Resoconto incontro COMEDA 20 Gennaio 2011.

Per l’Istituzione presenti: Consigliere Bertaccini Francesco, Dott.ssa Milillo Maria Alfonsa, Dott.ssa Giuseppina Campo (Giusi per gli amici). Per gli insegnanti presenti: Renzi Nicoletta per Asilo Nido, Bertaccini Paola per la scuola Primaria, Colangelo Donatina per le Scuole Secondarie di primo grado. Per i genitori presenti: Mengozzi Matteo, Errichetti Davide, Briccolani Paolo, Zeccherini Silvia, Finelli M. Concetta, Zecchini Silvia, Malpede Mirna, Mambelli Licia, Arpinati Loretta, Vignali Alessandra, Mambelli Licia, Zambelli Anna Maria, Venezia Pietro, Giunchi Romeo, Boattini Alessandra, Naldini Achille

L’incontro parte alle 18:40, Bertaccini spiega che alla fine dell’incontro, verso le 20:30, ci sarà una degustazione di alcune portate dal menù dei nostri ragazzi e che il precedente incontro prima di Natale è andato deserto per problemi di neve e così questo è ufficialmente il primo incontro di quest’anno scolastico. Passa poi a presentare la Dott.ssa Milillo e la nuova dietista Giuseppina.
Milillo sottolinea il significato del termine COMEDA che non è solo COmitato Mensa ma anche EDucazione Alimentare. Entro l’anno si vuole far passare in delibera dell’ISSD il regolamento, di cui si può leggere qui la storia …, del COMEDA per renderlo un vero e proprio atto giuridico quindi invita, dopo averne consegnato copia a tutti i presenti, a valutare eventuali integrazioni e proporle direttamente quanto prima (tu che leggi sul blog puoi commentare le tue integrazioni, modifiche).
Spiega l’operato e le aree di azione dell’Istituzione ai Servizi Sociali ai nuovi intervenuti.
Ribadisce che frutta e verdura sono biologiche e territoriali e vengono fornite analisi sia in grafici sia in tabelle che vanno ad approfondire questa “territorialità”  prendondo in esame l’anno 2010. Il progetto iniziale che ci ha portato a questo traguardo ha visto il coronamento con il progetto europeo bio-food di cui Meldola è parte integrante e promotrice.
Spiega poi che per sua vocazione il COMEDA non si occupa solo del parametro soggettivo piace/non piace, ecc., ma stimola e da indirizzi che hanno poi portato a questo progetto con il merito di rendere locali i consumi. Il nostro menù è stato valutato e redatto in modo congiunto con Bertinoro (in cui l’ISSD di Meldola ha vinto l’appalto per la fornitura dei pasti) e con altri fruitori del servizio pasti (Scuole di Civitella, pasti a domicilio di Forlimpopoli, ecc.) ed è poi stato anche vidimato dalla AUSL locale.
Per cercare di ridurre costi aggiuntivi ed il personale occorrente per la preparazione è stata fatta la scelta del menù unico; ora i cuochi si sono piuttosto professionalizzati e hanno passato l’iniziale impatto con la nuova realtà e le lamentele si contano letteralmente sulle dita di una mano.
Il progetto che è stato avviato è stato piuttosto lento perché si è dovuto cercare di approfondire bene ogni singolo passaggio per cercare di redigere un progetto che sia facilmente replicabile anche in altri luoghi (Reggio Emilia, per esempio, ha chiesto come funziona e presto gli verrà spiegato).
L’Università Bicocca sta continuando a collaborare con l’Istituzione e la dottoressa Milillo è anche andata a Milano per cercare di confrontarsi “de visu” con chi sta seguendo questo progetto per procedere con le valutazioni di impatto ambientale che la scelta di mantenere locali i prodotti ha; sono anche stati preparati una serie di dati da trasmettere proprio nell’ottica dello studio di impatto ambientale.
Lo scorso anno si era programmato di attivare un progetto didattico con le scuole cercando di partire con le prime classi Primarie e, finalmente, grazie alla preziosa collaborazione delle insegnanti e della Direzione Didattica, quest’anno si partirà con tutte le classi prime (4 classi in tutto) che avranno già tracciato il percorso di questo progetto fino ad arrivare alla classe 5^. Oltre alla lezione frontale in aula si proveranno a fare anche attività manuali in cucina, visite didattiche in aziende che forniscono le materie prime all’Istituzione (con trasporti delle classi a carico dell’Istituzione). Oltre alle prime ci saranno le seconde, esclusa la sezione B, tutte le classi terze, la 4^ D e nessuna 5^. Quest’anno, nel progetto, si spiegherà per esempio ai bambini di prima l’importanza e la giusta composizione della prima colazione. Dal 2 al 10 maggio due classi al giorno andranno in visita in azienda affidataria e vincitrice l’appalto che è anche fattoria didattica (Clorofilla di Sarsina) affinché i bambini possano fare la lezione “sul campo” realizzando compiutamente da dove arriva quello che mangiano (almeno frutta e verdura).
Si viene poi al progetto Frutta nelle Scuole che, proposto e finanziato dalla Comunità Europea, spiega Bertaccini, anno scorso non aveva interessato Meldola e così l’Istituzione aveva già organizzato anche per quest’anno di portare direttamente la frutta in alcuni casi anche già a pezzi. Per l’anno scolastico in corso invece la Direzione Didattica ha fatto domanda ed è stata accettata nel progetto. In pratica per due giorni la settimana circa (o meglio per 30 volte nel periodo dicembre/marzo) i bambini della scuola primaria, avranno fornitura di frutta in vaschetta (frutta già tagliata e porzionata) o in cellophane (frutta intera) direttamente dalla ApoFruit (aggiudicatrice per la nostra zona di questo appalto europeo.
Paola Bertaccini spiega che quando è stata fatta la domanda di adesione a questo progetto europeo non sapendo bene se Meldola sarebbe stata accettata o meno e che all’accoglimento positivo della richiesta a inizio d’anno scolastico si è riscontato un certo ritardo nella partenza quindi ci sono diverse somministrazioni a giorni variabili che vengono confermati solo un mese per l’altro quindi difficilmente si riescono a compenetrare eventuali giornate di frutta da parte dell’Istituzione o dei genitori. Circa 10 volte la frutta è confezionata in vaschettina mentre le altre volte, in una bustina di cellophane ci sono un paio di frutti. Spiega anche che la frutta anno scorso era a volte fredda ed i bambini non la gradivano troppo mentre quest’anno finora è stata molto gradita perché a temperatura ambiente e generalmente consegnata il giorno precedente. Quest’anno un giorno c’è stata anche la spremuta fatta direttamente in sede con un particolare successo di gradimento da parte dei bambini.
Pietro spiega che inizialmente il progetto della frutta a scuola era partito con i genitori che davano la frutta alcuni giorni direttamente da casa. Poi è subentrata l’Istituzione che ha iniziato a dare frutta al posto dei genitori e ora arriva il progetto Apofruit. Ha fatto dei conti di massima e la frutta viene pagata circa 18€ al chilo e, anche se il progetto è apparentemente finanziato dalla comunità europea non dobbiamo calare la guardia perché tutti noi contribuiamo con le nostre tasse. In più la frutta, ad esempio la mela, viene data da “lotta integrata” e non da agricoltura biologica sottolineandone la differenza sostanziale fra le due tipologie. In più viene aggiunto l’acido ascorbico che permette di non ossidare la frutta ma è anche un’altra sostanza che i bambini assimilano, sicuramente in dose singola non eccede i parametri di legge, ma quando si va ad aggiungere ad altri alimenti che i bambini consumano durante la giornata, potrebbe portare ad una dose superiore a quanto la legge prescrive. Inoltre sottolinea lo scarso apporto educativo sui nostri piccoli di ricevere frutta in vaschetta e di aver ricominciato a introdurre rifiuti plastici nei cassonetti delle scuole che da circa 2/3 anni erano spariti dai pasti di Meldola.
Sul discorso dell’acido ascorbico subentra una altro genitore, tecnologo alimentare, che spiega che alcune mele hanno naturalmente un alto tasso di questo acido quindi si mantengono senza ossidarsi naturalmente quindi non si deve esagerare nel pensare che ci sia troppo acido ascorbico.
Romeo chiede perlomeno che venga quantificato alla fine il totale dei rifiuti, della frutta che ci arriva tramite il progetto, del costo totale finanziato dalla Comunità europea per valutare opportunamente i costi/benefici e tracciare un bilancio che possa essere trasmesso alla Direzione Didattica ed anche servire agli altri aderenti al progetto per le opportune valutazioni e per poter lasciare traccia per il futuro. Paola Bertaccini ha poi fornito alcuni dati che il COMEDA elaborerà per tracciare appunto questo bilancio.
Milillo e Bertaccini spiegano, a questo punto, che l’Istituzione essendo Ente Pubblico fatica parecchio a indirizzare gli acquisti nel verso della territorialità ma l’Istituzione non vuol perdere quanto faticosamente conquistato e intende anche estendere il progetto nel rispetto delle leggi cui comunque deve sottostare. Non si guarda solo a produttori da agricoltura biologica ma a tutti i produttori. Nell’appalto aggiudicato a Clorofilla, ad esempio, era richiesta la produzione che si poteva attuare entro i 50 km. E’ stata analizzata la fornitura di alcuni mesi all’Istituzione analizzando quanti prodotti erano territoriali e quanti no. E’ stata analizzata la spesa nei vari mesi e alcuni mesi hanno mostrato picchi di costi (ad esempio giugno ha un picco dovuto alle fragole ed alle ciliegie che inevitabilmente hanno fatto lievitare i costi rispetto ad altri mesi) ed il tutto è sapientemente sintetizzato in questi grafici. Da rilevare, ad esempio, che gennaio e dicembre 2010 hanno la stessa spesa media al kg relativamente a frutta e verdura acquistata dall’Istituzione.
A questo punto Bertaccini spiega che i costi del pasto che anno scorso erano stati costanti ed a tuttora ammontano a 4,28€+IVA al pasto passerà, grazie ad economie di scala e di bilancio, nonostante gli aumenti generalizzati che ci sono stati a 4,43€+IVA, questo minimo aumento di 15 centesimi al pasto è stato possibile grazie anche all’aumento del contributo del Comune che è passato da 15.000€ a 20.000€. Questi aumenti partiranno dalla prossima fattura di gennaio.
Milillo torna poi a ribadire l’importanza della coerenza dei genitori e degli insegnanti che, qualora non dimostrino con i fatti, quindi mangiando a tavola con i bimbi le loro stesse pietanze, tenendo magari per i questionari o per una telefonata alla mensa eventuali commenti poco lusinghieri su talune portate, ingenerano una certa confusione nei bambini stessi andando a giustificare lo sperperio di gettare le pietanze nel bidone del compost.
A fronte della domanda su quanto precedentemente deliberato dal Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione e cioè sull’introduzione nei menù delle scuole di altri alimenti da agricoltura biologica: carne locale (pollo, carne rossa), parmigiano, formaggi molli e pasta; Milillo spiega come a Maggio e Giugno 2010 siano stati valutati i costi e lo sforzo maggiore fatto è stato quello di valutare come far partire questa introduzione non come “sperimentale” o “a scadenza” ma come definitiva e replicabile nei vari anni nello sforzo di non far aumentare oltremodo il costo del pasto. Viene quindi spiegato che a febbraio 2010 si partirà con: carne rossa, parmigiano e pasta biologici. Il parmigiano chiaramente proverrà da Parma, la carne rossa da un consorzio di allevatori di Cusercoli mentre per la pasta non è stata ancora fornita la provenienza della fornitura definitiva; questi alimenti dureranno sicuramente fino a Giugno e, vista la premessa di cui sopra, molto probabilmente saranno una conquista definitiva. A Giugno comunque scadrà l’appalto e così si dovrà rielaborare una nuova gara quindi sarà da mettere diverse cose nuovamente in discussione.
Bertaccini, in merito al fatto che non tutte le forniture sono richieste da Agricoltura biologica per la mensa centralizzata, spiega che per gli ospiti della casa di riposo è stata prevista la fornitura di frutta e verdura non biologica ma con un occhio alla provenienza ed infatti proviene per la maggior parte da alcuni produttori di Forlimpopoli.
Alcuni genitori presenti addirittura ringraziano l’opera e la composizione del menù perché grazie alla mensa i loro figli hanno imparato a mangiare l’insalata. All’asilo Nido viene manifestato un problema sulla carne di pollo di un giorno che non era propriamente ottimale come qualità e con sapore strano. Milillo spiega che quella carne purtroppo, per un problema in cucina, non era stata cotta in modo puntuale ed il processo è stato subito rivisto e aggiustato e l’inconveniente non si è più ripetuto ma raccomanda comunque tutti i presenti, in particolare gli insegnanti, di avvisare immediatamente quando si verificano inconvenienti affinché si possa procedere in giornata a valutare l’accaduto con maggiori possibilità di risalire a cosa può essere successo. Nonostante tutto e per fortuna la cucina è comunque composta da persone umane e, come succede a casa, per quanto remoti e rari gli inconvenienti sono sempre in agguato.
Per la carne rossa Romeo e Venezia fanno presente che probabilmente l’appalto di due anni non offre abbastanza garanzie perché un allevatore possa finalmente riattivare una sua produzione che possa magari valere la pena, questo perché per un animale occorre circa 1 anno dal momento della vincita dell’appalto al momento della sua disponibilità per la mensa. Probabilmente per la carne rossa sarà più difficile rivolgersi direttamente al produttore, spiega Milillo, dovendosi appoggiare alla gara ufficiale che prevede la legge ma entrambi i genitori e gli altri membri del COMEDA stimolano l’Istituzione a percorrere ogni via per avere un rapporto diretto con gli allevatori o loro consorzi per tagliare via, per quanto possibile, i costi di intermediazione andando direttamente alla fonte.
Per il prossimo anno il COMEDA intende avanzare alla Direzione Didattica la proposta di istituire per tutti i plessi (primaria e secondaria di primo grado) un giorno a settimana (il mercoledì sarebbe l’ideale) con frutta portata da casa e con erogatori di merendine, presenti alla scuola secondaria di primo grado, spenti o comunque non agibili per quella giornata.
Alle 20:35 si chiudono i lavori e si passa alla degustazione (diciamo meglio una vera e propria cena con i controfiocchi!) con le seguenti portate:
Passato di ceci con pastina di semola; Maccheroncini con sugo alle verdure (spinaci e carote), hamburger di verdura con panino al latte e formaggio, Halibut al forno, Platessa al forno. Fino al pesce escluso ho assaggiato (direi meglio mangiato abbondantemente…) e devo fare i miei complimenti personali, veramente tutto SQUISITO! Unico handicap è che se si capisce che si mangia così bene alla fine nel COMEDA sarà veramente dura farsi nominare quali rappresentanti 🙂
Saluti radiosi

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