Libri di testo obbligati per le scuole meldolesi?

Qui è ora di finire di scherzare e iniziare a fare seriamente; verificare veramente cosa e quali siano i reali problemi dell’Istruzione Pubblica ed iniziare anon perdonare; ora ho avuto la dimostrazione che si può farlo facendosi semplicemente da una parte!

Ecco cosa scrissi il 24/04/2008 a Jaccarino M. e Giacomelli S.:

Buon giorno/sera

Scrivo a voi perché da nessuna parte ho reperito l’indirizzo e-mail diretto del Dott. Mario G. Dutto che ha firmato la circolare numero 9 – protocollo 373 ho visto i vostri riferimenti in fondo ad un‘altra circolare sempre del medesimo Direttore quindi spero riusciate ad indirizzarla a lui o a chi di dovere.

Io sono un genitore che fa parte del Consiglio d’Istituto di un piccolo comune Romagnolo, il Comune di Meldola. Vedo che nella circolare citata in alto si fa particolare attenzione anche al costo complessivo dei libri che devono rimanere a valori bassi e comunque fissati e di questo mi compiaccio.

La mia domanda, suffragata da due figli che sono alla scuola primaria già da qualche anno ed hanno Insegnanti diverse, è se si possa pensare di non spendere soldi in dei libri che vengono usati (alla fine degli anni scolastici) in minima parte perché solitamente parecchio lavoro si fa su dispense o direttamente sul quaderno dei bambini.

Ne ho parlato anche al Consiglio d’Istituto e vengo a sapere che qualora le insegnanti non si dotino dei libri entro le scadenze previste sono anche passibili di denunce (assieme al Dirigente dell’Istituto Comprensivo) e la cosa mi lascia veramente sbalordito. Ho fatto qualche ricerca su alcuni editori dei libri di testo scolastici e scopro che alcune case sono unicamente editrici di libri scolastici e non hanno altri filoni quindi vivono unicamente di questo; penso, per il poco che conosco l’Europa, sia una prerogativa unicamente Italiana.

Chiedo quindi come si possa pensare o come si possa agire per cercare, legalmente, di perseguire la via di non dotarsi di libri di testo e, magari, dedicare queste risorse comunque pubbliche magari ad altri fondi che permettano un corretto svolgimento delle lezioni (ad esempio la sala informatica della scuola primaria di Meldola ha dei computer ormai vecchissimi e spesso in attesa di qualche pezzo per funzionare…). Penso che l’innovazione del paese passi anche da queste cose e mi auguro vorrete darmi una risposta via posta elettronica per non spendere ulteriori risorse in buste ed affrancature.

Saluti radiosi

Dopo qualche giorno, il 27 Maggio ricevetti questa risposta la Luciano Lelli:

Per incarico del direttore generale Luigi Catalano, informo che questo Ufficio ha esaminato la nota trasmessa dal signor Romeo Giunchi sull’adozione dei libri di testo nell’istituto comprensivo del comune di Meldola e ritiene la questione, per altro di non facile comprensione dall’analisi del messaggio considerato, non di pertinenza di questo USR, in quanto pare che il signor Romeo si riferisca contestualmente alle disposizioni nazionali che riguardano l’adozione dei libri di testo e a situazioni specifiche delle scuole di Meldola (stato del laboratorio di informatica).

Il consiglio che questo USR ER può dare al signor Romeo, per quanto attiene alla situazione delle scuole di Meldola, è di rapportarsi al dirigente scolastico delle stesse.

Luciano Lelli

Dirigente Ufficio III USR ER Direzione Generale

E-mail: luciano.lelli@istruzione.it

Sito WEB: http://www.lucianolelli.eu

A questo il 29/05/2008 replicai in questo modo:

Essendo in pausa pranzo mi permetto di puntualizzare meglio, scusandomi della scarsa chiarezza del mio precedente messaggio del 24/04/08, sperando di esserlo maggiormente in questa occasione.
Mi scuso in anticipo se non ho indirizzato questo messaggio alle persone competenti sull’argomento e Vi prego fina da ora di individuare e trasmettere la nota a chi può farlo.

Mi è stato spiegato che la circolare numero 9 – protocollo 373 Sancisce che i libri di testo per le scuole Elementari e medie (scusatemi se non le riesco ancora ad individuare come “primaria” ma ho paura di fare confusione con i termini) DEVONO essere adottati obbligatoriamente.

Da ciò deduco che se un insegnante non li adotta può essere denunciato e subirne le conseguenze (ed anche il Dirigente scolastico del plesso).
Come già spiegato nella mia precedente mail (citata sopra), diversi libri sono solo marginalmente utilizzati (alcuni genitori mi dicono che alle Medie alcuni addirittura quasi per nulla) perchè il lavoro si svolge su dispense o direttamente sul quaderno dei Bambini / Ragazzi.
Ribadisco anche che alcune case editrici operano ed editano esclusivamente testi per le scuole e questo è un caso praticamente unico (per quanto ne so ed ho appreso da internet) in Europa.

In conclusione la domanda a cui gradirei risposta è:
Perchè, di comune accordo con le insegnanti, non si può risparmiare di dotarsi di testi qualora le stesse riescano comunque a garantire il programma loro assegnato?

Grazie mille per l’attenzione e per la risposta che vorrete darmi, eventualmente preciso che la circolare in questione è firmata dal Dott. Mario G. Dutto quindi, eventualmente, indirizzate a lui o chi riveste attualmente il suo ruolo la mia domanda perchè gradirei avere delle risposte chiare e ufficiali.

Saluti radiosi

Il 01/09/2008 non ottenendo risposte reinoltrai la richiesta:

Io sono ancora in attesa di risposte … non integro oltre le mie considerazioni in quanto le ritengo sufficientemente puntuali; non so bene chi avrà competenza al rispondermi ma sono certo che saprete indirizzare la mia richiesta a chi di dovere farlo.

Mi auguro di avere presto vostre determinazioni e chiarimenti.

Il 31/08/2009 oramai rassegnato al fatto che nessuno mi rispondeva replicai indirizzando a Lelli L. – Petrini M. – Catalano L.:

Noto che dopo un anno (l’ultimo messaggio lo inviai il 01/09/08 … Non ho ricevuto alcuna risposta.
Segno che la scuola probabilmente rappresenta l’ultimo dei pensieri … perseguirò altre vie magari cercando di contattare lo stesso Ministro.

Ora mi trovo nel mensile della COOP (lo ammetto, sono socio COOP 🙂 un interessantissimo articolo di Cirri e Solibello (due “miti moderni” per me che conducono una trasmissione radiofonica UNICA) in cui finalmente un Dirigente Scolastico si ribella a questo “sistema” e con un progetto intitolato “book in progress” fornisce ai ragazzi a 25 euro/anno complessivi tutti i fascicoli occorrenti per diplomarsi ad un Istituto Tecnico di Brindisi rischiando di suo. Come se non bastasse nel prezzo è compreso anche uno zainetto griffato dell’ITIS Majorana.
Mi sorge spontanea qualche domanda anche se purtroppo conosco la risposta aggiornata ad anno scorso: ma da noi quanto si spende per i libri alle Medie? Quanto ci risparmieremmo se optassimo per una soluzione del genere già partendo dalle elementari?
Purtroppo mi si è ricofermata l’opinione che in Italia veramente si cambiano le cose solo RISCHIANDO in proprio quindi … ecco la sfida maggiore, per me, e spero anche per il prossimo Consiglio d’Istituto Meldolese: RISCHIARE!

Saluti radiosi

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