Avvenire 29 marzo 2011 – Perchè questa miseria non diventi paura

“Rudolf è morto di freddo, in uno scantinato. Era di colore, ma nato in Italia. Non è successo nei meandri di una grande metropoli, Roma o Milano, dove l’anonimato della disperanza miete vittime con i suoi precisi missili, invisibili e fatali. È successo a Meldola, dolcissimo paese a dieci chilometri da Forlì in piena Romagna. È successo nella periferia. Nella parte migliore d’Italia, si dice, almeno per quel che riguarda la tenuta del cosiddetto Welfare. Delle relazioni di sostegno. Mentre gli occhi di tutti si puntano su Lampedusa, e sembra che quella ondata di corpi ci metta in difficoltà, rischiamo di non vedere la difficoltà che già è sbarcata.”  articolo allegato

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2 pensieri riguardo “Avvenire 29 marzo 2011 – Perchè questa miseria non diventi paura

  1. Se ancora persone muiono ABBANDONATE in una cantina, dentro una cassapanca che usava per letto, di freddo (+ malnutrizione + quant’altro) nel 2011, in una nazione cosidetta civile (seeeeeeee…) 7° potenza industriale, vuol dire che qualcosa non va… davvero qualcosa non va!
    Non riesco a capacitarmi di queste disgrazie.
    Abbiamo sbagliato!!! E stiamo continuando a sbagliare!!!

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  2. E’ triste essere rientrati nel “medioevo moderno”, è triste il risveglio di coscienza cui questo evento ci ha costretto. SPero che rappresenti non solo l’occasione per lasciare in silenzio qualche minuto un’assemblea ma che permetta tutti noi di capitalizzare questo silenzio nella mente ma soprattutto nel cuore, aprendolo!

    Grazie, saluti radiosi

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