimi amici ed amiche tutte

    ho conosciuto anch’io
    quegli istanti terribili
    nei quali i nazisti
    despoti si erano impossessati

    della nostra penisola
    e i bombardamenti cruenti
    erano indirizzati soprattutto
    ove vi erano le centrali

    elettriche e gli acquedotti.
    Chi era fortunato lasciava
    sciogliere un poco di neve
    nel bicchiere e doveva berlo.

    Ci rifugiavamo nella cantina
    della Signora Margherita Samorè
    e il sacerdote ci faceva pregare
    perchè non sapevamo se l’indomani

    saremmo stati uccisi o se
    potevamo sopravvivere a tale sfacelo.
    Ma il gelo scompariva quando
    ci si aiutava l’un l’altro

    con parole d’incoraggiamento.
    Che tormento! Non potevamo
    di certo dormire ma si faceva
    compagnia e fu proprio

    in quegli istanti che nacque
    in me la poesia. Vorrei dimenticare
    tutto ciò che è presente, di quegli
    avvenimenti, che certamente non sono

    stati belli ed hanno ferito l’anima.
    Per coloro che più non sono tra noi
    vorrei innalzare un grido di dolore.
    Amiamoci. Solo l’amore può guarirci

    tutti. Non l’odio e neppure la vendetta
    sia tra noi. Ma la consapevolezza
    che il mondo lo si può salvare
    attraverso l’unione delle nostre forze.

    Facciamoci coraggio. Mai più avvengano
    questi orrori. L’umanità non deve scomparire.
    La gioia si espanda in ogni dove.
    Riconosciamoci amici e fratelli.

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