Fede religiosa e politica

foto preghieraDoveva arrivare anche una decisione della nostra nuova Amministrazione che mi lascia alquanto perplesso e nell’immagine qui a destra potrete capire il modo con cui ne sono venuto a conoscenza … proprio ai giardini pubblici spingendo Ludovico sull’altalena mi sono accorto di un ragazzo che con molta cura e altrettanta discrezione prima si è lavato i piedi e le mani ad una fontana vicina (prima curiosità che ha attirato la mia attenzione, e poi si è posizionato vicino ad una pianta per pregare.

Questo mi ha fatto veramente pensare e ritornare alla mente il fatto che dei musulmani avessero chiesto la sede delle ex scuole elementari di S.Colombano per poter degnamente “riconoscere” il periodo del ramadan e così sono andato a vedermi un pò di rassegna stampa e l’articolo pubblicato sul blog del PD di Meldola al riguardo ma non ci trovo l’essenza che, per quanto mi riguarda, è pienamente individuabile in questa foto (spero che l’interessato, se mai si ritroverà in rete, mi scuserà se gli ho “rubato” una foto … ma era solo per ammirazione alla semplicità dei suoi gesti …).

Non sono un politico e, sinceramente, penso che politica e religione dovrebbero essere ben distinte e talune speculazioni un pò mi lasciano l’amaro in bocca; semplicemente mi piace guardarmi attorno cercando di non farmi troppo condizionare (e qui viene il difficile…). La foto non rende al 100% quello che ho visto e provato quel giorno; ho visto una persona come tante o, meglio, un “credente” che si rivolge al suo Dio proprio come tanti “cattolici” fanno. Ho visto l’umiltà di una persona che, incurante del tempo che volgeva al peggio, continuava il suo rito senza preoccuparsi dei pochi sguardi che inevitabilmente aveva attirato.

Onestamente e sinceramente quando io voglio rivolgermi al mio Dio ho tante chiese a disposizione e, se fossi in una terra straniera, probabilmente non riuscirei ad andare in un giardino pubblico, seppur poco frequentato, in mezzo a sconosciuti e stranieri ed è questo un motivo in più per cui questo ragazzo mi ha veramente meravigliato.

Io, al contrario di chi ha granitiche certezze, penso sia giusto riconoscere degli spazi a questi “credenti”; al pari di questa convinzione mi infastidisce parecchio anche chi, ogni inizio d’anno scolastico, rimette in discussione il crocefisso a scuola o la partecipazione degli studenti alla S.Messa.

Per me la Religione e la Fede sono principalmente rispetto per tutti coloro che la professano purché lo facciano in un modo a loro volta rispettoso sia dei beni che gli vengono concessi (penso che se entrassi in chiesa a Meldola e tra una preghiera e l’altra tentassi di dipingere un murales non ci sarebbe bisogno dell’intervento di Don Mauro ma chiunque dei presenti mi fermerebbe …) sia delle altre professioni religiose. Penso che probabilmente abbiamo perso un’altra occasione per conoscere e scoprire il “diverso” e spero che si riuscirà, magari in futuro, ad evitare la “preghiera di strada” favorendo l’incontro inter-religioso e inter-culturale magari in un luogo aperto a tutti, compresi i curiosi.

Spero che queste riflessioni non scatenino le solite rancorose denunce a questo o quello schieramento politico ed a questo o quel “personaggio” ma molto + semplicemente invoglino una riflessione personale su quello che è il capolavoro che chi ci ha lasciato la Repubblica in cui viviamo ha compiuto … la COSTITUZIONE (leggasi, al proposito, almeno l’articolo 19).

Queste sono solo riflessioni in libertà, criticabili ed attaccabili sotto ogni punto di vista, ma riflessioni e niente più; tanti potranno leggerle ed integrarle oppure criticarle ma resta un fatto inconfutabile che oramai quasi il 30% delle nuove iscrizioni scolastiche siano di ragazzi che non sono “esperti” della lingua italiana (non mi piace troppo il termine “non italiofoni”) e questo può, spesso, anche significare che possono essere di fedi religiose diverse dalla nostra quindi dovremo, prima o poi, aprirci anche alle altre religioni.

Saluti radiosi

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15 pensieri riguardo “Fede religiosa e politica

  1. Hai ragione Romeo nell’invocare un prossimo incontro tra le diverse culture e fedi conviventi nel nostro paese (è il solo antidoto che abbiamo al conflitto). Guardando quella foto però mi sono sentito anche orgoglioso del paese che abbiamo creato e che consente a tutti di esprimere liberamente il proprio credo. Purtroppo non è ancora così in gran parte del mondo e nella gran parte dei paesi di provenienza di quegli immigrati; e non parlo della costruzione di chiese (di questo non se ne parla nemmeno!), bensì della semplice possibilità di pregare un dio diverso in pubblico, nei giardini o nelle strade: in quel caso si rischia anche la pena di morte.
    Non dimentichiamo mai quindi nei futuri dialoghi che avremo con queste realtà di far crescere in loro la consapevolezza di questo e (si spera) la coscienza che ciò è sbagliato ed è anche compito loro cambiarlo (se si vuole tolleranza e rispetto dagli altri, bisogna poi essere altrettanto disposti a riconoscerli agli altri). Ciao

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  2. Caro Romeo, condivido le riflessioni tue e, in buona parte, anche quelle di Renato. Come cittadino di Meldola, molto più che come rappresentante di un Partito, ritengo che occorra investire nella costruzione di una cultura dell’incontro, dello scambio, della conoscenza e del rispetto reciproci. Si tratta appunto di costruire anche nella quotidianità, a partire dai piccoli gesti e segni di amicizia, di apertura al rapporto con l’altro, una piena, libera, attiva cittadinanza democratica, rendendo in questo modo vivo (e concretamente vissuto) lo spirito della nostra Costituzione.
    Dobbiamo essere tutti orgogliosi della nostra democrazia e delle nostre leggi, che garantiscono libertà e diritti, ma pretendono giustamente doveri e rispetto delle regole. E tuttavia: qui, sui temi delle regole, della legalità e del civismo, esistono tantissimi problemi anche nel nostro paese e tra molti di “noi”. Penso quindi che sullo stato e sulla qualità della democrazia, della politica e del vivere associato in Italia occorre stare sempre svegli e non cadere nell’autocelebrazione o nella denegazione, un meccanismo psicologico e politico comprensibile, e anche rassicurante, ma che porta alla passività, al conformismo, all’inconsapevolezza, e lo dico sulla base non tanto di un’osservazione disinteressate ma della mia personale esperienza (non intendo quindi mettermi sul piedistallo e impartire lezioni di morale agli altri: le cose che qui affermo mi riguardano come cittadino e dunque come un attore coinvolto e non come uno spettatore distaccato).
    Ritengo allora che Stati scarsamente o per nulla democratici e regimi teocratici intolleranti non possano essere un termine di paragone per le nostre scelte politiche. Ritengo che politiche di mediazione culturale siano necessarie e fondamentali per il Comune di Meldola, per garantire un futuro migliore alle prossime generazioni. Ritengo che l’attuale amministrazione debba porsi queste domande, e abbandonare posizioni ideologiche utili forse per ottenere consenso, ma poi?
    La vecchia, cara, indimenticabile Meldola della mia giovinezza (che pure aveva tantissimi problemi, in cui tutti eravamo italiani, quasi tutti eravamo nati qui, eppure c’era sempre la questione – mi scuso per l’espressione e il tono poco urbano, ma intendo riportarla nella sua crudità – dei “maruchèn”, questione oggi quasi dimenticata perchè ora sono arrivati – con grande sorpresa, e l’indignazione sia dei soliti noti sia di un po’ di nuove leve, i marocchini del Marocco!), non c’è più e non tornerà mai più. Viviamo in una società diversa, con novità positive e negative, con colori, parole, persone che portano differenti bagagli di conoscenza, esperienza e cultura, siamo tutti provati dallo choc della cosiddetta globalizzazione, subiamo una distorsione, un cambiamento radicale e caotico, che richiede una riorganizzazione: bisogna fare in modo allora che il contatto tra culture non diventi scontro.
    La nostra convivenza civile si basa sulla separazione tra religione e politica, ma la nostra Costituzione, mi pare in modo intelligente e moderno, riconosce un valore pubblico alle varie forme di credenza religiosa, non riducendole a un fatto esclusivamente privato, nella misura in cui ogni religione si dispone a operare nel quadro costituzionale di garanzia della libertà e dell’uguaglianza di tutti i cittadini: qui c’è spazio per il dialogo, per la conoscenza, per l’arricchimento e la crescita culturale. Questo spazio va organizzato, previsto, promosso, difeso, reso vivibile – non è possibile accettare discriminazioni in alcun senso, educazione, rispetto e legalità devono essere sovrani: occorre ora individuare soggetti (persone fisiche, associazioni, o altri testimonial) e politiche per promuovere l’obiettivo dell’incontro e del dialogo, il che richiederà anche un certo conflitto, una qualche lotta (democratica e non violenta) con chi invece diffonde e pratica la diffidenza, il sospetto, l’ignoranza come volontà deliberata di non sapere e di non accettare informazioni, se non addirittura la discriminazione e l’odio. Il nuovo razzismo (parola che in Italia suscita scandalo e che sembra quasi non si voglia ascoltare o non si possa pronunciare) non è quello biologico dei nazisti, ma è un discorso ugualmente pericoloso, che esalta le differenze culturali (dalla lingua, alla religione, fino al modo di vivere, abitare, vestire, alla musica e alla… cucina!) per creare e innalzare barriere e discriminazioni attive, per farne situazioni di conflitto e competizione.
    Poi ci troviamo di fronte sistemi complessi e totalizzanti come l’Islam, che si trovano a interagire con tradizioni e tradizionalismi, provenienze nazionali e appartenenze tribali, e un milione di altri fattori: apparentemente, sembra un monolito, in realtà è un insieme con molti centri di potere, scuole di pensiero in lotta e competizione, differenti modalità di affrontare questioni non solo teologiche ma concrete (come la questione dei diritti, e in particolare l’uguaglianza tra i sessi in questo ambito, che rappresenta il problema per noi più urgente e importante). Una religione policentrica e differenziata, con un grande scisma interno e una miriade di sottoinsiemi, con le sue aderenze con la politica (questa è una costante anche qui da noi), anzi un rapporto con la politica non pienamente risolto – e non possiamo pensare che il sistema della modernità europea sia l’unico e il migliore per tutti, senza entrare in contraddizione con noi stessi rispetto a un principio fondamentale come quello dell’autodeterminazione dei popoli.
    Anche rispetto a questi problemi, non vorrei essere frainteso da nessuno, nemmeno da chi (ma non si tratta certo di frequentatori di questo blog) per mancanza di idee ricorre a facili polveroni, travisa e strumentalizza in modo spudorato. Non è possibile alcun equivoco, con chi sceglie di vivere e lavorare in questo paese, sui diritti e sui doveri di ogni cittadino: il rispetto e il riconoscimento si costruiscono in base a impegni precisi nei confronti dell’uguaglianza dei cittadini e delle cittadine, con il superamento o per lo meno la messa in discussione dei vari tradizionalismi, evitando infine approcci riduttivi e unilaterali, che impediscono di vedere non solo le complessità, ma anche le reali difficoltà, i veri problemi di una società multiculturale. Una società in cui il rischio è la limitazione della libertà individuale e la messa in crisi della respublica in nome dell’obbligazione a presunte comunità originarie (a ognuno il proprio bantustan, la propria famiglia etnia associazione partito o tribù, insomma… chi più, chi meno).
    Invece di alimentare divisioni, la politica dovrebbe lavorare per la mediazione, distinguendo e inquadrando correttamente i problemi, aprendo percorsi e finanziando i progetti nel breve, medio e lungo periodo, soprattutto nelle scuole e con i bambini ma senza dimenticare gli adulti e tenendo in considerazione il linguaggio dei mass-media anche locali, in modo da favorire la creazione di una nuova cittadinanza democratica, in una prospettiva che non sarà più solo nazionale ma europea. Ognuno deve essere libero di professare il proprio credo, ma tutti devono rispettare le stesse regole, e non offendere il diritto, la libertà come principio di autonomia e non ingerenza da parte di istanze esterne, una libertà che finisce laddove inizia quella degli altri, che è compito di uno stato democratico difendere e garantire contro qualsiasi abuso (sia anche portato dallo stesso apparato burocratico statale o da qualsiasi formazione politica).
    Ho ricordato il ruolo dei mass-media: anche questo blog è un mezzo di comunicazione importante per la nostra città, uno spazio di libera discussione che si è sempre distinto sul piano dei contenuti, del rispetto, dell’educazione, dell’impegno fermo e anche della polemica dura e decisa sui temi, ma sempre con civiltà. Non è cosa da poco, in un paese in cui un giornale locale si è permesso, pochi giorni fa, di titolare in prima pagina che a Meldola si promuove “la rottamazione degli immigrati”. Sono sicuro che questo non è il pensiero della nostra Amministrazione. Peccato, però, che questo non faccia notizia, e che nessuno (o quasi) nella nostra città abbia smentito, abbia preteso spiegazioni e preso pubblicamente le distanze da un modo sbagliato e incivile di comunicare, che normalmente non sarebbe degno di alcuna considerazione.

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  3. come si fa a criticare quello che hai detto caro Romeo,non ne hai sbagliata una.
    sai cosa mi è capitato di notare?tutti coloro che usano la religione come terreno di scontro,quelli che” mai e poi mai una moschea vicino casa mia”,quelli che portano un maiale a fare i suoi bisogni su un terreno che dovrebbe diventare luogo di un culto diverso da quello cristiano e quelli che applaudono ai sopra detti,non entrano mai in una chiesa.
    e non potrebbe essere diversamente perchè chi si è fatto uomo per salvare gli uomini(che ci si creda o meno)ha portato un messaggio di pace e fratellanza.Lui stava con i pezzenti,gli storpi,pagani e prostitute,in poche parole stava con gli ultimi.e oggi tra gli ultimi ci sono gli extracomunitari.
    non sono per il”buonismo” che non vede i problemi di queste nostre nuove situazioni,ma se per noi la questione religiosa è di così elevata importanza,non possiamo non tendere la mano verso i nostri nuovi fratelli.
    ciao a tutti

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  4. E bravo il “nostro” Romeo!
    Se solo tu fossi un pochino più “abbronzato” potresti anche diventare il presidente degli USA!
    Mi è piaciuto molto quello che hai scritto…. la sensibilità (e l’empatia) che traspare dalle tue parole.
    Sensibilità che purtroppo emerge raramente nelle persone, che ormai riescono difficilmente a mettersi nei panni altrui.
    Io penso che in fondo la strada dell’incontro religioso (o tra culture diverse) sia semplice, tu rispetti me, io rispetto te.
    Ripeto RISPETTO, perchè a volte si usa la parola tolleranza che, secondo me, equivale a dire: “Io sono meglio, ma perchè sono buono ti tollero.”
    Salut

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  5. Caro Romeo,
    tutto condivisibile,le persone che grazie alla nostra costituzione possono liberamente esprimere il loro credo religioso, possono altrettanto liberamente costruirsi ( a loro spese) le loro chiese, esempi Testimoni di Geova o Avventisti del Settimo Giorno che nella nostra provincia l’hanno fatto!

    Saluti a tutti

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  6. Ringrazio tutti per le parole che mi avete dedicato e le riflessioni che avete fatto emergere. Finalmente uno spaccato di Mondo che mi piace e che “rispetta”. Sono daccordissimo che dobbiamo pretendere a nostra volta il rispetto ma non possiamo sicuramente darlo vincolandolo a qualcosa.

    Michael, nessuno sta parlando di costruire delle moschee oppure altre chiese per darle poi in comodato ad altri, si sta semplicemente proponendo di dare l’utilizzo per un mese all’anno, o anche meno, di un immobile altrimenti abbandonato magari chiedendo anche qualcosa in cambio (pensa come sarebbe stato chiedere in cambio che organizzassero una festa con loro piatti tipici, oppure una serie di serate a tema, oppure che ci dessero libero accesso alla loro preghiera per toccare con mano come tanti luoghi comuni siano falsi, o ancora che per Meldola si sforzassero di parlare in italiano così che tutti capissimo cosa dicono, o che organizzassero corsi della loro lingua o …. )

    Comunque di nuovo Grazie anche alle riflessioni dotte e circostanziate che si sono avute.

    Saluti radiosi

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  7. Trovo che sia assolutamente legittima la richiesta da parte di persone straniere di avere uno spazio ove poter professare la propria fede religiosa (e considero, ovviamente, altrettanto legittima la medesima richiesta fatta da cattolici residenti in paesi di fede musulmana), tuttavia non posso far finta di nulla e non associare questo genere di richiesta ad episodi inquietanti ed allarmanti accaduti in varie parti d’Italia nei quali le moschee (o luoghi adibiti a questo uso) sono diventate il ritrovo di persone accomunate da un acceso sentimento antioccidentale e da propositi non proprio amichevoli nei confronti del paese ospitante.
    Dunque accettazione delle richieste sì, ma con molta cautela e molto controllo, comportandosi con estrema equità e correttezza.
    Da ultimo, ma fondamentale: personalmente, mi auspico l’avvio di un serio processo di integrazione, ondizione indispensabile per dar vita ad un dialogo costruttivo tra chi arriva e chi accoglie.
    In una realtà piccola come Meldola, guardandomi attorno, a me pare di cogliere che ancora molti passi debbano esser fatti in questo senso, soprattutto fra le persone adulte.
    L’ho detto ancora, simili processi richiedono tempi lunghi e trovo sbagliato cercare di accelerarli perché anche alla popolazione autoctona va data la possibilità di abituarsi gradualmente al cambiamento.

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  8. L’attenzione che auspica Elena Zaccheroni per le “Moschee” la estenderei anche agli oratori dove, come sappiamo dalla cronaca nazionale ed internzionale, non sono mancati e purtroppo non mancano i reati di pedofilia da parte di diversi sacerdoti.
    Riguardo a questi famosi “processi che richiedono tempi lunghi” la prego di informarci quando sarà, a suo giudizio, giunto il tempo per applicare il diritto sancito della nostra carta Costituzionale della libertà di culto. Vorrei “abituarmi gradualmente al cambiamento”, grazie.

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  9. Ma quando mai aprirete gli occhi??? Noi, con questo “IDEALE di democrazia” ci stiamo facendo solo prendere in giro, ci credono dei fessi (..e hanno ragione!!) perchè loro sanno i nostri punti deboli della costituzione, e siccome la legge sull’obbligo di affissione crocifisso nei luoghi pubblici esiste, loro vogliono che sia rappresentatto anceh il loro simboloreliogioso, ma per noi quel crocifisso non è simbolo di fede, ma di cultura e storia italiana (non sono io a dirlo, ma una legge!).
    Loro se vogliono pregare lo possono fare, ma non possiamo essere così poco attenti e farci fregare quello che è la nostra Italia, la nostra cultura e storia.
    ..ricordatevelo: loro qui chiedono e hanno tutto ciò che vogliono..(anche con la forza), noi nei loro paesi non possimo dire nulla, perchè sono capaci di amazzarti se vedono un rosario!! Mi son sempre chiesto cosa ci guadagnano “i compagni ” a sostenere queste cose..un giorno forse lo scoprirò a pensare che una volta dicevano che i comunisti mangiavano i bambini..come cambiano i tempi

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  10. Sinceramente non capisco quale sia il problema se si concede la possibilità di avere dei luoghi di culto a TUTTE le fedi religiose.
    L’importante è che lo STATO (uno serio, mica il nostro) sia laico e soprattutto faccia rispettare le proprie regole comuni (=LEGGI) a tutti!!!! Ma proprio a tutti!!!!!
    Troppo difficile?
    Bah, meglio non andare oltre…………
    Salut

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  11. Caro “Enigmista”, sono forse il “compagno” meno adatto ad esprimersi ma io non vedo “ideali di democrazia” bensì una democrazia nata dal sangue dei nostri padri (ed anche il Mio ha fatto la sua parte) e dall’intelligenza di tante persone che hanno composto una carta costituzionale che nemmeno noi, troppo spesso, sappiamo rifarci.
    Penso che la Costituzione abbia pochi punti deboli se non la sua “ignoranza” alla maggior parte dei cittadini (spero capirai che non vuole essere un’offesa ad alcuno dei commentatori del blog!)
    Mi spiace ma se nei loro paesi non hanno nulla di quanto possiamo vantare noi è bene che lo gustino anche loro con noi per tentare di portarlo indietro.

    Comunque sia, saluti radiosi

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  12. come si fa a dire che la Costituzione è un nostro punto debole!!!!
    se solo i nostri politici(tutti!)cercassero di metterla in atto il nostro sarebbe un paese senza dubbio migliore.
    Enigmista,sei in fallo se pensi che difendere i diritti fondamentali dell’ uomo sia interesse dei soli “compagni”.

    …affrontare nella giusta maniera il problema/opportunità (nell’ ordine che uno ritiene migliore)è altra cosa.

    saluti

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  13. Romeo,Romeo………..Se vogliamo sindacare sulla scuola elementare di SAN COLOMBANO è giusto che non sia stata concessa, visto che è un edificio comunale in disuso e sicuramente non coperto da adeguata assicurazione.
    Se serve un luogo di culto lo costruiscano,l’affittino,lo comprino o altro, ma non chiedano allo stato o/a comuni,province,ecc.
    Tanto per capirci esistono comuni (vedi Forlì) dove la comunità islamica ha raccolto i soldi per fare un centro di culto in un lampo, quindi il problema non ci tocca e non deve nemmeno toccare l’amministrazione se non nel momento gli vengano sottoposti, progetti o domande legate a permessi ecc..
    Ti faccio notare che si chiama AMMINISTRAZIONE COMUNALE e non ente interreligioso.
    Per capirci ognuno è libero di professare e credere la religione che più gli aggrada,sempre che sia in linea con la nostra Costituzione, ma lo STATO non deve spendere nulla visto che fino a prova contraria è LAICO!!!!!
    Infine per quanto riguarda feste o libagioni, sarebbe interessante vedere l’accoglienza che ci riserverebbero a noi INFEDELI.
    Io troverei personalmente giusto che nei loro momenti religiosi pubblici le funzioni si svolgessero in lingua Italiana, questo per aprire le porte a chi li ospita, magari qualcuno si convertirebbe, inoltre se questi incontri fossero in Italiano sarebbe una spinta all’integrazione ed un aiuto all’alfabetizzazione.
    Comunque sia credo che sia anche ora di legiferare in materia di manifestazioni pubbliche in lingua straniera perchè non è possibile voler diffondere una religione tramite un sistema basato su una lingua che non è quella parlata nel paese che la ospita.
    Salam aleikum…..tanto per rimanere in tema! Michael

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  14. Concordo in pieno con Michael.
    Se i componenti di una religione desiderano un luogo dove professarla se lo devono comprare!!! E gestire le proprie attività senza interferire con le Amministrazioni locali e/o centrali (=STATO!), rispettando le LEGGI!
    MA QUESTA GARANZIA DEVE ESSERE ASSICURATA DA TUTTE LE RELIGIONI, COMPRESA QUELLA CATTOLICA!!!!!!!!!!!!!!
    Che tra ICI non pagata, agevolazioni varie (vedi anche la “truffa” per chi non firma l’8×1.000), fondi statali alle loro scuole (stornati da quelle disastrate pubbliche), interferenze nelle istituzioni (“preti” nelle forze armate pagati dallo stato ad es.) interferenze nella MIA VITA PRIVATA (eutanasia, aborto, coppie di fatto, ecc.) e altre rotture di coglioni (perdonatemi, se siete religiosi e quindi credete nel perdono, mi è scappato) e non per ultimo, IN MELDOLA, annullamento o spostamento di “Meldola dei sapori” perchè concomitante con le cresime (e dov’è il problema????), messe e litanie dette tramite megafoni disturbando il prossimo e……. e poi mi fermo perchè credo basti…….
    Pace e bene fratelli e salut

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