ACQUA PUBBLICA: FANNO COME GLI PARE

Dopo che più di 27 milioni di italiani hanno espresso chiaramente e con percentuali bulgare di voler abrogare quella parte di leggi che prevedevano la privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica (tra cui il Servizio Idrico Integrato) e l’eliminazione dei profitti garantiti sulla tariffa caricando sulla bolletta un 7% a remunerazione del capitale investito;
dopo che la Corte Costituzionale con la sentenza 26/2011 ha sancito  che con la vittoria dei referendum “si persegue chiaramente la finalità di rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua”, che pertanto tutte le norme contrastanti con le finalità referendarie potrebbero considerarsi implicitamente abrogate e che l’esito di questa abrogazione è direttamente applicabile, quindi immediatamente operativo,
NON E’ CAMBIATO NULLA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Anzi abbiamo il ministro Sacconi che il 15 settembre “si augura che troveremo il modo per mettere in discussione il referendum” (sic?!?!?!) parlando dell’impulso alle liberalizzazioni che il governo voleva dare per sostenere la crescita economica.
Nel territorio romagnolo, il Comitato Provinciale Acqua Pubblica di Forlì è stato molto attivo dopo la vittoria referendaria ed è riuscito ad incontrare 12 sindaci su 15 della provincia di Forlì (ahimè non il Sindaco di Meldola) per esortarli a prendere atto dell’esito dei referendum ed a fare quanto in loro potere per renderlo operativo. Inoltre, sempre il Comitato di Forlì, ha preso recentemente parte (2 giorni fa)  all’assemblea della A.A.T.O n.8, esortando i Sindaci di tutti i comuni della provincia di Forlì-Cesena ad applicare tempestivamente l’ esito abrogativo del Referendum, il quale ha espunto dalla Tariffa del Servizio Idrico Integrato “ La remunerazione del Capitale Investito “. Purtroppo quello che è emerso durante tale assemblea è che i Comuni, in particolare quelli maggiori ( con quote di maggioranza nel Consiglio di Amministrazione di Hera ), non abbiano mostrato una chiara volontà di ottemperare al responso referendario.

Non è chiaro a questo punto (o meglio è molto chiaro, a dire il vero) perchè tutti gli amministratori di Enti Locali, non si battano per rendere operativo il parere dei cittadini italiani che essi dovrebbero rappresentare.

Chi ha la volontà di farlo (leggasi Napoli) sta già procedendo verso la ripubblicizzazione dell’acqua ed ha approvato una delibera nella quale si ribadisce che “la proprietà e la gestione del Servizio Idrico devono essere pubbliche e improntate a criteri di equità, solidarietà e rispetto degli equilibri ecologici” e si sta muovendo per trasformare l’attuale SpA Arin, in soggetto giuridico di diritto pubblico, con le caratteristiche di azienda improntata a criteri di “economicità, efficienza, trasparenza e partecipazione”.

Anche qui in Romagna questo sarebbe possibile (ed in questa direzione si sta muovendo il Comitato Acqua Pubblica di Forlì): Romagna Acque – Società delle Fonti deve essere trasformata da SpA a totale capitale pubblico (soggetta tuttavia a diritto privato) in Azienda di diritto pubblico e riprenda in mano la gestione del servizio idrico (così come ERA prima dell’avvento di HERA).

Ma la posta in gioco è molto alta e gli interessi da parte di tutti gli schieramenti politici pure. E, a mio modesto avviso, c’è pure la tendenza da parte dei nostri amministratori locali di non andarsi ad impelagare in simili imprese, visto che è così comodo che la gestione dei serivizi pubblici (acqua e rifiuti su tutti) venga effettuata da SpA.

Ma il punto è – e lo ribadisco – che il “popolo sovrano”, dicitura che mai come questa volta è giustificata, ha deciso. O forse non è più sovrano???? A voi l’ardua sentenza.

PS: venerdì 21 ottobre alle ore 21 presso l’Arena Hesperia discuteremo di quanto è stato fatto e di quanto ancora (direi tantissimo) ci resta da fare per fare rispettare le nostre decisioni. Vi aspetto numerosi.

Massimo Sardone

3 pensieri riguardo “ACQUA PUBBLICA: FANNO COME GLI PARE

  1. Grazie Massimo,
    Un bellissimo incontro quello all’Arena.
    Simpaticissima l’idea dell’obbedienza civile e quella di “presidiare” la prossima riunione dell’ATO per cercare di “fotografare” ed immortalare le facce dei 15 sindaci (o dei loro rappresentanti) nel momento in cui decideranno se sputare in faccia ai loro rappresnetati oppure se accogliere e dimostrare di rappresentarli degnamente.

    Purtroppo il conflitto di interessi, che oramai è stranoto non esistere in Italia, si è impossessato e inserito in ogni ganghero istituzionale …

    Mi è piaciuto molto il nostro SIndaco che, pur non avendo incontrato i rappresentanti del forum almeno ha mantenuto alto il messaggio dei cittadini in sede appunto di riunione ATO. Spero che i nomi dei sindaci e il loro voto finale venga presto reso pubblico così da poterli meglio inchiodare alle loro responsabilità!

    Mi raccomando, quando ci sarà il prossimo incontro ATO non perdiamocelo … anche a costo di prenderm,i un giorno di ferie io ci sarò 🙂

    Saluti radiosi

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  2. Grazie Massimo per l’esaustiva spiegazione della situazione H2O.
    Io sinceramente sono molto incazzato, sia per le diatribe interne al comitato di FO, sia per l’evidente disinteresse del nostro volere referendario da parte dei nostri dipendenti amministratori di quasi tutti gli ordini e gradi…
    Ormai siamo di fronte a reiterate e palesi violazioni di legge in italia, siamo diventati sudditi!
    L’unica cosa che ci concedono sono le loro vane promesse…
    Parole, parole parole…
    Salut

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