Clan in Emilia Romagna?

TRA LA VIA EMILIA E ILCLAN INCONTRO 9 GIUGNOInteressante la proposta di Massimo di partecipare a questa presentazione di libro. Possibile che ci siano i clan in Emilia Romagna?

Ma … penso che sfrutterò il car pooling e andrò a sentire cosa dicono … sono l’eterno distratto che nemmeno si accorge che possano esserci dei movimenti corruttivi, mal-affaristici e quindi non propriamente “leciti e onesti” già “inseriti” nella mia Regione, magari nel mio stesso Comune … magari vicino a casa mia … noooooooooooooooooooooooooooooooo.

Saluti radiosi

6 pensieri riguardo “Clan in Emilia Romagna?

  1. Io credo proprio che mercoledì ne sentiremo delle belle. Anzi, mi meraviglierei del contrario.
    Chissà se c’è qualcuno tra i nostri lettori che è convinto che nella nostra regione siamo fuori da ogni logica mafiosa o camorristica.
    Eh, eh, eh… bella questa battuta…

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  2. Allora, provo a fare un riassunto dell’incontro.
    I relatori erano:Ivan Cicconi (uno dei maggiori esperti di infrastrutture e lavori pubblici, in particolare sui sistemi di corruzione e sui meccanismi di penetrazione delle organizzazioni mafiose nel settore dei lavori pubblici),Antonio Amorosi e Cristian Abbondanza (autori del libro “Tra la via Emilia e il Clan”).
    Nel libro vi sono frammenti di realtà, susseguirsi di fatti, nomi e cognomi, società, storie e dati che dimostrano come in Emilia Romagna le mafie ci sono, lavorano, fanno affari, modificando l’economia di questa regione.
    Innanzitutto una citazione di Ivan Cicconi che mi è piaciuta molto: “LA MAFIA E’ COME I PIDOCCHI: VA DOVE C’E’ LO SPORCO”.
    L’assunto è molto semplice: nel Centro Nord dell’Italia la gente che pensa che la mafia c’è, crede che sia una mafia buona (visto che non compie fatti di sangue). Purtroppo però, essendo invisibili, le mafie (mafia, camorra,n’drangheta), si sono spartite il territorio e fanno affari al fine di riciclare soldi sporchi derivanti da droga, gioco d’azzardo, contraffazioni, ecc. Offrono servizi a basso costo per la politica (di una sponda e dell’altra), danneggiando pesantemente l’economia legale al punto da modificarne la natura. Ostinarsi a non vederle le aiuta a proseguire i traffici e gli affari sporchi, permettendo loro di acquisire un potere sempre più pesante, capace di minare la stessa democrazia. Ed i casi citati nel libro sono infiniti; tra i più eclatanti c’è quello dell’HERA e la famiglia COSENTINO.
    Allora che fare? Si può rifiutare il sistema? Innanzitutto come cittadini bisogna essere consapevoli ed essere a conoscenza di questo fenomeno. Cristian Abbondanza dice che attraverso il “consumo critico” (e ci risiamo, va a finire che ne parliamo davvero un giorno) si può fare già una buona parte. E si può pretendere che la politica smetta di trattare con la mafia (e qui la vedo un pò più dura).
    Poi c’è stato Ivan Cecconi che ha spiegato come funziona oggi la corruzione e come è cambiata da Tangentopoli (dove era di tipo amministrativo accentrato, tramite i partiti ed i loro tesorieri) ad oggi che è diventata di tipo amministrativo decentrato (tramite i sindaci, consiglieri ed assessori regionali, provinciali e comunali) ed è avvenuta quello che lui chiama la “CATTURA DELLO STATO”, ovvero la corruzione è diventata inattaccabile perchè modificando le norme, la rendono legale. Interessante, ma per chi ha tenuto botta fino a questo punto non lo voglio tediare ulteriormente.
    Un saluto a tutti i meldolesi.

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  3. Come i pidocchi … va dove c’è dello sporco …

    Il problema sarà cavarseli sti pidocchi e sarebbero anche da individuare.

    Probabilmente Hera e Cosentino possono rientrarci ma Hera da da lavorare anche a della gente onesta … si dorvebbe tentare di capire bene in quali modi … magari dopo che avrai letto il libro me lo passi che provo a farmi un pò di cultura e abbandonare la mia eterna sprovvedutezza e fiducia verso il prossimo … qualsiasi prossimo 🙂

    Sul consumo critico concordo .. .dovremo proprio parlarne un giorno 🙂

    Grazie Massimo, sei un grande!

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  4. Massimo, a cui vanno tutti i miei complimenti per il sunto della serata, non vi ha detto che HERA si degna pure di entrare in società (oltre con persone collegate ai famigerati camorristi Casalesi) con società fiduciarie, società di cui non si conoscono i soci (a domanda nemmeno HERA afferma di conoscerli), con sedi nei paradisi fiscali, quindi a chi diamo i soldi???
    Inoltre, sempre a dire dei relatori della serata, la “cara” HERA, ha un capitale sociale di 1.500.000.000 e in pochi anni avrebbe accumulato 1.800.000.000 di debiti, grazie anche ai suoi “bravi” amministratori spesso di nomina politica, come ad esempio l’avvocato dell’ex sindaco di Bologna Del Bono (remember?) nominato dallo stesso sindaco, sull’esempio del nostro Caro Leader che fa pagare a noi i suoi avvocatucci facendoli eleggere in parlamento.
    E poi… e poi, chi vuole andare oltre legga il libro!
    Per averlo in comodato d’uso gratuito sono a disposizione.
    Salut

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  5. Un doveroso aggiornamento sulla questione che, anche alla luce di quanto è successo recentemente al sindaco di Pollica, sta interessando la vita di uno degli autori del libro di cui abbiamo parlato in questa discussione: hanno minacciato di morte Christian Abbondanza.
    Per chi volesse approfondire http://www.youtube.com/watch?v=j3B7uxVJHbo
    Non mi resta che chiudere questo post con la chiusura di Pier Paolo Pasolini ne ALLA MIA NAZIONE: “Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo”.
    Un saluto a tutti i meldolesi

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