Le MIE impressioni sul Consiglio d’Istituto del 16/09/2009

Il 16/09/09 (mercoledì scorso) è stato convocato, su richiesta dell’amico Renato il Consiglio d’Istituto con all’ordine del giorno un unico punto (a cui peraltro ne sono stati aggiunti altri urgenti nella fase iniziale…):

Atti di culto

Ieri ho visto articoli su qualche quotidiano locale; per me segno che  l’argomento è piuttosto “sentito” quindi non posso nemmeno esimermi dall’esprimere le mie opinioni visto che ero presente e, tra l’altro, non essendoci il bravissimo Presidente nominato e nemmeno il sostituto, mi è anche toccato il compito di presiederlo.

Onestamente è stato un Consiglio intenso in cui ho realizzato in modo pieno il Valore ed il Principio della Democrazia e del confronto pluralista. Spiace riscontrare che nessun genitore e nessun insegnante extra Consiglio assista ai lavori ma capisco che gli impegni sono tanti per tutti!

Dicevo che è stato un momento importante di confronto su un importante tema quale, in sostanza, la Santa Messa di inizio anno scolastico per i nostri alunni.

Essendosi l’Avvocatura dello Stato espressa sull’argomento occorreva che il Consiglio d’Istituto scegliesse quella che poteva essere la via seguita per i nostri studenti scegliendo tra le varie opzioni che, sostanzialmente, abbiamo scremato fino a giungere a due sole opzioni:

S. Messa in chiesa e fuori del normale orario scolastico oppure S.Messa in chiesa in orario scolastico con recupero dei tempi.

Alla fine si è finito in perfetta parità e solo il regolamento di Istituto ha permesso, sostanzialmente, di riconoscere il mantenimento della consuetudine fin qui avuta. Mentre le Scuole Medie vivranno, molto probabilmente, questo momento solo verso fine ottobre e per classi (un giorno le classi prime, un altro le seconde ed un altro ancora le terze) in modo da dare l’opportunità agli insegnanti di Religione di preparare opportunamente questo momento; per le classi elementari (primaria) invece la partecipazione sarà prevista per la prossima settimana nelle giornate di giovedì24 settembre (Classi prime e seconde) e Venerdì 25 settembre (classi terze -quarte e quinte).

In pratica verrà inviata circolare, predisposta allo scopo, per informare igenitori che per quelle due giornate i bambini dovranno confluire direttamente a S.Nicolò la mattina alle 08:20 per poi, alla fine della funzione, essere accompagnati da genitori ed insegnanti presenti direttamente ai cancelli della scuola. Chiaramente anche i pulmini dovranno portare a destinazione i bambini interessati e per questo verrà chiesta la variazione nel trasporto. Comunque è garantita anche l’accoglienza e la custodia a scuola per tutti i bambini che non vogliono partecipare alla funzione e che vi giungeranno comunque come ogni mattina.

Tengo a precisare che non ci sono state divisioni particolari fra genitori e insegnanti all’interno del Consiglio d’Istituto come, in alcuni passi, un articolo giornalistico mi sembra paventasse e, dopo l’incontro molto cordiale di stamane fra Direttrice Didattica, rappresentante degli insegnanti, parroco e due rappresentanti dei genitori il tutto mi è sembrato filare via liscio nell’organizzazione di queste funzioni.

La comune volontà del Consiglio è stata quella di sottolineare, a mio punto di vista, come non siano questi i veri “problemi” della Scuola Pubblica ed infatti è comune volontà di dare un seguito a quella che era stata una lettera aperta fatta dai genitori componenti il precedente Consiglio d’Istituto andando ad aggiornarla ed arricchirla con le novità che, volenti o nolenti, le riforme susseguitisi nella Scuola Pubblica hanno introdotto. Personalmente un altro esempio di Vero Problema l’ho capito anche grazie ad Elena che ci ha rivelato alcuni risvolti che, sinceramente, pur avendo sentito in Consiglio d’Istituto, non avevo ben inquadrato da una giusta prospettiva. C’è anche da dire che la tendenza a proteggere la nostra Scuola Pubblica è qualcosa che parte proprio dai fondatori della nostra carta costituzionale e che, non per nulla, aveva portato le nostre scuole “dell’obbligo” ad essere al top della classifica europea (e forse non solo)  a livelli di preparazione e di fruibilità.

Allo stesso Consiglio d’Istituto dicevo che si è aggiunto anche l’anticipo della partenza dell’orario definitivo per le scuole elementari (primarie) che così partirà il 28 settembre invece del 05 ottobre per venire anche incontro alle legittime richieste di tanti genitori. Giusto per segnalare come ogni scelta comporti dei sacrifici questo particolare anticipo andrà principalmente a scapito di un iniziale affiancamento intensivo di bambini che, non conoscendo la lingua italiana, avevano la possibilità in questo periodo di poter essere meglio inseriti. Semplicemente questa attività pur così importante, verrà integrata nel normale programma.

Spero di aver reso al meglio quanto vissuto e mi auguro che il dibattito che ne seguirà sarà giustamente costruttivo per migliorare la percezione e l’opinione di che legge.

Saluti radiosi

Aggiornamento del 23 settembre: le S.Messe previste per il 24 e 25 settembre sono state spostate in avanti per permettere una migliore organizzazione di tutto quanto occorre e per un maggiore preavviso alle famiglie!

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21 pensieri riguardo “Le MIE impressioni sul Consiglio d’Istituto del 16/09/2009

  1. Cari amici genitori la vostra decisione avrà poche o insignificanti conseguenze sui bambini i cui genitori seguono religioni diverse da quella cattolica (o che provengono da famiglie atee), perché essi sono già abituati a sentirsi “diversi” forse solo per il fatto di essere una minoranza.

    Cari genitori avete riaffermato ciò che ritenete giusto, avete confermato la vostra professione di fede così come la Chiesa Cattolica vi chiede. Credo vi siate detti: perché se la schiacciante maggioranza dei bambini è di religione cattolica non dovrebbero andare a Messa nello ore di lezione?

    Che cosa c’è di sbagliato nella vostra decisione?
    C’è di sbagliato che la scuola pubblica dovrebbe insegnare che in essa non esistono maggioranze di credenti che hanno il diritto di invocare il proprio Dio negli orari di lezione e minoranze che questo diritto non lo hanno.
    Non dovrebbe essere la scuola pubblica ad insegnare che i cittadini appartenenti ad una maggioranza religiosa hanno maggiori diritti di culto.
    Cari genitori la vostra scelta porterà i vostri figli a pensare che essendo appartenenti ad una maggioranza essi hanno opportunità che i loro coetanei, in minoranza, non possono vantare.

    La vostra scelta è, permettetemi di dirlo, per lo meno profondamente diseducativa.

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  2. Caro Gilberto,
    penso di aver assistito per la prima volta ad un punto dell’ODG trattato in un ora e mezza in Consiglio d’Istituto quindi puoi immaginare la pluralità di opinioni che in questo tempo siano state portate. Fra queste non è passato in sordina il fatto che altri potrebbero chiedere un’ora per qualche altro tipo di funzione religiosa ed anche in quel caso, personalmente, non mancherei di concedere il mio contributo affinchè possa realizzarsi la cosa.
    Penso che la Scuola Pubblica abbia dato una dimostrazione di Laicità oltre le aspettative spostando la messa alla prima ora ed imponendo il recupero dell’ora a chi la frequenterà (siano essi ragazzi o insegnanti).
    Ci tengo a risottolineare che qui non è stato uno scontro tra lavoratori della scuola e genitori dei bambini perchè ognuno ha votato in coscienza; non mi va di dire cosa ha votato ciascuno anche perchè è stato deciso che si contavano le braccia comunque avrai facilmente individuato che io sia stato dalla parte del mantenimento della tradizione ma ti posso garantire che non tutti i genitori presenti hanno votato come me così come è successo dall’altra parte.
    La scuola pubblica ha mostrato ai miei figli (alla primaria) anche qualche “assaggio” degli altri credo religiosi e, in tutta serenità, ti dico che la curiosità per il diverso in un bambino è forte, tanto che in diverse occasioni ci siamo avvalsi di internet per approfondire questo o quel tema.

    Comunque ora torniamo sul pezzo, smettiamo di guardarci il dito che indica la luna e godiamoci la luna; cerchiamo cioè di aiutarci a individuare le vere criticità che ci sono nella scuola che sono ben più gravi di quanto, visto da fuori, parrebbe.

    Saluti radiosi

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  3. “Penso che la Scuola Pubblica abbia dato una dimostrazione di Laicità oltre le aspettative spostando la messa alla prima ora ed imponendo il recupero dell’ora a chi la frequenterà (siano essi ragazzi o insegnanti).”
    Mi permetto di citarti Romeo per poter vivamente ringraziare la Scuola Pubblica per questa grande dimostrazione di laicità.

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  4. Gilberto e Paolo, laicità non significa laicismo e rispetto per tutte le culture e le fedi non significa ignorare le tradizioni e la cultura proprie.
    Non è questione di maggioranze o minoranze, ma del fatto che il nostro Paese è figlio e frutto tanto della tradizione greco-romana quanto di quella giudaico-cristiana: non volerlo riconoscere sarebbe come negare l’evidenza. Quel “non possiamo non dirci cristiani”, gridato dal laico e liberale Benedetto Croce, ce lo sta a rammentare.
    Così, quello che in consiglio d’istituto si è inteso fare è stato unicamente il perpetuare una tradizione che forse domani potrà essere modificata, ma che per l’immediato non si poteva cancellare d’amblé: pena l’incomprensione.
    Queste tematiche hanno bisogno di tempi più lunghi ed ampie e pubbliche discussioni.
    D’altronde che i principi del cattolicesimo facciano parte del patrimonio storico del popolo italiano non lo diciamo tanto io e Romeo, quanto il 2° comma dell’art. 9 della Legge 25 marzo 1985, n. 121 siglata dall’indiscutibile laico Bettino Craxi.
    Dovremmo forse rinunciare alla nostra storia per un malinteso senso di rispetto verso altre storie e culture?
    Dovremmo forse cambiare nome a San Colombano (ove tu Gilberto vivi)o smettere di festeggiare la domenica o il S. Natale?
    Penso che ciò che ci chiedono i cittadini di altre fedi non sia questo, bensì il rispetto per il loro credo e le loro tradizioni che, sebbene non inculturate nella nostra società (e quindi non soggette a tutte le manifestazioni e tutele riconosciute al cattolicesimo), non per questo non sono ritenute degne di riconoscimento.
    A risentirci.

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  5. Gentile Avv. Renato,
    mia figlia minore frequenta la scuola statale elementare Diego Fabbri di Forlì, nella scuola non vanno a Messa in orario scolastico, mia figlia maggiore frequenta la scuola Media Palmezzano di Forlì, anche nella sua scuola nessuno pensa di andare a Messa in orario scolastico. Di tali risoluzioni lei ha percepito “lunghi ed ampie e pubbliche discussioni.”? In che epoca e dove?
    Toto’ usava dire: ma mi faccia il piacere!

    Si chiede troppo se si chiede di evitare qualsiasi funzione religiosa durante gli orari propri per le lezioni?

    Caro Avvocato lei è proprio certo che il principio ispiratore dell’On. Bettino Craxi fosse la laicità, o forse non il mercanteggio?

    Nessuno le chiede di rinunciare alla Sua storia caro avvocato, le si chiede di rispettare i bambini di tutti i credi, compreso quello ateo, e non farli inutilmente attendere che termini una funzione religiosa in orario scolastico. Gentile Avvocato il tempo è sacro per tutti e non solo quello dei cattolici.

    Lei Avvocato Renato si arrampica artatamente su incomprensibili ragionamenti (cfr: Dovremmo forse cambiare nome a San Colombano o smettere di festeggiare la domenica o il S. Natale?) che solo lei e pochi intimi possono capire.
    Più banalmente a me sembra che lei faccia un esercizio molto italico, si arrampica sugli specchi senza però esserne particolarmente dotato. Continui ad esercitarsi. Contento lei contenti tutti!

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  6. Riporto un mio intervento che è pubblicato sul sito del pd meldola che credo spieghi la mia posizione su una questione che mi preme particolarmente!

    L’intervento dell’avvocatura dello stato che sancisce il non obbligo di celebrare funzioni religiose all’interno dell’orario scolastico da la possibilità di scegliere, che in fondo è il primo vero punto fermo della laicità
    Cosi anche Meldola inizia a fare i conti con quel processo che da qualche tempo vede la magistratura come pungolo a favore di quella laicità che nella nostra società mai fino in fondo è stata realizzata.
    La scuola prima di tutto deve sostanzialmente rispettare tale principio e la scelta a cui anche la realtà scolastica Meldolese è stata recentemente chiamata ne è una prova, laicità significa prima di tutto poter scegliere. Resta il fatto che una scelta cosi importante abbia visto una maggioranza forte di un solo voto in più, dovuto al doppio valore del voto del presidente di turno, ma la democrazia è anche, giustamente, questo.
    Leggo che molti dirigenti mettono in dubbio che si possano svolgere tali attività in orario scolastico, molto bene, sono contento di sapere che chi opera in un settore cosi importante come la scuola pubblica lo fa con uno spirito rivolto più alla laicità dello stato che alle proprie libere convinzioni religiose .
    Laicità che viene cosi, anche a Meldola, rispettata perché prima di tutto,come già detto, significa scegliere. Personalmente se fossi stato parte del consiglio avrei optato perché le funzioni religiose, di qualsiasi tipo, fossero momenti a cui chi desidera può liberamente partecipare ma senza limitare o restringere il diritto al normale svolgimento delle lezioni per chi sceglie altrettanto liberamente di non volervi partecipare.

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  7. Qui non è in ballo alcuna rinvedicazione storica della cultura italiana ne tanto meno vi è il rischio di compromettere la nostra cultura a favore di quelle altrui.. Qui si parla di laicità, laicità che ha ben poco a che fare con il trattato craxiano..Laicità troppo spesso eslusa da una vuota parola come laicismo..

    DOMANDA:
    Contestiamo, giustamente, chi con la forza durante scioperi o manifestazioni vieta il normale svolgimento delle lezioni e non chi lo fa imponendo la prorpia scelta religiosa.. Perchè?
    Il mio diritto all’istruzione perchè deve essere ristretto da una personale scelta altrui?
    Perchè i bambini che non andranno alla messa devono perdere un giorno di scuola? A quanto ne so non è reato non partecipare alla messa allora come mai comporta la restrizione di un fondamentale diritto come quello all’istruzione?
    Se cattolici e mussulmani un giorno saranno numericamente simili in itlaia che succede dovremmo chiudere la mense nel mese del ramandam e poi andare a messa?
    Ciao Michele

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  8. Caro Renato, lungi da me rinunciare alla nostra storia soprattutto a causa di altre culture. La mia riflessione è molto semplice: ti ricordi quando andavi a scuola? Eri felice di andare a Messa all’inizio dell’anno scolastico? Perchè?
    Secondo me sono due ore buttate al vento, come d’altronde, l’ora di religione settimanale. Tu ribatterai dicendo che la frequentazione di quell’ora non è obbligatoria: vero ma cosa fanno i ragazzi che non la frequentano? Ma soprattutto cosa fanno i ragazzi che la frequentano!
    Di base c’è che anelo ad una scuola più laicista che laica.

    P.s. grazie per avermi insegnato la differenza tra i due termini.

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  9. Dispiace riscontrare tanta acredine verso l’ora di religione e la Santa Messa.
    L’ora di religione a scuola è attualmente facoltativa, infastidisce anche così? Ai ragazzi che appartengono a famiglie cattoliche osservanti (ma non solo, mi risulta che anche parecchi adulti che non frequentano la Chiesa siano contenti che i propri figli invece lo facciano) deve essere impedito di prendervi parte? Questo atteggiamento mi sembra assai poco democratico.
    A Paolo che dichiara che secondo LUI la Messa è un’ora buttata al vento, rispondo che penso non abbia la presunzione che il suo pensiero rappresenti quello di tutti. Certamente non rappresenta il mio.
    A Gilberto dico invece che forse nelle scuole frequentate dalle sue figlie non c’è mai stata la consuetudine di aprire l’anno scolastico con una Messa. A Meldola, come anche lui ben saprà, invece sì. Sulla spinosa questione della messa in orario scolastico: magari le dinamiche chissà, (anche se personalmente non me lo auguro) in futuro cambieranno anche a Meldola, ma gradualmente, confrontandosi in serenità nelle sedi preposte, senza introdurre cambiamenti troppo drastici.
    Saluti a tutti, credenti e atei del blog
    ELENA

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  10. Gentile Elena,
    rimaniamo sull’argomento, è così difficile?

    Le rispondo per punti, faccia lo stesso a cominciare dal primo post.

    Nessuno ha mai parlato, in questi post, dell’ora di religione facoltativa, non tema ne parleremo, ma che senso ha introdurlo in questo post?

    Che gli adulti siano contenti che i propri figli vadano in chiesa e loro chissà dove è un problema loro, della loro etica e dell’esempio che intendono dare ai loro figli. Penso sia il tema della doppia morale, di giorno in chiesa di notte con le battone! Le ricorda niente? Un certo Berlusconi?

    Non deve essere impedito a nessuno di prenderne parte alle funzioni religiose, mi dica esattamente dove ho sostenuto l’opposto e sabato mattina mi presento nudo a chiedere un caffè da l’ultimo. Alle ore 11,00 in punto.

    Quale sarebbe l’atteggiamento poco democratico: chiedere pari opportunità e pari trattamenti? Elena, le sia chiaro, non accetto lezioni di democrazia da nessuno men che meno da lei.
    Totò direbbe: “acca nissuno è fesso”

    Nelle scuole delle mie figlie c’era la consuetudine che è stata abolita. Punto.

    Sulla laicità le dico solo: Yes we can.

    E come dice Guccini: “a culo tutto il resto”.

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  11. Ragazzi! Accidenti quanta acredine. E’ forse stato toccato un nervo scoperto? Al novello Totò vorrei innanzitutto dire che se io a suo giudizio mi arrampico sugli specchi senza esserne dotato, cosa pensa di se stesso quando si paragona al grande attore comico senza essere fornito del benché minimo senso dell’umorismo (per non parlare del limite)?
    Quanto al presentarsi nudo da “Ultimo”, mi sembrerebbe una eccessiva punizione che vorrebbe infliggere a se stesso ed a tutti noi: il problema, seppur serio, va indubbiamente riportato nel giusto alveo di un tranquillo confronto (altrimenti a che serve il blog, a sfogare le proprie avversioni e/o frustrazioni?).
    Nessuno nega a nessuno pari opportunità e trattamenti (leggiamo bene ciò che viene scritto…)!
    Bisogna tuttavia comprendere che non tutte le realtà possono ricevere un uguale trattamento all’interno della società italiana: basti pensare ai cittadini altoatesini o valdostani che godono di uno status privilegiato dal punto di vista fiscale, legislativo e culturale rispetto alle altre realtà e comunità etniche esistenti (albanesi e greci di Calabria ad es.)o rispetto agli stessi italiani in senso più generale.
    Ciò dipende indubbiamente da una molteplicità di fattori, riversati in leggi apposite e fra questi, ripeto, anche il grado di inculturazione di ogni realtà nella storia e società italiane (non mi si dirà che la comunità buddista italiana o quella islamica ad es. abbiano impregnato di sé la società italiana al pari del cattolicesimo!).
    Questo comporta inevitabilmente un diverso grado di manifestazioni e tutele che nulla impedisce un domani -anche prossimo- di modificare ma, ripeto, dopo un sereno ed approfondito dibattito nelle sedi deputate.
    Pazienza se non siete daccordo con me. Cercherò di approfondire le vostre ragioni senza mandare a culo nessuno visto che pur suonando in una band non sono Guccini e comunque non sarebbe nelle mie note. Arrivederci, Renato

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  12. Gentile Avvocato Renato,
    il suo umorismo e i suoi argomenti sono così pertinenti che volentieri le cedo il passo.

    Approfondisca pure serenamente, mi consola molto il fatto che le mie figlie siano al riparo dal subire le scelte degli organismi in cui lei partecipa con così tanta fede e scienza.

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  13. “A Paolo che dichiara che secondo LUI la Messa è un’ora buttata al vento, rispondo che penso non abbia la presunzione che il suo pensiero rappresenti quello di tutti. Certamente non rappresenta il mio.”

    Pensi bene Elena, in effetti quasi ogni mio pensiero è preceduto da un “seconde me” proprio per evitare spiacevoli malintesi ed essere considerato arrogante. Cerco piuttosto un confronto educato. Trovo quindi la tua precisazione del tutto inutile.

    A Gilberto: obbiettivamente il primo ad andare fuori tema sono stato io e non Elena.

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  14. Dopo il sadomaso condito da voyerismo nei commenti all’articolo “Rilassati e presta attenzione”, arriviamo al caffé nudista di Gilberto, da Ultimo, di sabato, alle 11 !!!
    Ragazzi, stiamo prendendo una brutta piega…
    Tra un pò ci catalogheranno come Blog-osé !

    Angela 😉

    P.S. Sarà un caso che c’é sempre Gilbe in mezzo a ‘sti discorsi? Come il suo ultimo commento all’articolo “Pubblicità progresso”… Faccio copia&incolla :
    “Un dubbio atroce!
    Non è che Romeo, il quale notoriamente gira solo in bici, mentre cerco di parcheggiare scopa anche per me?
    Romeo? Avrei bisogno di approfondire l’argomento a quattr’occhi.”

    PP.SS. L’argomento trattato in questo articolo é importante e serio, ma ho creduto di dover gettare un pò di acqua sul fuoco…visti certi toni…

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  15. Intanto mi devo scusare con Michele … avevo arretrati e solo ora ho approvato i suoi commenti finiti in moderazione e da ora in poi esendo riconosciuto non finirà più in moderazione …

    Come auspicabile c’era da aspettarsi un certo interesse sull’argomento ma ribadisco il punto per me centrale: stiamo continuando a guardare il dito e nemmeno ci siamo accorti di cosa indichi!!!

    In una scuola pubblica che a settembre ottobre finisce i soldi per pagare i supplenti e dovrebbe mandare intere classi (smembrandole) in altre classi rendendo impossibile il lavoro di tutte; dove per il sostegno vengono riconosciute ben 9 (NOVE) ore di sostegno per bambini diversamente abili ogni settimana (nemmeno due giorni!!!); dove i laboratori diventeranno un ricordo dei padri visto che sempre più difficilmente si trova l’incasellamento giusto degli orari dei docenti per farceli partecipare, dove tante altre cose che ho pubblicato nei vari resoconti dei Consigli d’Istituto non hanno ricevuto il benchè minimo accenno di osservazioni o pareri siamo ancora tutti sicuri che l’ora della messa o l’ora di religione siano il PROBLEMA?

    Onestamente lascio a voi, molto + bravi e ferrati di me, la continuazione della discussione e del confronto.

    Saluti radiosi

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  16. O.K. Gilberto, prendo atto. Fossi in lei tuttavia mi preoccuperei di più che le sue figlie a Forlì siano soggette alle scelte di chi incenerisce oltre il 90% dei rifiuti che raccoglie (mi immagino la qualità dell’aria…).
    Spero non le abbia iscritte a Forlì per colpa del ns. Consiglio d’Istituto. Saluti

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  17. romeo il laboratorio di musica, allestito dal mitico piero il barbiere insieme a michele neri ed ad un altro di cui mi sfugge il nome ,in che condizioni versa? è usato ? quanto e come?

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  18. Sono avvilito, se si pensa che la lezione di democrazia ci venga dalla fede, consiglierei a molti un sano viaggio nelle “democrazie” religiose del vicino e lontano oriente. In realtà, per chi sa e vuole vedere cosa intende la nostra beneamata chiesa cattolica per democrazia basta seguire il presente dibattito sull’ora di religione(cattolica naturalmente..e gli altri si adeguino!)e sulla messa per le scuole… coraggio ragazzi vi resta la speranza.

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  19. Sul concetto di democrazia anch’io avrei parecchio da dire, ma in merito all’intervento di Giampaolo replico solo che mi pare il massimo della democrazia avere la libertà di far frequentare o meno a scuola l’ora di religione ai propri figli.
    Lui invece cosa proponeva di ancor più democratico? Questa insistenza sull’aggettivo “cattolico” non riesco a capirla, può spiegarsi meglio? Che cosa vuol dire aggiungendo l’avverbio “naturalmente”, che i ragazzi italiani dovrebbero uscire dall’alveo naturale della propria religione e studiare invece cosa?
    L’accoglienza nei confronti del migrante mi sta benissimo, a patto però che questo non si traduca in un totale snaturamento della mia identità. Se scelgo per i miei figli l’ora di religione, io penso alla religione cattolica, questo è chiaro.
    Ho il massimo rispetto per quei genitori che la pensano diversamente e fanno per i loro ragazzi scelte diverse. Gradirei ricevere naturalmente lo stesso rispetto da chi non condivide il mio sentire.
    Buone cose a tutti

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