Giù le mani dai referendum!

Il Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene del Territorio Forlivese si mobilita contro il tentativo di scippo dei referendum da parte del Governo.

Ogni tentativo di impedire ai cittadini di esprimersi rappresenta un attacco alla costituzione e alla democrazia.

Per questo lunedì 2 maggio, dalle ore 17 alle ore 19 verrà organizzato un presidio davanti alla Prefettura di Forlì – Cesena, P.zza Ordelaffi 2 Forlì.

Il Comitato ha inoltre inviato una lettera a tutti i membri del Parlamento in cui chiede di attivarsi affinché venga impedito questo scempio democratico.

Vogliamo che i cittadini vengano informati, vogliamo che sappiano che i referendum ci saranno e come sarà possibile votare.

Giù le mani dai referendum, oggi più di sempre si scrive acqua ma si legge democrazia.

Forlì, 28 aprile 2011

Comitato Referendario 2SI
per l’acqua bene comune – Forlì
Pallareti Marilena
339 3242067

 

Io ci sarò … non si può mancare!

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PASQUA 2011, un mare di CROCI

L’augurio più bello che ho ricevuto e che penso serva veramente in questo momento in cui c’è una inquietante deriva umana, o meglio, bestiale.

La cronaca di questo primo mese di primavera ci ha consegnato con raccapricciante evidenza una verità che sapevamo già, anche se ha sempre fatto comodo dimenticarla. Il Mediterraneo è un mare di croci: un cimitero di morti senza nome. Non solo perché custodisce i caduti di innumerevoli guerre, che riempiono i libri di storia. Da anni è il grembo che accoglie migliaia di viaggiatori della speranza, che mai hanno toccato terra. La Caritas ne stima dai 15 ai 20mila. Anche san Paolo fu naufrago nel Mediterraneo, non molto lontano dalle coste che oggi respingono i barconi.
Nei volti dei sopravvissuti, nei loro racconti si percepisce un secondo naufragio collettivo: quello di una civiltà, la nostra, che si è fatta forte esportando per secoli i suoi modelli di sviluppo economico, i suoi valori civili, la sua religiosità. Li abbiamo propugnati e difesi come universali, cioè per tutti. Peccato, che ci siamo dimenticati che per essere davvero universali, sviluppo, valori e religione devono anche essere di tutti, nel senso che tutti vi devono accedere liberamente. Questo non è accaduto: così insieme al tragico naufragio di molti migranti, figli di uno sviluppo mancato, assistiamo anche al naufragio del mondo degli universali.
Non sono più universali i diritti umani, se un Paese può negare impunemente l’ospitalità al fuggiasco. Non sono più universali i modelli di sviluppo basati sull’uso razionale e pacifico dell’intelligenza economica, se si vanno a prendere le risorse energetiche dove sono, ammettendo l’uso della violenza militare. Non sono più universali neppure le religioni, se il cristianesimo di casa nostra non sembra capace di ispirare nei cattolici e nelle parrocchie un movimento potente di ospitalità, che superi ottuse tattiche xenofobe.
La domanda che questa Pasqua ci rivolge riguarda ancora una volta il futuro: “Ci sarà risurrezione per questi naufraghi? E per noi, non meno naufraghi di loro?” Intravvediamo segnali di un mondo nuovo, figlio dell’amore di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti? Purtroppo, non li vediamo nelle politiche nazionali e internazionali, ridotte a navi alla deriva con timonieri incapaci, o corrotti, tele-guidati da poteri nascosti. Li vediamo invece nella gente di Lampedusa di Manduria, così come ci viene raccontata dai reportage liberi dalle logiche di regime. In chi apre i propri armadi per rivestire i sopravvissuti del mare. In chi apparecchia la tavola per integrare le povere mense dei centri di prima accoglienza. Questa gente senza nome, ma non senza cuore, è la nuova Maddalena e il nuovo Giovanni, che accorrono di buon mattino al sepolcro per completare la pratica della sepoltura e invece scoprono che il morto è vivo! Finché ci saranno Maddalene e Giovanni così, ci saranno fiori davanti alle croci del Mediterraneo. E ci sarà davanti a noi una freccia che indica la strada del cammino verso la vita piena. L’ospitalità ridà la vita e la dignità, l’ospitalità dà senso alle croci. Noi crediamo nella risurrezione di Gesù dalla morte e per questo crediamo che il mare delle croci diventerà presto il mare dell’ospitalità.

Antonio Vermigli

Auguri a tutti voi, continuiamo ad essere umani!

Saluti radiosi

A Meldola l’acqua è pubblica

Un saluto a tutti i meldolesi,
con colpevole ritardo vi informo che il Consiglio Comunale di Meldola nella seduta del 28.03 ha approvato  con 11 voti favorevoli (6 della maggioranza e 5 della minoranza) e 5 astenuti (Bacchi Cristina, Maglioni Maddalena, Pellegrino Francesco, Sangiovanni Annalisa e Schitinelli Maria Concetta) l’ordine del giorno predisposto dal Comitato Val Bidente  (con alcune modifiche che saranno votate anche nel Comune di Castrocaro) sull’Acqua bene comune  e si è impegnato a far sì che  anche nel proprio statuto comunale venga riconosciuto il diritto umano all’acqua ed il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato. Un importante traguardo raggiunto dopo un lungo percorso (non senza qualche intoppo)  intrapreso dal Comitato Val Bidente, in collaborazione con il Comitato provinciale Acqua Pubblica di Forlì, con maggioranza ed opposizione e che ha finalmente portato i  frutti sperati. Durante la discussione dell’ordine del giorno, durata all’incirca una ventina di minuti, sono intervenuti alcuni consiglieri. Vorrei azzardare e provare a riassumere le motivazioni addotte da ciascun consigliere per chiarire la propria posizione (positiva o astensionista); siccome non ho ben compreso alcuni interventi, probabilmente perchè non sono stato molto lesto nel prendere appunti, sarebbe bello che i nostri consiglieri, intervenissero in questa discussione approfondendo i concetti espressi durante il Consiglio Comunale, in modo da chiarire le loro posizioni. Vorrei infine pubblicamente complimentarmi con il Sindaco e ringraziarlo per l’ottimo intervento durante la discussione di questo argomento.

Massimo Sardone.