ACQUA PUBBLICA: FACCIAMO COME CI PARE

 

 

 

APPLICARE IL REFERENDUM
Con la pubblicazione, in data 20 luglio 2011, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e l’abrogazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle nostre bollette anche la componente della “remunerazione del capitale investito”.  Se non saranno le istituzioni a far rispettare l’esito del referendum, saranno le cittadine e i cittadini a farlo. Per questo il Forum Italiano per i movimenti sull’acqua lancia la CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE: ovvero il rispetto della volontà popolare eliminando il profitto dalle bollette.

PERCHE’  UNA CAMPAGNA DI OBBENDIENZA CIVILE? Il referendum era stato proposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dell’acqua non si devono fare profitti! E la risposta dei cittadini (95,8% a favore della cancellazione del profitto) non lascia alcun dubbio sull’opinione, praticamente unanime, del popolo italiano. Oggi, a distanza di alcuni mesi, risulta che, in tutto il territorio nazionale, nessun gestore abbia applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio 2011, diminuendo le tariffe del servizio idrico. E questo non può essere accettato.

IN COSA CONSISTE LA CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE? La campagna di “obbedienza civile” consiste nel pagare le bollette, relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della “remunerazione del capitale investito”. E’ stata chiamata di “obbedienza civile” perché non si tratta di “disubbidire” ad una legge ingiusta, ma di “obbedire” alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari.

A tal proposito il Comitato Provinciale acqua pubblica di Forlì, ha organizzato per venerdì 9 dicembre alle ore 20.30 presso la CGIL di Via Pelacano a Forlì  un incontro pubblico con Severo Lutrario del Forum Italiano per i movimenti sull’acqua che ci spiegherà come si intende procedere dal punto di vista operativo con la campagna di OBBEDIENZA CIVILE.

Credo che sia giusto, ogni tanto, svegliarsi  e ricordare ai signori che ci governano, politici o tecnici (cioè la stessa cosa) che non è che possono fare sempre come gli pare. Tu che ne pensi?

Massimo Sardone

5 pensieri riguardo “ACQUA PUBBLICA: FACCIAMO COME CI PARE

  1. Incontro interessante quello di venerdì che mi ha permesso di capire che c’è una strada da percorrere nella sudicia e fitta nebbia formata dallo schifo di questa politica e dall’apatia dei cittadini italiani.
    L’hanno chiamata OBBEDIENZA CIVILE e proverò a riassumerla perché sembra davvero interessante. Visto che l’erogazione dell’acqua è un servizio, noi come utenti abbiamo il diritto di presentare all’Hera un reclamo/diffida delle fatture palesemente illegittime che contengono un elemento non più previsto dalla normativa italiana, la famosa remunerazione del capitale investito, che si dice ammonti ad un 7% ma – da verifiche effettuate dai componenti del Comitato Acqua Pubblica di Forlì – corrisponde a livello locale a circa il 13% dell’ammontare delle bollette (a livello nazionale la quota va da un 12 ad un 25% a seconda del gestore).
    Con questa segnalazione, ogni cittadino diffida il gestore a correggere le fatture scorrette, preannunciando che di fronte all’inerzia da parte dell’Hera, sarà il cittadino a scorporare ed eliminare la quota relativa alla remunerazione del capitale investito.
    Alcune precisazioni sono d’obbligo: l’OBBEDIENZA CIVILE non non è una forma di protesta, ma il riconoscimento di un diritto. Non si deve aver timore delle “possibili ritorsioni” dell’Hera, in primis perché sono dalla parte del torto (vedi post ACQUA PUBBLICA FANNO COME GLI PARE) e poi perché siccome la tariffa dell’acqua non è un tributo, non possono mettere i cittadini in mora (appoggiandosi alla famigerata Equitalia), né tantomeno smettere di erogare il servizio. E più saremo ad intraprendere questo percorso, più avremo forza e otterremo il risultato di veder riconosciuta la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini italiani.
    Noi del Comitato Val bidente (in collaborazione con il Comitato Acqua Pubblica di Forlì), una volta ricevuta tutta la documentazione e la modulistica dal Forum nazionale Acqua pubblica, inizieremo una campagna informativa e daremo tutte le delucidazioni del caso, istituendo uno sportello per il pubblico. Bello sarebbe se, come da promessa strappata al Sindaco in occasione dell’incontro organizzata dalle ACLI il 21 ottobre scorso, questo sportello lo aprissimo presso il Comune di Meldola.
    Parafrasando la frase di Madre Teresa di Calcutta “Più ci saranno gocce d’acqua pulita, più il mondo splenderà di bellezza”, sarà meglio che ci diamo una mossa per eliminare il torbido dalle nostre acque.

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  2. Ciao Lorenzo!
    Vedrai che a breve ne saprai … e ci sarà da ridere … stiamo affilando le “armi” e affinando i mezzi e poi … avremo bisogno di tanti, tanti, tanti che abbiano voglia di dimostrare che obbedire in Tialia si può e si deve fare 🙂

    Saluti radiosi

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