I piatti del conforto: pasta e ceci.

Non è mai capitato a nessuno di voi di tornare a casa e pensare ad un cibo consolatorio?
Spesso sono schifezze, sacchetti di patatine, merendine, miscugli che in condizioni di lucidità mentale non degneremmo di un’occhiata!pasta-e-ceci
A volte ci vogliamo più bene e andiamo a raccapezzare nella memoria infantile, così saltano fuori i sedanini col burro e il parmigiano, la minestrina con il formaggino, la stracciatella d’uovo cotta nel brodo, i passatelli od una semplice fettina di pane abbrustolita con sopra un filo d’olio.
A prenderci sarà la voglia di consolarci, di coccolarci, come avrebbe fatto la nostra mamma quando tornavamo a casa da scuola stanchi ed affamati?
Sarà…Io mi consolo con pasta e ceci, è stata mia madre ad insegnarmi a cucinarla…
Faccio un piccolo soffritto di aglio, rosmarino e pancetta tritati fine fine in un filo d’olio EVO, poi aggiungo la patata tagliata a dadini e faccio rosolare. Quindi verso il brodo (va bene anche di carne leggero…).
Quando le patate cominciano ad ammorbidirsi butto i ceci lessati e la pasta tipo maltagliati.
Cotta la pasta, tolgo dal fuoco e, con estremo piacere…sbafo e ritorno bambina!

E per voi? Quali sono i cibi del conforto?

12 pensieri riguardo “I piatti del conforto: pasta e ceci.

  1. Per lessare ceci, fagioli, ecc…
    La modalità tradizionale di lessare in particolare i ceci prevede di ammollarli per circa 18 ore con aggiunta di bicarbonato. Questa operazione porta ad ottenere dei ceci o fagioli un po’ indigesti e gonfi.
    Come allievo del corso serale professionale dell’Istituto Professionale Statale Alberghiero di Forlimpopoli ho imparato a lessare i ceci senza ammollarli portandoli ad ebollizione per 1 minuto per poi scolarli e ripetere l’operazione tre volte, nell’ultima si aggiungono gli aromi (cipolla, sedano, carota, ecc…) e si prosegue l’operazione di cottura fino al termine.
    Il risultato è ottimo, molto migliore di quanto si ottiene ammollando.

    Riguardo a me, trovo conforto in tutto quel che cucino.

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  2. Dio mio … il confroto con il cibo spazzzzatura sta prendendo il sopravvento … per fortuna sei arrivata tu e mi hai fatto pensare alla fanciullezza.
    Il mio cibo conforto erano gli spaghetti al tonno che mi faceva mia madre poi ho avuto modo di apprezzarli migliorati da mia moglie e poi sono diventato vegetariano ed ho altri conforti soprattutto in svariati tipio di formaggio (e si vede dalla mia linea 🙂

    Tornando bambino un piatto che vorrei riprovare sarebbe la zuppa imperiale cotta nel brodo … dio mio quante calorie con tutte quelle uova …
    Prima o poi andrò a rovistare di sotto a vedere se mia mamma ha scritto la ricetta da qualche parte … purtroppo lei non è più in grado di dettarmela …

    Saluti radiosi e grazie!

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  3. Potrei verificare la possibilità di organizzare una cena con illustrazione delle ricette, dei piatti e presentazione dei fornitori della materia prima.
    In sala e in cucina parte della mia classe, la mitica “III B serale” dell’alberghiero di Forlimpopoli.
    Per il menù proporrei principalmente una rivisitazione della tradizione romagnola.
    Per rientrare nei costi di affitto del locale (per preparare la cena il locale viene affittato per due giorni) e della materia prima (rigorosamente di stagione, bio e a km0) credo che dovremmo essere come minimo una quarantina per costo a testa di 25- 30 euro.
    Se di interesse posso verificare le disponibilità degli “chef de rang”, dei “metre di sala” e della voce recitante i piatti della serata.

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  4. Accidenti che mi stavo perdendo!
    La cena del conforto!!! Ne ho un dannato bisognoooooo…
    Comunque io ci sarò sicuramente, se e quando Gilberto organizzerà la cena.
    Per quanto riguarda il gnam gnam che mi conforta, direi i passatelli in brodo di mia mamma!!! Mentre se ho bisogno di qualcosa di rapido e veloce, cioccolato o gelato alla nocciola (con pezzi di nocciole da sgranocchiare).
    Salut

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