Da studiare e commentare (facoltativo)

Pagine da rassegna stampa 02 11 2010 meldolaCaro Michele, trovo questa pagina interessantissima per densità di temi dati sia dal tuo contributo che dall’accostamento dei due articoli, la sottopongo quindi alla chiacchiera del nostro bar virtuale (chiacchiera simpaticamente rivalutata da Zattini e Russomanno). Ci sono tante questioni che apri, ma a me quelle che colpiscono di più sono queste tre: 1. la rituale schermaglia tra sinistra e destra che mi ricorda la velocità con la quale si possono cambiar le cose: geologica. 2. Le tue parole “mentre a Meldola si discute di dettagli e folklore”. Grazie per averci definito “Meldola” ma a parte questo blog, davvero se ne discute? E poi grazie per averli chiamati folklore ma in consiglio son passati come cultura. Infine sono dettagli, sì, ma non trascurabili per la portata simbolica che tu stesso hai avuto modo di sottolineare. 3. “A qualcuno fa comodo che la gente non sappia”, e qui la vista dell’articolo sopra crea il diabolico collegamento. Ponte di Cà Baccagli inaugurato nel 2008 che non resiste a una piena del Bidente (capirai, è venuto giù lo tsunami!). Responsabilità attribuita alla calamità naturale, così non si fa torto a nessuno. Appena qualcuno accenna un “ma sarà mai pussèbil?” Venturi tuona. Ma se io votassi a Meldola vorrei sapere, nomi e cognomi, fatti, omissioni, se non altro per scegliere, la prossima volta, in modo informato e consapevole.

39 pensieri riguardo “Da studiare e commentare (facoltativo)

  1. Non c’è bisogno di dire null’altro:

    CASO PETRUNGARO; CASO AREA EX MARTINI; CASO PONTE CA’ BACCAGLI; CASO EX MACELLO; CASO BRETELLA GUALCHIERA; CASO CANTIERE ROCCA; CASO CENTROPLAST; CASO CDA IRST; CASO PLESSO SCOLASTICO; CASO CAMPO SPORTIVO; CASO PALAZZETTO DELLO SPORT; CASO PARCHEGGI; CASO R.U.E.; CASO TRIBUTI; etc…

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  2. Ce ne sarebbe bisogno eccome: nomi e cognomi, fatti, omissioni… e poi, magari, oltre a dire, fare, fare le azioni necessarie affinchè i responsabili ne rispondano a seconda di quanto giuridicamente prevede il ruolo. Solo che ‘ste cose o si fanno per bene o non si fanno, a meno che non vuoi far la raccolta Panini delle querele per diffamazione. E allora tocca flettersi alla realpolitik (la real mankanza di tempo, soldi e effettiva convenienza che servirebbero per tirar fuori il polverone da sotto i tappeti e affrontarne le conseguenze).

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  3. Giulia, il collegamento è proprio diabolico!

    Intanto, questo spazio “virtuale” e alternativo alla “piazza” (o ai bar/circoli/botteghe), in cui poter discutere, polemizzare, comunicare, integra altri spazi, più fisici, di democrazia e cittadinanza attiva (istituzioni, partiti, società civile), che oggi non sempre sono praticabili e sono in crisi, per molte ragioni (oltre a quelle di contesto: ognuno sta di fronte alle proprie, diverse, responsabilità in questo senso). In questo spazio si discute di ogni cosa, si fanno “chiacchiere” così come si affrontano i grandi temi all’orizzonte, chi vuole partecipare è libero di farlo. Non mi pare poco.

    1) Ho partecipato con interesse alla discussione “Meldola in dialetto: ma va là” (rido ancora per questo titolo azzeccato): una questione simbolica e politica, più che culturale. Gli obiettivi della Lega sono chiari. L’argomento è stato oggetto di un qualche dibattito anche nella città “reale”, nel bene e nel male. La copertura mediatica è stata parziale e partigiana. Prevalgono invece disinteresse, distacco, disillusione, anche nei confronti della Lega stessa: chiedere in giro per credere. In qualche modo, però, la Lega ha fatto discutere, decidendo il campo di gioco. Ciò non significa che bisogna rinunciare alla partita, ma che si deve “costruire un altro modello”, un nuovo sistema di gioco. Abbiamo visto solo la punta di un iceberg, di un insieme di problemi, situazioni, rischi ancora più gravi che riguardano Meldola e tutto il paese. Problemi su cui anche la Lega – il partito del territorio, del “federalismo” – dovrebbe qualche spiegazione in più ai cittadini.

    2)A ogni cosa il suo spazio, quindi: facciamo un passo in avanti, c’è il problema dei tagli da parte del Governo centrale. La Lega di questo non ne vuole parlare, perché qualche responsabilità ce l’ha. La maggioranza della maggioranza è divisa, e la giunta è alle prese con i problemi quotidiani, oltre a dover perdere tempo a correre dietro all’agenda leghista, a rispettarne le condizioni, a subirne le incursioni (non ultima, quella sul regolamento degli interventi sociali e scolastici: delibera consiglio comunale n. 66 del 04/08/2010). So bene che l’amministrazione è in difficoltà di fronte al disastro annunciato dei tagli: chi non lo sarebbe? Piena solidarietà umana, massima distanza politica. Almeno una dichiarazione politica di censura, o di critica al Governo. Invece silenzio: allora va bene così!? No, non va bene stare zitti, non va bene deliberare in CC sugli odg leghisti e poi lasciare che i cittadini restino sostanzialmente estranei e disinformati su problemi di massima serietà: la discussione sul bilancio parte adesso, c’è sicuramente un lavoro già impostato, ed è ormai da luglio che si sa che ci sono difficoltà, che occorrerà tirare la cinghia oltre il limite. Responsabilità di un partito è allora cercare di informare i cittadini di questa situazione, chiarendo quali siano i punti essenziali e cercando di definire una serie di priorità: welfare, lavoro, ecologia. Un discorso generico? Schermaglia politica? Mi pare una rappresentazione mediatica, ma nei prossimi giorni scenderemo nei dettagli, insieme al gruppo consigliare.

    3) Purtroppo, la politica non è una questione semplice, nel senso che bisogna studiare e approfondire, “lavorare” come dicono i vecchi comunisti di una volta. La politica mediatica di oggi, veloce, superficiale e ipersemplificata, mediatica, finisce per essere un casino, nel senso di caos e bordello. Principio di ecologia politica minima è allora provare a razionalizzare e chiarire posizioni, situazioni, problemi, comportamenti. A questo proposito, quanto accaduto al ponte di Ca’ Baccagli ha dell’incredibile, la nuova Giunta non ha esitato a sollevare forti critiche verso la passata amministrazione, salvo poi questo articolo di Nevegna. Non sono in questo momento in possesso di tutti gli atti, né di un resoconto completo e oggettivo: mi impegno a… fare del mio meglio. Penso che una spiegazione sia dovuta, ma soprattutto che occorra accertare le responsabilità, che possono essere di due ordini: politico e tecnico/gestionale (in questo ambito rientrano le scelte su fornitori/esecutori materiali, appalti, materiali ecc.). Si tratta di una distinzione fondamentale: gli organi politici sono chiamati a rispondere degli atti di indirizzo, mentre la struttura burocratico-amministrativa deve rispondere di quelli gestionali. Ci sono poi responsabilità politiche in ordine agli indirizzi e in ordine alla concretizzazione di tali indirizzi sul piano amministrativo concreto: la differenza di competenze tra consiglio e giunta, piano “politico” di indirizzo/controllo/verifica e piano “politico” operativo, di attuazione concreta. Può inoltre accadere che un organo politico assuma una deliberazione in piena autonomia e a prescindere dal parere tecnico. Come politici, la nostra competenza si ferma di fronte alla legge e alla necessità di un’amministrazione imparziale. Ho qualche dubbio sull’imparzialità (sulla non politicità) di una qualsiasi struttura tecno-amministrativa, ma di meglio il legislatore non ha trovato. Un sistema complicato, che rischia di essere poco trasparente e sofistico. Il popolo per fortuna può scegliere, ogni cinque anni, se cambiare la propria classe politica, i propri rappresentanti e amministratori. A questi ultimi “domare” e utilizzare la macchina per il meglio (della collettività, s’intende).

    Michele Drudi

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  4. Mi scuso, ma non avevo visto il commento di Annalisa. L’elenco è in parte giusto, l’eredità è anche questa; ricordo però ad Annalisa che nel 2014 il bilancio si farà sull’azione e le scelte dell’attuale amministrazione.
    Mi permetto di accostare a ogni punto dell’elenco una serie di domande, che mi pongo come semplice cittadino.
    CASO PETRUNGARO: a che punto siamo con l’accertamento delle responsabilità tecniche? Non c’è una commissione al lavoro, e non c’è anche un processo in corso?
    CASO AREA EX MARTINI: idem. Risulta avviata causa civile nei confronti del Comune? Se sì, è stata approntata una linea difensiva? (dalle dichiarazioni ufficiali apparse sulla stampa a marzo ne dubitiamo: non avendo visto rettifiche, attenzione, non si danneggino i cittadini per interessi di parte). Si è provveduto a nominare un adeguato CTU? Sono stati esaminati a fondo la pratica e il quadro normativo?
    CASO PONTE CA’ BACCAGLI: rinvio al mio post precedente.
    CASO MACELLO: a che punto siamo con la progettazione partecipata? Esistono risorse per la ristrutturazione e il finanziamento delle attività? Sono stati attivati percorsi regionali o nazionali (visto che al ministero delle politiche giovanili e della cultura ci sono uomini del centrodestra)?
    CASO BRETELLA GUALCHIERA: a quali condizioni si è trovato l’accordo con i privati? Sono state richieste delucidazioni in merito alle procedure d’esproprio messe in atto dalla Provincia e agli errori compiuti a livello tecnico?
    CASO CANTIERE ROCCA: a che punto siamo? considerato che 300.000 euro di contributi li ha reperiti l’amministrazione di sinistra nel 2008-2009, e che arrivano a Meldola ulteriori finanziamenti grazie alla Regione e alla Provincia: i vostri meriti sono nulli, siete riusciti a ritardare il cantiere per un anno.
    CASO CENTROPLAST: avete pensato a una qualche forma di tutela o vincolo a destinazione produttiva dell’area, oppure ci sono altri progetti e interessi?
    CASO CDA IRST: l’esclusione del Sindaco dal CDA è stato un fatto gravissimo, che come Segretario ho criticato apertamente e senza mezzi termini. Sappiamo peraltro che di questa esclusione ve ne siete fatti una ragione, perchè il progetto IRST fondamentalmente vi interessa poco. La domanda che faccio è: perché rinunciare in partenza a una possibilità così importante? Perché l’IRST non rientra tra le priorità dell’amministrazione?
    CASO PLESSO SCOLASTICO: quali sono le responsabilità tecniche?
    CASO CAMPO SPORTIVO: idem.
    CASO PALAZZETTO DELLO SPORT: idem
    CASO PARCHEGGI: perché ultimamente si è scelto di non realizzare parcheggi utili alla collettività?
    CASO R.U.E.: perché tanti ritardi nell’esame delle osservazioni? Che cosa sta succedendo?
    CASO TRIBUTI: a che punto siamo con gli incentivi? Che cosa è cambiato rispetto alla precedente amministrazione?

    Ce ne sarebbero altre di domande, e non mancherò di farle. Ogni cosa a tempo debito.
    L’amministrazione Venturi è stata bocciata sonoramente dagli elettori.
    E’ passato un anno e mezzo da quando il centrodestra ha avuto dal popolo meldolese il mandato e la responsabilità di governare. Oneri e onori: toccheranno anche a chi verrà dopo.
    Se amministrare è un compito troppo pesante, consiglio le dimissioni, dopo di che ci sarà sicuramente più tempo libero e notti più tranquille…

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  5. Mi interessa questo “Il popolo per fortuna può scegliere, ogni cinque anni, se cambiare la propria classe politica”. L’apparato gestionale invece no. Quelli restan lì, inamovibili, senza nessuno che li metta davanti alle responsabilità delle quali dovrebbero rispondere personalmente dal quadro direttivo in su (in qualche caso anche impiegatizio). In Comune a Bologna, all’inizio dell’amministrazione Guazzaloca, quante volte gli assessori si son sentiti dire più o meno esplicitamente dai tecnici “tu passi, io resto”. Salvo poi scoprire che la certezza del grado era tutelata, non quella del ruolo: ed ecco, intanto, qualche promoveatur ut amoveatur, e nei casi di abusi palesi, qualche patteggiamento stile “amoveatur sine promoveatur ma ringrazia che non consegno le carte in procura”. Ovviamente queste cose non vanno sui giornali, magari succedono anche a Meldola. Io so solo di una testa saltata per il caso Petrungaro, ma lì c’è il privato cittadino che c’è andato di mezzo, vorrei vedere.

    Le tue domande all’amministrazione (incidentalmente ad Annalisa) da semplice cittadino sono condivisibili… Ma consigliare le dimissioni se in un anno e mezzo quell’eredità funesta non è stata disbrigata, sì: se poi si candida Mandrake. Bastava il caso Petrungaro per far commissariare la città (che poi sarebbe stata una cura intensiva, mica un malanno, vedi dalle mie parti….)

    Io aspetterò la prossima campagna elettorale, con grande curiosità di sapere (tra molte altre cose) come vorrà distinguersi la nuova proposta Pd dall’amministrazione Venturi: penisieri, parole, opere, omissioni e… nomi e cognomi! Perchè uno deve sapere se dietro una faccia nuova poi va a sponsorizzare sempre gli stessi.

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  6. Cara Annalisa, che i nostri punti di vista e le valutazioni siano differenti lo considero un fatto normale. Ciò non esclude che tra persone intelligenti e rispettose l’una dell’altra si possano anche individuare convergenze e instaurare percorsi di collaborazione, rispettando però il criterio di una democrazia dell’alternanza, e quindi la possibilità/legittimità di un’alternativa.
    E’ chiaro che ci sono problemi che partono da lontano. E’ chiaro che esistono visioni politiche diverse rispetto allo sviluppo della città: si apra un confronto, una dialettica. Non so se ti riferisci a 60, 30, 20 anni di governo di sinistra a Meldola. Il bilancio complessivo di una così lunga e importante esperienza è a mio avviso comunque positivo; per altri è totalmente negativo. Un bilancio storico e politico deve essere fatto con equilibrio. Si poteva certo fare meglio, e anche peggio. Ora la prospettiva è cambiata, per volontà degli elettori, che hanno giudicato necessario un cambiamento, una discontinuità, su una serie di questioni; c’è poi un programma da portare avanti. E’ una responsabilità pesante farsi carico dell’amministrazione di una città, ho profondo rispetto per chi lo fa, a prescindere dalla condivisione o meno delle idee e delle scelte.
    Mi auguro comunque sempre il bene per la mia collettività: sono pronto pertanto a riconoscere il merito e le buone realizzazioni altrui, in modo aperto, senza escludere il costante esercizio del pensiero critico.

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  7. Vedi Michele, quello che non condivido -ma è un mio umile sentimento- è l’acerrima critica che svolgete, in quanto opposizione, all’operato dell’odierna amministrazione comunale da un anno a questa parte ma, appunto, ad appena un anno di governo. E tutto si limita ad una mera critica, peraltro eccessivamente aspra rispetto ai risultati ottenuti ed alle difficoltà reseci. Appare dunque inedeguata, ingiustificata ed assolutamente sterile.
    Il riconoscimento di pregiudizievoli quanto gravi inadempienze da parte delle pregresse gestioni comunali dovrebbe condurre ad un’analisi obiettivamente diversa. Il clamore con cui talvolta “gridate allo scandalo” dove scandalo non c’è è una intollerabile messinscena. E’ voler trovare la pagliuzza senza vedere la trave nei propri occhi. Io mi sentirei afflitta e mortificata. Ma un doveroso senso di responsabilità e di decoro dovrebbe rendervi indulgenti, come lo siamo noi verso di voi.

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  8. Credo che, come forza di opposizione, ci spetti il duro compito di non essere indulgenti, né con la maggioranza, né d’altra parte con noi stessi. Ciò non significa opposizione aprioristica, nè tantomeno autoflagellazione permanente o peggio debolezza:in consiglio comunale abbiamo più volte dato prova di disponibilità e apertura, ma se ciò significa poi finire per essere “cornuti e mazziati” (scusami per l’espressione volgare) e subire in continuazione attacchi (anche personali – non certo da parte tua e della forza che rappresenti, vi riconosco grande correttezza), non ci stiamo a subire in silenzio. Abbiamo preso nuove direzioni e abbiamo fatto molti cambiamenti, pagando anche lo scotto, e molte incomprensioni. Ci siamo rinnovati, con una discussione interna aspra ma vera. Abbiamo analizzato e evidenziato i nostri limiti ed errori, dando prova di capacità di autocritica. Ora, però, non è che ogni volta che avanziamo una critica all’amministrazione dobbiamo sempre ripartire da capo e chiedere il permesso.
    Il nostro ruolo lo esercitiamo in modo legittimo e puntuale.
    Come segretario di partito, evidenzio una serie di questioni politiche, di linea e prospettiva per la città, e raccolgo preoccupazioni e critiche diffuse nella cittadinanza.

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  9. Bel confronto; bello spunto e bellissimo esempio di civiltà per me. Complimenti a tutti!
    Ora la mia idea; io sono padre di famiglia e quando ho deciso di fare il tetto di casa (allora ero ancora single e mi accingevo a sposarmi 🙂 ho fatto in modo di farlo in estate e mi ero procurato dei teli (per le emergenze e che ho pagato io…) e i muratori che hanno smontato il vecchio tetto hanno anche ricostruito il nuovo. Con l’eternit è diverso perchè ci sono procedure non semplici per rimuoverlo e sostituirlo ma come sia stato possibile che un palazzetto come era il nostro sia rimasto ingavagnato così proprio non riesco a configurarmelo! Possibile che nessun tecnico avesse previsto una rimozione parziale o una sincronizzazione delle due imprese o qualche misura di emergenza per quanto poi in realtà successo (rimosso tetto in ethernit e lasciato senza compertura?). Ma siamo certi che si sia usata la diligenza del padre di famiglia?

    Che un ponte appena costruito nuovo (Cà Baccagli) possa per qualsivoglia motivo non volgere la sua funzione di ponte per una piena che definire eccezzionale mi sembra veramente utopica pensando a quelle che vedevo da piccolo quando la diga di ridracoli era lungi dal venire … ma forse qui occorre farlo figurare “eccezionale” perchè altrimenti non ci arrivano soldi per ripristinare un minimo di servizio da “ponte”.
    Parlandone con un tecnico del Comune di Faenza è emerso che sulle opere pubbliche gestite all’interno dell’ufficio tecnico comunale il tecnico che le progetta e dirige i lavori si cucca anche una percentuale sulle opere ed ha la sua brava assicurazione professionale pagata dal comune e qui arrivo a cosa dice Paola: Possibile che nessuno abbia indagato (o forse si) su chi ha seguito ad esempio queste due opere sopracitate (anche se dubito si tratti di tencici interni al Comune…) e poi abbia fatto subito partire una causa nei confronti del tecnico progettista/direttore dei lavori? Tanto comunque un’assicurazione ce l’hanno e quindi ci penserebbe poi quest’ultima a risolvere il problema.
    Possibile che rovesceremo supinamente sui cittadini i maggiori oneri di una “strana” gestione delle opere?
    Chiedo scusa se queste cose sono già state discusse in consiglio coumane, purtroppo non riesco + a partecipare agli stessi e spero prima o poi di ripartire con i miei resoconti … quando la famiglia me lo permetterà.
    Su tutti gli altri punti che con dovizia avete citato sinceramente non mi esprimo perchè alcuni necessitano di tempo che al momento non ho.
    Grazie comunque di nuovo a tutti!

    Saluti radiosi

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  10. La verità sta nel mezzo, vivo a Cà Baccagli e purtroppo conosco bene questa situazione che si protrae da metà del 2006 e che rappresenta un classico caso di mancata pianificazione territoriale e di lungimiranza progettuale a mio modesto avviso.
    Domenica 31 ottobre verso le 14,30 il guado sotto il ponte su cui passavamo ha ceduto, c’eravamo passati da poco sopra con la famiglia (2 adulti e tre bambini) e come noi anche altri abitanti della zona e fortunatamente non è successo niente ma ci siamo spaventati molto (bambini ed adulti)pensando a cosa poteva succedere ossia finire con la macchina in un fiume in piena, poi siamo rimasti tutti li (abitanti di nazionalità e fede politica diverse !!) abbiamo bloccato chi passava perchè non finisse nel fiume, chiamato in primis i vigili ed i carabinieri per mettere in sicurezza e bloccare il guado. Poi ci siamo rivolti alle autorità che il lunedi hanno fatto aprire parzialmente il ponte per permettere il passaggio e stanno continuando i lavori per mettere in sicurezza il ponte. Il problema col ponte ricostruito nuovo nel 2008 lo abbiamo dall’inverno scorso. Capiamo le difficoltà burocratiche delle amministrazioni (desta sinistra centro ecc) ma se un ponte, pagato dai cittadini tutti, dopo un’anno di vita viene chiuso per sicurezza, uno si domanda dove vadano a finire le proprie tasse.
    A Cà Baccagli convivono persone, una storia secolare, una cava che ha ampliato le proprie attività ed il Parco delle Fonti che vuole essere un servizio (visite guidate, cavalli, biciclette, servizio ristorazione ecc) al cittadino.
    Vorrei che mi fosse spiegato come può convire un parco ed una cava in piena attività estrattiva e macinazione inerti, sono due opzioni difficilmente concigliabili. è dal 2006 che facciamo esposti a mezzo mondo per segnalare il problema della viabilità, i bilici a rimorchio passano su una stradina di 3 metri dichiarata inagibile dal Comune stesso e noi ci passiamo in mezzo da 4 anni,è molto pericoloso, ci sono case sul greto del fiume che rischiano di andare giù ed i camion continuano a passare davanti a quelle abitazioni con il peso che portano, gli abitanti avvertono vibrazioni da anni e chiedono da anni che la cava presenti uno studio di impatto ambientale senza risposte. La montagna davanti alla cava sta cedendo (abbiamo scritto articoli sul giornale (La Voce ) dal 2007) con il rischio concreto che il Bidente si ostruisca completamente, è già successo a Luglio ma fortunatamente l’acqua era poca, era presente anche un assessore comunale.
    Il dubbio che l’ampiamento dei macchinari di frantumazione non venga sopportato dal delicato ecosistema di Cà Baccagli c’è nei cittadini, lo dicono da tempo, lo vedono intorno a loro, e i cittadini hanno il diritto di essere tutelati (salute e beni) dal proprio Comune. Abbiamo sempre convissuto tranquillamente con la cava ed il trasporto, ma dopo l’ampliamento (2006) le cose sono cambiate radicalmente, c’è stato un peggioramento visibile della situazione e pretendiamo che sia fatta chiarezza fino in fondo, stiamo difendendo la salute dei nostri cari ed i nostri beni, è un pò triste ma è cosi.
    Oggi noi passiamo su un ponte che speriamo bene, le attività estrattive, di trasporto e di macinazione continuano tranquillamente.
    Ci piacerebbe avere un pò più di chiarezza
    saluti
    Pietro

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  11. A fronte di tutte queste gravi negligenze tradottesi in situazioni di forte disagio per la cittadinanza (leggi Cà Baccagli o caso Petrungaro) chiedo: anziché parlare genericamente di giunta precedente non si potrebbero conoscere i nomi e i cognomi dei responsabili?
    Ci saranno stati dei tecnici che hanno espresso dei pareri,che hanno dato delle approvazioni.E altresì, dicendo Comune di Meldola non potremo includere tutti i consiglieri e tutti gli assessori. Sollecito dunque un opportuno distinguo.

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  12. Cara Elena, credo che per questo – e non finire denunciati di diffamazione – servirebbero altrettante cause civili, penali, di diritto pubblico e privato. Io, che faccio parte della schiera degli indecisi fra destra e sinistra, quelli che in periodo elettorale vengono corteggiati come giovani ragazze in fiore, di un discorso diplomatico e “politico” – privo di qualunque riferimento concreto – come quello di Michele “Abbiamo preso nuove direzioni e abbiamo fatto molti cambiamenti, pagando anche lo scotto, e molte incomprensioni. Ci siamo rinnovati, con una discussione interna aspra ma vera. Abbiamo analizzato e evidenziato i nostri limiti ed errori, dando prova di capacità di autocritica.” non mi accontenerei mai. Io vorrei leggere notizie così: http://www.meldolesi.net/wp-content/uploads/2010/11/Immagine.png – il dirigente fa l’inciucio da 74.000? Il dirigente rifonde l’ente di 74.000

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  13. La notizia segnalata da Giulia ovviamente è riferita a un caso singolare e specifico, ma penso che valga come esempio ragionevole del funzionamento normale e corretto di un sistema amministrativo. Occorre comunque valutare le situazioni specifiche e le varie posizioni, alla luce di tutti gli elementi, con tutti i distinguo: il sospetto (anche fondato), l’indizio o il buon senso non bastano, occorrono riscontri effettivi. Fatte le opportune verifiche e i controlli sulla gestione, se risultano elementi poco chiari o scorrettezze, un’amministrazione (come organo politico) può e deve intervenire, rivolgendosi se occorre anche alla magistratura (e qui si apre un altro percorso, i cui esiti a volte sono imprevedibili).
    Il “pallino” è in mano dunque agli amministratori e agli organi di controllo. Mi pare un dato oggettivo. Lo dico senza alcuna vena polemica, perchè le polemiche di carattere politico in casi come questi sono solo la superficie degli eventi.
    Le domande e i problemi posti in questa pagina meritano attenzione e risposte.

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  14. Questo succedeva nel 2007 su questo blog

    Ricevo e volentieri pubblico un buon resoconto dello stato di fatto sull’argomento in oggetto.

    Il 28 corrente mese il Comitato di garanzia per il contenimento dei disagi dei cittadini della frazione di Castelnuovo (Meldola) si e’ incontrato, in Comune, con il signor Venturi Sindaco di Meldola e l’Assessore Rossi per le seguenti due ragioni:

    1) la ricostruzione del ponte di Ca’ Baccagli

    2) il pericolo per il traffico pesante generato dall’ampliamento del sistema di frantumazione proprieta’ di Romagna cave

    1) Ponte
    l’Assessore Rossi si e’ scusato pubblicamente con il Comitato riguardo al fatto che i cittadini non sono stati avvisati dell’abbattimento del vecchio ponte di Ca’ Baccagli.
    Il Comitato prende atto e ringrazia sinceramente e cordialmente l’assessore per il suo gesto.

    * Il Sindaco comunica che il ponte nuovo, se non ci saranno imprevisti, sara’ reso transitabile verso fine ottobre 2007 e quindi si rende vana la possibilita’ di pensare a vie alternative (un passaggio sul fiume di fianco al cantiere o ripristino della via fluviale che costeggia l’antico mulino) che richiederebbero tempi tecnici superiori alla costruzione del ponte nuovo.
    * Se la ditta non finira’ il ponte nei 180 giorni contrattuali, sempre per contratto dovra’ pagare una penale giornaliera dello 0.5 per 1000 dell’importo.

    2) Traffico
    Per quanto riguarda la viabilita’ e la messa in sicurezza del tratto stradale purtroppo le idee non sono ancora chiare.

    * A giorni verra’ tolto il semaforo e ripristinato il doppio senso in quanto il signor Tedaldi ha dato il via per allargare la strada. In questo caso non verranno rispettati i 30 metri minimi di distanza dalle case, su un tratto comunque dichiarato dal Comune stesso come pericolante.
    * Il Comitato chiede che l’uscita dalla cava dei camion sia spostata dall’altro lato del convento ossia dalla parte che da verso Meldola dove la cava stessa ha gia’ iniziato e poi bloccato i lavori di costruzione della via e dove non ci sono civili abitazioni limitrofe.

    Sulla strada ad oggi transitata, c’e’ gia’ stato un incidente a causa del traffico pesante, parliamo di una stradina larga ad un certo punto tre metri, senza guard rail, con scarsa visibilita’, dove la gente va a fare jogging e dove transitano decine di camion a rimorchio.
    Sulla strada di transito vivono famiglie con bambini.

    * si spera di avere un’idea piu’ chiara della situazione probabilmente per fine agosto, si e’ parlato di una possibile rotonda nel vigneto tra la casa dei signori Stagnani, Strada ed il podere dei lavoratori, ma sinceramente la situazione e’ ancora nebulosa.
    * il progetto e la soluzione definitiva verra’ discussa con il Comitato stesso.
    * Concomitanti con il progetto definitivo per la messa in sicurezza della viabilita’ della Strada San Colombano Castelnuovo, che per un decreto comunale di circa 10 anni fa e’ l’unica nella zona che puo’ essere transitata dai camion, verra’ sistemato anche l’imbocco sulla provinciale Bidentina.

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  15. Non ho letto tutto perchè avete fatto un romanzo.

    Sarò brevissimo il centro sinistra a Meldola ha perso perchè ha devastato questo paese……gli attuali amministratori non saranno gran chè ma ci stanno provando.
    Nessuno mi può raccontare che il lungo elenco di disastri che avete elencato siano responsabilità di questa amministrazione, comunque non eccelsa, ma peggio di prima non potranno fare anche perchè per compiere dei disastri come quelli passati bisognerebbe minare la rocca e farla saltare, o peggio.
    L’immobillità comunque non è nuova per noi indigeni, comunque viale della Repubblica è migliorato.
    Web saluti a tutti
    Michael N.

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  16. Cara Giulia,
    in che senso rischiamo la diffamazione? Ma se vi sono dei responsabili saranno, presumo, persone in carne ed ossa ai quali corrisponde un nome e un cognome.
    Se è stata emanata una legge sulla trasparenza negli atti della P.A. a qualcosa servirà pure!
    Tu vuoi dirmi che io alle prossime elezioni amministrative posso correre il rischio di votare persone che hanno combinato immani disastri perché ignoro che siano stati loro o peggio ancora, che io scelga di non votare una persona perché allora facente parte di quella Giunta, che magari non ha fatto nulla di male?
    Insisto nel mio (credo lecito) desiderio di sapere chi ha fatto cosa.

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  17. E’ questione di punti di vista, io (come molti altri in città) non penso che il centrosinistra abbia devastato il paese e abbia combinato solo disastri. Il verdetto elettorale è stato chiaro. Ma le cause della sconfitta del centrosinistra sono un po’ più complesse e variegate. A mio avviso questo risultato, in sè storico, è il risultato di una pluralità di fattori. Poi ci sta il giudizio politico “tranchant”.
    E’ chiaro che l’attuale amministrazione, che ha un programma e obiettivi suoi, deve affrontare questioni che derivano dal “prima” e ne è condizionata, nel bene e nel male, non portandone responsabilità (meriti o demeriti) diretti. Quest’amministrazione è libera di denunciare il peggio e appropriarsi del meglio. Intanto però il tempo passa, e ci sono sviluppi, nuovi indirizzi, scelte diverse, su cui si possono sviluppare una libera discussione e un confronto aperto, in cui le ragioni e le opinioni di chi la pensa diversamente ed è minoritario hanno piena cittadinanza. E’ una mia opinione, ma bisogna diffidare sempre della logica dei vincitori e sottoporre a critica qualsiasi forma di pensiero dominante, anche se legittimata democraticamente. La forza numerica non è tutto e non giustifica qualsiasi atto e comportamento: la storia non cessa di dimostrarlo.

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  18. @Elena: nel senso che dici tu, credo sia assolutamente lecito chiedere – per ogni tema – al protocollo generale copia di tutti gli atti non soggetti ai vari livelli di privacy, con il solo pagamento dei costi di riproduzione. Sarebbe bello che qualcuno si prendesse la briga. E sarebbe curioso conoscere il risultato.

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  19. Concvengo anche io con Michele che non si può fare di ogni erba un fascio così come può essere vero che alcune decisioni siano state prese forse con un pelo di superficialità.
    Se siamo dove siamo e mi sembra che tutto sommato si viva benone a Meldola, è anche merito delle varie amministrazioni succedutesi nel tempo. Se miglioreremo sarà merito anche di questa amministrazione ma certamente non solo suo.
    Anche io convengo che ultimamente il cittadino era stato un pò messo in decondo piano, forse, e che l’alternanza sia sempre una cosa evolutiva per qualsuiasi amministrazione anche per poter riflettere su un pò su quanto passato. Detto questo evidentemente mi preme anche indicare che difficilmente un’amministrazione possa avere responsabilità primarie in un ponte non fatto a dovere e nemmeno in un palazzetto che decade ma certamente qualche responsabilità ce l’avrà. Secondo te Giulia che atto si può chiedere per vedere cosa e chi furono i tecnici responsabili dei vari incarichi?
    Vado al protocollo e chiedo l’accesso a quale atto? Il progetto del ponte di Cà Baccagli? Il primo progetto o le varianti? le delibere di giunta? (ed idem sul palazzetto…)

    Non ho micca troppi peli sullo stomaco e nemmeno paura di farlo un accesso agli atti … lo avevo fatto anche per l’ex macello …

    Saluti radiosi

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  20. Un’opera pubblica pagata dal cittadino deve essere discussa con tutti i cittadini interessati per evitare malessere futuro, perdite di tempo, di salute e di soldi.
    Le infrastrutture vanno pensate sul lungo termine, quando si costruisce qualcosa, tipo un ponte, una bretella, uno svincolo ecc, vuol dire che per 20-30 anni le amministrazioni future non devono più pensare a quella cosa. Con un ponte nuovo Cà Baccagli doveva essere una zona migliore, meglio servita ed efficente, un servizio pagato dal cittadino.
    La politica del ribasso, della ricerca del costo minore a mio parere è una follia, su determinati lavori, chi più spende meno spende.
    Dobbiamo cambiare la nostra maniera di pensare, se io rifaccio il tetto di casa da zero e ci devo rimettere le mani dopo un anno ho fatto un lavoro del cacchio, per almeno 20-30 anni non ci dovevo pensare più.
    Il cittadino non vuole opere al ribasso, vuole opere ben fatte per stare meglio e visto che le paga e se son fatte male continua a pagarle, oltre al disagio, conviene che siano pensate e fatte bene.
    Bisogna cambiare i bandi comunali e valutare anche altri parametri oltre a quelli puramente economici al ribasso, ossia garanzia sulla durata del progetto, se si rompe entro un certo tempo lo mette a posto la ditta appaltatrice. Tempi chiari di esecuzione. Qualità dei materiali usati e del personale. Eticità dei rapporti lavorativi. Impatto ambientale del lavoro svolto ed informazione al cittadino su eventuali disagi da sopportare e avanzamento dell’opera.
    Monitoraggio costante da parte del Comune e della cittadinanza che va ascoltata in primis rispetto a ditte appaltatrici o interessi privati.
    uffff
    ciao
    Pietro

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  21. Da qual che leggo in questa discussione i peccati della giunta Venturi sono stati tanti e a quanto pare anche gravi. L’attuale maggioranza presenta questi elenchi da più di un anno tanto da confermarmi nell’idea che le elezioni le hanno vinte non per propri meriti ma solo per i grandi demeriti di Venturi.
    Francamente è ormai diventato noioso leggere i continui e ripetuti elenchi delle malefatte di Venturi e la poco convinta (e faticosa) difesa d’ufficio di Michele Drudi, è invece preoccupante non sapere nulla del disegno che la Giunta Zattini ha per questo paese e quali siano i loro progetti.
    Ho l’impressione che la Giunta Zattini si dedichi alla ordinaria amministrazione, insomma una sorta di Giunta Venturi dal volto umano.

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  22. Proviamo a mettere un po’ di ordine in questa discussione, a raddrizzarla (perchè Gilberto ha ragione, anche se a mio avviso poi anche lui cade nello stesso errore che denuncia) e ad affrontare le questioni da un’angolatura diversa.
    Mi aspettavo infatti un confronto e uno scambio di idee sul presente e sul futuro di Meldola, sulla necessità di fissare priorità e di indicare i progetti da seguire nel futuro e quelli invece da scartare. Per il momento, il Sindaco ha abbozzato, ma non ha risposto: ovviamente c’è tempo da qui alla fine dell’anno, ci sarà una discussione sul bilancio, ma evidenzio una difficoltà della giunta a chiarire orientamenti univoci. Il tema dei tagli, del disastro che la finanziaria Berlusconi/Tremonti sta causando ovunque, deve essere un punto di partenza, per discutere – magari coinvolgendo di più i cittadini – il bilancio preventivo 2011 e la programmazione dell’azione amministrativa per i prossimi tre anni.
    Per il momento, così non è stato e ne prendo atto. Il punto è che questa amministrazione non ha un progetto per Meldola, non ha un’idea della città e del suo sviluppo, naviga a vista. La responsabilità di questa inconsistenza politica e di questa assenza di progettualità non può essere addossata a chi governava prima. Chi governava prima ha progettato, costruito e realizzato strutture come l’Istituzione servizi sociali e l’IRST; le principali opere di viabilità per la città (come la Bidentina) sono opera delle giunte guidate Ghetti e Venturi. L’elenco delle cose positive potrebbe continuare, si tratta di cose verificabili. Io questa “pesante eredità” la rivendico, ma poiché non sono un’irresponsabile accetto le critiche e mi assumo le mie responsabilità per ciò che non ha funzionato: sarebbe infatti troppo facile mettersi i paraocchi, ed esaltare/enfatizzare solo i lati positivi, la politica non può ridursi a una campagna elettorale permanente, a una réclame pubblicitaria o a una patinata convention aziendale, come invece oggi avviene perlopiù. Ma è vero, questa eredità è “pesante”, importante, rilevante, determinante per il futuro del paese, e non è per nulla scontato che chi c’è ora sappia farsi carico di continuare a lavorare in questa direzione e con gli stessi risultati. Se questi risultati ci saranno, sarò il primo a togliermi il capello. Per ora, ne dubito visto le premesse e i primi passi.
    E’ quindi una crudele ironia della storia che a gestire questo insieme di progetti e di possibilità di crescita per la città, e a prendersi (a volte con spudoratezza, a volte con imbarazzo) i meriti di queste opere che è la base su cui lavorare per lo sviluppo di Meldola, siano proprio coloro che sempre le hanno avversate (proponendo in alternativa progetti bislacchi o il nulla), o addirittura personaggi che neppure conoscono la realtà meldolese e si permettono persino di contestare (manifestando non solo inesperienza, che sarebbe perdonata, ma un’infinita arroganza e ignoranza). Ora non basta più la propaganda, gli argomenti usati dal centrodestra in campagna elettorale sono già stati in buona parte smentiti dai fatti e ancora di più lo saranno nei prossimi giorni e settimane, i problemi della città e il suo governo sono questioni molto più complesse, delicate e difficili da affrontare.

    Questo centrodestra ha già dimostrato evidenti limiti, è pesantemente condizionato dalla Lega e dalla sua crescita elettorale esponenziale (una causa della sconfitta del centrosinistra che nessuna ha ritenuto ancora di segnalare), si caratterizza per argomenti e posizioni demagogiche, irresponsabili e a volte persino lesive dei reali interessi della città.
    Mi auguro per il bene di tutti che si prenda atto della realtà, che si assuma un atteggiamento diverso, altrimenti qualcuno dovrà risponderne, perlomeno sul piano politico.
    La propaganda è utile forse per ingannare il popolo e vincere le elezioni, può essere un puntello per il proprio governo nell’immediato, ma non potrà mai costruire il progetto per il futuro della città di cui Meldola ha invece bisogno. Per queste ragioni, lo ripeto, l’amministrazione di centrodestra è un ostacolo oggettivo all’innovazione e allo sviluppo del paese.

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  23. Scusa ma in che modo avresti “messo ordine” e “raddrizzato” la discussione? Non hai a che fare con una scolaresca di prima elementare. E nemmeno con una platea di partito. A noi, o ci dici qualcosa di concreto che non sappiamo, o sennò ci hai perso nelle prime tre righe (per “noi” intendo una specie di media matematica degli affezionati di “meldolesi.net”… mi scusi chi non si identifica in questa mia affermazione….). Felicemente disordinata e storta, ma sempre vostra Giulia.

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  24. No. Lungi da me mancare di rispetto o richiamare all’ordine (proprio io!?). Un’espressione infelice. Mi pare però che un lato della discussione sia passato in secondo piano: i tagli, il ruolo di un governo e di uno schieramento politico che è anche sul territorio, il progetto per Meldola, il presente e il futuro, le priorità. Su questo, ho espresso il mio punto di vista, senza peraltro sottrarmi sulle altre questioni.

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  25. Ero felice dei tagli del 2° governo Berlusconi.
    Ero entusiasta della riduzione di trasferimenti agli enti locali, così li chiamava la sinistra, del 2°governo Prodi,
    Sono realisticamente soddisfatto dei tagli del 3° governo Berlusconi.

    Gli anni 80, e per noi anche i 90, sono finiti e per certi lussi non c’è più denaro.
    Vale per le famiglie e, soprattutto, per le amministrazioni locali.
    Penso che servi realismo e non il piagnisteo, misto a propaganda, di Michele.

    Contributi, interventi, a volte privilegi e, tutto ciò che riguarda la spesa pubblica, mi auguro che si ridimensioni notevolmente.

    Cultura, sport, associazionismo e, chi più ne ha ne metta, devono alimentarsi attraverso sponsor e sostenitori.
    ( Per fare un esempio, l’associazione calcio di Quartesana, un piccolo comune nel ferrarese, paga l’affitto al comune (700euri l’anno) per poter usufruire del campo sportivo. A Meldola, non solo non si paga l’affitto ma, buona parte delle utenze sono a carico dell’amministrazione. Vale così anche per tutte le altre associazioni sportive che utilizzano aree sportive comunali.)

    Compito di una Amministrazione è di intervenire solo in casi di difficoltà economica che impediscono ad una famiglia di pagare corsi, studi o pratiche sportive dei propri figli.

    Capire il momento, entrare nello spirito del tempo, essere onesti e realisti più di quanto non lo siamo mai stati, servirà a ritrovare l’entusiasmo che ora pare dimenticato.

    Per Michele:

    nell’intervento 26 scrivi:

    “Questo centro ha dimostrato evidenti limiti..” Ti chiedo: quali?

    ” E’ pesantemente condizionato dalla Lega..” Ti dico: e allora? Non è un alleato?

    “si caratterizza con argomenti e posizioni demagogiche…” Ti chiedo: quali?

    ” irresponsabili ed addirittura lesive dei reali interessi della città.” Ti dico, per fare il Ghedini: ma va là!

    ” si assuma un atteggiamento diverso, altrimenti qualcuno dovrà risponderne, perlomeno sul piano politico.” Ti prego: questa spiegala bene, soprattutto quel perlomeno.

    ” la propaganda è utile forse per ingannare il popolo e vincere le elezioni…” Ti chiedo: si è vinto una volta in 60 e si è vinto con l’inganno? Spiega bene anche questa, grazie

    Stefano

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  26. Guarda Stefano che sfondi una porta aperta se mi dici che bisogna cominciare a ragionare in modo diverso nel campo culturale e sportivo. Il tuo appello all’onestà e al realismo mi trova d’accordo. Peccato però che la cultura del piagnisteo non appartenga al sottoscritto, ma proprio alla “neodestra” berlusconiana che tu difendi, e che sia tipica di gente che si lamenta di tutto senza muovere un dito, permettendosi di descrivere l’Emilia Romagna (una delle zone più avanzate e meglio governate non dell’Italia ma del mondo) come una zona degradata, senza provare il minimo senso del ridicolo.
    Vedi, Stefano, la cultura che mi è stata insegnata e che ogni giorno cerco di vivere e attualizzare, con tutti i miei limiti e contraddizioni, è il contrario esatto. Si chiama autopromozione sociale, cittadinanza attiva, self help: qualcosa che ha più a che fare con l’associazionismo anglosassone, che con i piani quinquennali del Patto di Varsavia o con l’assistenzialismo italiota. La logica deve essere quella dell’autonomia, un eventuale sostegno pubblico può servire per fare di più e meglio, non l’ordinario.
    Caro Stefano, non tutto è riducibile al mercato e alla libera concorrenza, che in Italia significa Berlusconi, spazzatura Raimediaset, cronaca nera familiare al posto della politica, non certo David Cameron, la BBC, gli Smiths…magari.
    Oggi il tuo individualismo radicale è la foglia di fico della più completa mortificazione dell’autonomia soggettiva, della distruzione della socialità, dell’incontro, della cooperazione. E poi c’è il problema dell’uguaglianza di opportunità.

    Ma confrontiamoci sul concreto: se i cittadini vogliono guardare il Grande Fratello o Fazio, se vogliono vedere la Parietti a teatro, o ascoltare Vasco Rossi e i Muse allo stadio, se li pagano: è lo spazio del mercato. Lo Stato, il pubblico invece deve intervenire per promuovere 1) progetti di recupero e tutela seria delle tradizioni culturali (minacciate, se non già distrutte dalla “neocultura” orwelliana in cui viviamo e pensiamo); 2) percorsi/nicchie di creatività e innovazione. Ci vogliono amministratori competenti per decidere e mettere in atto queste linee. Ci vuole il coraggio di dire no a tanti, di mettere in discussione certe logiche da “sottobosco”, ci vuole massima trasparenza nelle sponsorizzazioni e nei ruoli. Cosa significa in una città come Meldola? Il discorso va approfondito. Ad esempio, l’associazione sportiva può pagarsi l’affitto, il calcio è bello ma occorrono equilibrio e sostenibilità; diverso però è il discorso nel caso di un’associazione o un’impresa sociale che si occupa di formare un settore giovanile, con finalità che sono quelle di togliere dalla strada i nostri figli, di educare a stili di vita e a una pratica sportiva sana e non tossica come quella proposta dai media. Anche qui, benvenuto agli sponsor.

    Guarda, Stefano, a me piace ridere, cercare di usare il cervello quando possibile e rimboccarmi le maniche, mi infastidiscono invece gli atteggiamenti e le dichiarazioni di certi amministratori, di destra o di sinistra, che sembrano lì per caso piovuti da Marte senza rendersi conto che le difficoltà c’erano prima e ci saranno dopo, e del fatto che i cittadini guardano noi e parlano con noi, non con Berlusconi.
    Per il momento, nessuno degli esponenti del centrodestra meldolese ha dato risposte sistematiche alle questioni che pongo, preferendo ricorrere a contromisure retoriche.

    Quanto a realismo e concretezza, credo che per ottenere risparmi sulla spesa pubblica tramite tagli lineari (cioè indifferenziati) basti una scimmia addestrata e non ci sia bisogno delle competenze di un Tremonti. Serviva un’altra politica, quella proposta dal PD, attraverso la riduzione delle tasse sul lavoro e l’aumento sulla rendita finanziaria, come nei paesi civili, alzando l’aliquota dal 12,5% al 20%. (Nota che il governo sta reintroducendo una sorta di patrimoniale senza alcuna progressività: ti pare giusto?). Si possono tagliare invece di istruzione e cultura le spese della Presidenza del Consiglio, 3 mld di euro, per far cosa, si sa, e tagliare aerei e altri mezzi militari (importo pari alla finanziaria 2011).
    Vedi, tante cose non vanno in questo paese. Una cultura della corretta gestione della cosa pubblica, la moderazione nella spesa, sono concetti condivisibili, ma ci sono modi molto diversi di affrontare le cose. La sinistra, quando ha governato, ha gestito correttamente i conti dello Stato, riducendo la spesa pubblica senza tagliare i servizi ai cittadini. La destra oggi invece rende impossibile per i comuni continuare a dare determinati servizi, quelli che tu, con un tono calvinista che non avevo mai avuto modo di apprezzare, consideri “lussi”. E’ un dato di fatto: grazie a certe politiche da ora in poi sarà così.

    – Limiti del centrodestra: assenza di progetto di sviluppo della città. Attendo il bilancio di previsione per conoscere le linee d’azione, il programma è già stato ridimensionato ad aprile.
    – Condizionamento da parte di un partito apertamente xenofobo, le cui posizioni e iniziative sono sempre molto discutibili: non un semplice e folkloristico alleato, ma un azionista determinante che detta la linea e intanto persegue una sua personale corsa in concorrenza e alternativa al centrodestra tradizionale. Io mi preoccuperei.
    – Posizioni demagogiche: vedi elenco pubblicato al commento 4.
    – Sul piano politico, su altre cose non dipende dal sottoscritto. Non si intendeva alludere a nulla, meno che mai a un piano giuridico, diffamazioni querele o che altro… per me il dibattito politico deve essere libero. Spero di aver chiarito.
    – Qui invece hai capito benissimo a cosa mi riferisco: un conto è la propaganda della campagna elettorale, altro è governare. Ma su una cosa hai ragione: la parola “inganno” in questo contesto è moralistica e fuori luogo. Parliamo allora di “affabulazione”, o di marketing politico, se vuoi. Un esempio per tutti: presentarsi come “apolitici e apartitici”, e poi… lo abbiamo visto quest’estate. Sul civismo di Gianluca Zattini non ho alcun dubbio, sul ruolo dei partiti neppure, sia chiaro.
    Insomma, lo so, Stefano, che non è colpa tua, ma non è neppure colpa mia. E’ passato più di un anno dalla vostra bella e inusitata vittoria, e siamo ancora a parlare di tutto, tranne che dei problemi reali di Meldola, e proprio ora arriva un disastro. Non te la prendere con me.
    Per tutto, sinceramente, in bocca al lupo.
    Un abbraccio

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  27. Caro Stefano,
    non ci fossero più i soldi per le squadre calcistiche ti darei ragione ma vedi, come lo stesso Sindaco di Gianluca Zattini sottolinea, i soldi non ci sono più neppure per riparare le strade, per i servizi sociali, per mettere mano a ristrutturazioni (esempio l’ex macello), per il supporto ai più deboli, ecc…

    Vedi caro Stefano, anche nelle peggiori scuole di management insegnano che ci sono due modi di affrontare una crisi di liquidità, la prima è tagliare, tagliare, tagliare la seconda è tagliare per concentrarsi su investimenti che producano cassa. Il primo atteggiamento porta le aziende a morire il secondo, alle volte, le salva.

    A tagliare siamo capaci tutti senza per questo doverci chiamare geni della finanza, ad imporre tasse a chi non le paga ancora da noi non c’è riuscito nessuno.

    Caro Stefano: “ma va là!”

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  28. Io continuo a credere e anche a vedere che Zattini sta facendo più di quello che ha promesso. Ha promesso di fare l’ordinaria amministrazione e di essere il sindaco delle piccole cose. Di più non se la sentiva di promettere vista l’eredità (nella quale un paio di cause perse come petrungaro e ex martini). Io, al suo posto, una volta rovistate le carte per il primo bilancio, avrei portato una carriola di fogli in pretura e consegnato meldola a un commissario prefettizio.

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  29. Che il Dott. Gianluca Zattini sia una persona onesta, umile e intelligente non c’è alcun dubbio. Conoscendolo devo riconoscergli delle capacità non comuni e il merito di aver ridato dignità alla figura del Sindaco, per questo sarei dolente a non vederlo elevarsi sopra l’ordinaria amministrazione.

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  30. Confermo la gentilezza e l’impegno del Dott. Zattini, passando oltre da un lato sono contento che la situazione di Cà Baccagli serva da spunto di riflessione generale, sicuramente ci voleva, dall’altro noi andremo avanti con tutte le forze legali a nostra disposizione per difendere i nostri cari ed i nostri beni sperando che l’amministrazione capisca che noi non siamo contro nessuno ma siamo per fare chiarezza e capire se un’attività economica privata sia più importante della salute del cittadino.
    Chiediamo da tempo sia all’amministrazione precedente che a quella odierna uno studio di impatto ambientale per le attività della cava di Cà Baccagli visti i cambiamenti sorti in concomitanza all’incremento delle attività dal 2006 ad oggi.
    Non accusiamo nessuno, la frana ed il resto possono essere solo una triste fatalità o coincidenza, ma noi abbiamo dei dubbi, le vibrazioni le sentiamo ed è un nostro diritto/dovere segnalare i problemi ed avere delle risposte definitive.
    salutoni
    Pietro

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  31. I disastri pregressi, caro Gilberto, sono un fatto.
    L’elenco non è un programma elettorale. E’ quello che grava sul Comune di Meldola.
    Chi ha perso le elezione ha dimostrato di non saper amministrare.
    L’elenco è il risultato di un malgoverno, senza risposte.
    Rimettere a posto le cose non mi pare “ordinaria” amministrazione.

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  32. bandini stefano scrive :

    “Contributi, interventi, a volte privilegi e, tutto ciò che riguarda la spesa pubblica, mi auguro che si ridimensioni notevolmente.”

    e scrive ancora:

    “Cultura, sport, associazionismo e, chi più ne ha ne metta, devono alimentarsi attraverso sponsor e sostenitori.”

    SOGNO O SON DESTO ?

    È lo stesso bandini che su questo stesso blog scriveva ( 12 luglio 2009 ) :

    “Beh, non sò voi, ma io son ben felice che il mio quotidiano di riferimento, IL FOGLIO, sia finanziato, non solo dall’amata famiglia Berlusconi, ma anche dal modesto finanziamento pubblico.
    Certi piaceri sono impagabili.”

    contributi erogati nel 2008 ( definiti modesti )

    Il Foglio € 3.745.345

    e poi caro stefano non mi venire a dire che quella del foglio sia INFORMAZIONE .

    quanti ponti si possono sistemare con quello spreco di soldi nostri ?
    quanti insegnanti di sostegno che non ci sono più ?
    quanta ricerca?

    Scusa capezzone se ti ho chiamato stefano

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  33. Mi ero quasi illuso.

    Tra me e me mi vantavo: “ecco uno, il diligente Giuseppe, che ricorda i miei interventi, li memorizza, manifesta il suo giusto sconcerto,…li studia”.

    L’illusione è stata breve.
    Sempre tra e me, mi chiedevo: ” possibile che il diligente Giuseppe non ricordi, lui che incalza, sfotte e spesso si domanda quale sia il manuale delle citazioni al quale faccio uso come risorsa, possibile, dicevo, che non ricordi la mia citazione preferita usata, credo, più volte nel nostro blog:

    “LA CONTRADDIZZIONE FRA I SENTIMENTI PERSONALI E LE IDEE GENERALI E’IL PRINCIPIO STESSO DI OGNI UMANITA'”.*

    E conseguentemente, sempre tra me e me, mi chiedevo: ” il diligente Giuseppe è poi così diligente?”. Mah!

    Stefano

    *Per i pochi ignari, il pensiero è di PIERRE DRIEU la ROCHELLE. L’amato Drieu.

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  34. I finanziamenti ai giornali da Passaparola
    Invece oggi volevo dedicarmi a un altro punto che mi ha fatto pensare a Grillo in questi giorni e cioè i finanziamenti ai giornali, da mesi assistevamo al piagnisteo in stereo dei giornali di partito, dei giornali non di partito, diciamo di tutti i giornali che di partito o non di partito prendono i soldi dallo Stato, quindi di tutti i giornali tranne Il Fatto Quotidiano, tanto per essere chiari.
    Lamentazioni, geremiadi, lacrime, oddio chiudiamo, falliamo etc., perché sono tutti giornali che vivono al di sopra delle loro possibilità, che fanno il passo più lungo della gamba, perché sono abituati che tanto alla fine dell’anno arriva babbo Stato a ripianargli i debiti.
    Quest’anno a causa delle restrizioni sacrosante, secondo me, dovute alla crisi, si taglia prima sui fondi ai giornali che non sui fondi ai terremotati o agli alluvionati o ai disoccupati o ai cassa integrati o ai precari etc., Tremonti una delle pochissime cose sagge che sembrava voler fare, era quella di dare una bella sforbiciata ai fondi per l’editoria, non una sforbiciata così per punire tizio e premiare Caio, una sforbiciata generale, infatti era nata una buona idea che non è ancora quello che personalmente auspico e per cui abbiamo raccolto centinaia di migliaia di firme, ma era comunque un passo in avanti e cioè un nuovo regolamento sull’editoria che faccia pulizia, questo aveva iniziato a studiare il Consiglio dei Ministri, il sottosegretariato che ha la delega per i fondi all’editoria presso Palazzo Chigi, fare pulizia cosa vuole dire? Eliminare almeno in parte i giornali che prendono i soldi pubblici, per esempio quelli che prendono soldi e non arrivano neanche in edicola, quelli che fanno finta di vendere qualche migliaio di copie mentre invece non è vero, quelli che prendono i soldi in base alla tiratura, oggi questo avviene, e alle spese, per cui gonfiano le tirature e le spese, perché? Perché più stampano e più incassano, poi quanto vendono non importa, la tiratura è quanto stampi, la diffusione è quanto vendi.
    Quindi volevano agganciare i fondi alla diffusione e non alla tiratura o alle spese, depurando quindi tutte quelle copie omaggio, quelle copie vendute in blocco a alberghi, ristoranti, Hotel, aerei, Ferrovie dello Stato etc. a prezzi super scontati per gonfiare i conti, tutti questi trucchi contabili per esempio degli editori che si fanno pagare con i soldi pubblici per coprire i costi della produzione l’affitto della testata, questo è anche un trucco molto diffuso, l’azionista di un giornale drena questi soldi, di solito una parte dei contributi dalla società editoriale facendo pagare l’uso del nome, della testata, c’era questo testo elaborato a Palazzo Chigi che doveva arrivare in Consiglio dei Ministri venerdì, la scorsa settimana e invece è slittato di un’altra settimana e quindi in attesa di venire approvato questo regolamento, all’ultimo istante si è deciso di ripristinare ancora una volta, eliminando i tagli, i fondi all’editoria più o meno analoghi a quelli che c’erano l’anno scorso e tanti anni fa e negli ultimi anni.
    Di non cambiare niente all’ultimo istante, all’ultimo tuffo sono saltati fuori i soldi che invece prima si era deciso di risparmiare, come è possibile? Dove li hanno presi? Chi l’ha deciso? Perché? Chi se ne avvantaggia? Sapete che ogni anno, già ai tempi del governo Prodi era così, Palazzo Chigi fa sapere che la cuccagna è finita e che quindi i giornali dovranno mantenersi con i loro introiti, devono imparare a stare sul mercato, oppure falliscono, ogni anno ce lo dicono: basta con i regali a pioggia, i giornali etc., dopodiché alla fine di ogni anno i giornali piagnucolano e vengono alla fine accontentati, ma il governo gli dice sempre: guardate che è l’ultima volta, l’anno prossimo fine della cuccagna, così ricominciano le lamentazioni, questi sopravvivono un altro anno, non fanno nessuna ristrutturazione per darsi una dimensione compatibile alla loro presenza sul mercato, per rendersi autosufficienti, piagnucolano di nuovo, il governo li minaccia l’anno dopo di tagliargli i fondi e poi alla fine glieli dà di nuovo, vedete così, è così che si tengono sotto ricatto i giornali, si tengono tutti per le palle, tranne quelli che ne fanno a meno dei fondi pubblici, per esempio c’è pieno conflitto di interessi il nome de Il Fatto Quotidiano, perché Il Fatto Quotidiano quei soldi non li vuole e non li prende!
    Ancora una volta è successa la stessa cosa e è molto grave che sia successa perché in questo periodo veramente si stanno centellinando i centesimi, visti i tempi di austerità che stiamo vivendo, cos’è successo? E’ successo che all’ultimo secondo in Commissione bilancio della Camera venerdì sera, c’è stato un accordo trasversale per un maxiemendamento alla finanziaria che prevede quanto segue: i soldi per l’editoria erano stati ridotti a 60 milioni, passano a 100 e si aggiungono agli 80 che erano già previsti, in più ci sono 45 milioni per le radio e le televisioni locali, 5 per i giornali italiani all’estero e quindi abbiamo ricompattato il Tesoretto che ogni anno viene elargito alla stampa, dagli editori della stampa italiana, l’emendamento cioè trova altri 40 milioni e si arriva così al solito totale di 180 milioni di Euro, dove li hanno presi? Nel momento in cui il Quirinale tuona contro i tagli indiscriminati, salvo poi fare retromarcia? L’emendamento trova questi fondi, copertura finanziaria proprio con un taglio indiscriminato agli stanziamenti dei Ministeri, leggo per non dire sciocchezze: l’emendamento trova la copertura finanziaria, questo regalo di Natale anticipato alla stampa sussidiata con uno strumento contabile legittimo, ma discutibile “ai maggiori oneri si provvede mediante riduzione lineare delle dotazioni di parte corrente alle autorizzazioni di spese di cui alla tabella C” e cioè la tabella C? E’ quella nella quale sono comprese tutte le voci di spesa che per convenzione vengono finanziate a prescindere perché sono parte dell’attività caratteristica dei vari Ministeri, per esempio i risarcimenti per le vittime dei terremoti, per esempio i finanziamenti all’autorità antitrust e penso, proprio in queste ore, gli stanziamenti per i primi soccorsi agli alluvionati del Veneto, tutte queste partite di spesa vengono tagliate indiscriminatamente per ricavare un po’ di qua e un po’ di là quel totale di 40 milioni che va a aggiungersi agli altri già stanziati e che quindi accontentano di nuovo un’altra volta tutti i giornali che rischiavano o la chiusura o il ridimensionamento per i tagli dei contributi.
    Chi ha proposto questo emendamento che poi è stato votato da tutti i partiti, vedo qui che è stato soltanto Antonio Borghesi dell’Idv a criticare questi nuovi legali alla stampa, gli autori del maxiemendamento sono 3 deputati Finiani: Chiara Moroni, Lino Lopresti e Aldo Di Biagio e c’è un piccolo conflitto di interessi da parte di questi signori, come sempre del resto quando si decide il contributo all’editoria e all’editoria di partito, perché? Perché uno dei giornali che rischiavano di chiudere era proprio Il Secolo d’Italia che è l’organo ex Alleanza Nazionale e ora di Futuro e Libertà, rischiava di chiudere, perché? Perché naturalmente gli ex Alleanza Nazionale che sono rimasti nel Pdl non volevano certamente devolvere contributi all’editoria, a una nuova formazione che ovviamente ha abbandonato la maggioranza, quindi Il Secolo d’Italia rischiava seriamente la chiusura, come la rischiavano altri organi di partito, come la rischiavano naturalmente ci sarebbero stati tagli per L’Unità, per la Padania e ho citato questi 3 giornali per un motivo molto semplice, che almeno esistono sul mercato, esistono nelle edicole, se uno li vuole comprare li compra, li trova, li vede, esistono proprio, sono di carta, si vedono e sono giornali di partiti comunque esistenti.
    La giungla, il vero sconcio sono, come abbiamo detto tante volte, i finti giornali di partiti veri o i veri giornali di partiti finti o i giornali che appositamente si spacciano per organi di partito per lucrare quei fondi ai quali naturalmente, se si dovesse vedere se sono davvero organi di partito, non avrebbero diritto a riceverli proprio perché sono giornali che con i partiti non hanno legami inscindibili.
    Il Secolo d’Italia vende 1800 copie, nel 2009 ha chiuso il bilancio in perdita di un milione, con un credito verso lo Stato per contributi di 3 milioni di Euro, capite che se non incassano quel credito per i soldi che gli sono stati anticipati, ovviamente rischia il default, poi c’è uno strano giornale che si chiama Il Roma che esce a Napoli, fu fondato, se non erro, da Achille Lauro e oggi appartiene alla famiglia di Italo Bocchino, vende 8 mila copie realmente, ha debiti per 7,5 milioni, ha 350 mila Euro di perdite e ha una stampella pubblica, assolutamente necessaria di 2,5 milioni di Euro, tra i soci dell’editoriale de Il Roma ci sono la moglie di Bocchino, Gabriella Buontempo e il cognato Antonio Schiavone, da gennaio, scrive Stefano Feltri Il Roma beneficia di un altro aiuto pubblico perché il Ministro del Welfare, Sacconi, gli ha concesso di ricorrere ai contratti di solidarietà con una parte dello stipendio dei redattori che viene pagato dall’Inps, salvato anche il Roma.
    Poi c’è Libero che voi dite: cosa c’entra Libero con la stampa di partito, centra perché in passato prendeva i fondi pubblici in quanto organo del partito monarchico, del movimento monarchico che è una roba introvabile almeno in Parlamento, in realtà appartiene a una società privata che è la Tosinvest della Famiglia Angelucci che si occupa soprattutto di cliniche private e che pubblica sia Libero, sia Il Riformista, da un paio di anni il dipartimento per l’editoria ha bloccato questi fondi perché vuole verificare se ci siano veramente i requisiti per cui Libero prenda un sacco di soldi dallo Stato, perché nel frattempo è diventata una cooperativa Il Giornale, quindi ci sono una serie di passaggi che vanno chiariti.
    Ma dato che non si sblocca questo finanziamento, Libero rischiava seriamente anche perché da due anni aspetta di avere quella droga che gli è necessaria perché? Perché ormai la droga del finanziamento pubblico crea assuefazione, quindi quando ogni anno ti spari una pera di 6/7 milioni di Euro, poi è difficile andare avanti senza, oltretutto da quando è andato via Feltri e è arrivato Belpietro, le vendite non hanno fatto che diminuire, ovviamente uno può pure arrivare a leggere Feltri, ma arrivare a leggere Belpietro ci vuole un bel coraggio!
    Anche per Libero arriva la manna dal cielo, come per il Riformista, quest’ultimo a differenza di Libero non in vende alcune decine di migliaia di copie, è molto al di sotto delle 10 mila copie come vendite reali, tant’è che la testata è in vendita, ma il valore della testata è strettamente legato alla presenza o meno di contributi pubblici dentro la pancia di quella testata e quindi se arrivano i fondi tanto attesi, chi la vende incasserà di più!

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  35. Porca miseria!!!
    Ho appena terminato di leggere i vostri post (tutti in una botta) e mi è venuto un mal di testa.
    La mia non è assolutamente una critica, siete tutte persone davvero in gamba, ma ad un umile cittadino come il sottoscritto è davvero difficile raccapezzarsi.
    Per capire qual’era l’oggetto del contendere son dovuto tornare su a rileggerlo.
    Una dibattito lanciato su centro-dx (nuova giunta) vs. centro-sx (vecchia giunta) mi sembra, come spunto il ponte di Cà Baccagli.
    Io cercherò di esprimere il mio pensiero in maniera sintetica.
    La vecchia giunta ha fatto pochetto (e giravano più soldini allora), soprattutto lasciando lavori a metà (rocca-tribuna campo sportivo-palazzetto-viale della repubblica-viaroma e non viacavour, PETRUNGARO, area Martini, ecc.) e quello che ha fatto bene non è stata in grado di veicolarlo, forse perchè pensava che non era importante parlare coi cittadini perchè chi comanda (e sperava di comandare) erano loro.
    Ad es. non si sono mai degnati di spiegarci con semplicità e chiarezza chi ha la responsabilità del progetto ponte in questione o come stava procedendo la vicenda legale Petrungaro (se non all’ultimo momento).
    Questi attuali qualcosa di buono e visibile, secondo me stanno facendo, nonostante i pochi soldi i tanti problemi da risolvere in campo.
    Poi cercano di comunicare con la gente, un caffè con la giunta è un ideuzza davvero non male.
    Però dovrebbero dirci se hanno un progetto per una MELDOLA FUTURA, di come dovrebbe essere Meldola tra 10-20 anni e non solo domani o dopodomani.
    Darci un insomma un “sogno” a cui eventualmente aggregarci.
    E spero che un progetto per MELDOLA FUTURA lo metta in campo anche l’opposizione e non tirare fuori i soliti slogan.
    Insomma sapete cosa vorreste fare del Comune di Meldola e come? (vale per entrambi gli schieramenti!).
    Comunque grazie a tutti per la ricchezza intellettuale che distribuite e a Romeo per aver creato questo blog.
    Salut

    P.S. per Michele: mi permetto un consiglio. Secondo me dovresti essere più sintetico nei tuoi interventi e un pochino più terra terra… arriveresti a più persone.

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