Le trote e gli agrumi

E’ quando leggo lettere aperte come questa che capisco che sono sulla strada giusta acquistando tutto quello che posso con i Gruppi di Acquisto Solidale, mi perdonino le vere trote …

Lettera aperta
Francofonte 11/05/2012
Egregio neodottore Trota,
leggo su alcuni quotidiani che ha intenzione di cambiare vita e di lacerarsi dietro l’amletico dubbio riguardo la sua futura occupazione: ritirarsi a vita privata per fare l’agricoltore o il muratore (la pastorizia invece non è stata presa in considerazione?).
Chi le scrive è un agrumicoltore siciliano che ha frequentato il liceo scientifico con percorso netto (allora non c’erano i debiti formativi, ma le materie sotto la sufficienza si riparavano a settembre, diplomandosi con un più che dignitoso 50/60. Ho intrapreso anche gli studi universitari, frequentando il corso di laurea in Scienze Naturali, dimenandomi tra Botanica, Zoologia, Chimica, Fisiologia umana e vegetale, Ecologia degli ecosistemi, etc., riuscendo a conseguire la laurea con la votazione di 110 e lode. Diversamente da lei, mi sono prima diplomato e poi laureato e, sempre diversamente dal suo curriculum studiorum, io ho studiato a Catania, in lingua italiana, in realtà un’università estera mi sarebbe pure piaciuta, ma non me la sono sentito di affrontare lo studio di una nuova lingua (presumo, invece, che lei abbia studiato in albanese per conseguire una laurea in Albania).
Vengo al motivo della mia lettera aperta: intravedo nelle sue parole la convinzione che in lei, caro dott. Trota, sia radicato lo stereotipo per cui l’agricoltura sia una sorta di attività di ripiego, abbastanza semplice da poter essere intrapresa con superficialità, per dare una svolta alla propria esistenza costellata da fallimenti e insuccessi personali.
Le assicuro che ha sbagliato prospettiva. Chi le scrive ha la responsabilità di gestire una piccola azienda agricola, mi occupo di agrumi coltivati in modo naturale (no pesticidi, no concimi chimici, etc.) e le assicuro che non è affatto semplice. Oltre le ordinarie pratiche agronomiche per condurre l’agrumeto – concimazione, aratura, potature, espianti, parassiti (delle piante per carità nessun riferimento ad altro!) – bisogna tenere i rapporti con i clienti che, costantemente, aggiorno tramite newsletter, spuntare il miglior prezzo possibile con i fornitori (saprà che siamo in tempo di crisi), sistemare gli ordini che man mano arrivano per evaderli il prima possibile, raccogliere nonostante il maltempo (saprà che le arance maturano in inverno), fare fronte ai mille imprevisti (ordini che cambiano all’ultimo momento, spedizioni che si perdono in tutt’Italia e molto altro ancora).
Ma non è mica finita, trovo pure il tempo per fare del marketing aggressivo e organizzo degli incontri con i miei principali clienti, i GAS, ossia Gruppi di Acquisto Solidale, per spiegare le tecniche agronomiche adottate per evitare l’uso di chimica e ottenere comunque degli ottimi frutti dal punto di vista organolettico. É anche un modo per metterci la faccia, dato che la maggior parte dei contatti avviene tramite mail. Pensi dott. Trota che, l’ultima volta, ho in pratica fatto tutto l’arco alpino, dalla Lombardia al Friuli, macinando chilometri e chilometri per parlare di arance, formiche che intasano gli spruzzi dell’impianto di irrigazione, tarocchi (non quelli delle maghe), filiera corta, agricoltura solidale ed ecocompatibile, mineralizzazione delle sostanze organiche, incontrando persone anche della sua zona, la Brianza. Sono stato a Missaglia, Ronco Briantino, Bevera, Usmate Velate, Monza (non ho avuto modo di passare per i neoministeri) e pensi persino Arcore (chissà se LUI ha avuto modo di assaggiare le mie arance, magari un frutta – party potrebbe essere una buona idea), passando ancora per Brescia, poi Veneto e anche Triste, tanto per finire il breve giro. I paesini sono stati tanti e a elencarglieli tutti rischierei di copiarle parte dell’indice dell’atlante Zanichelli.
A volte sono i rappresentanti dei gas a venirmi a trovare in azienda, per delle sorta di visite ispettive. Faccio loro vedere l’agrumeto, si fa un giro, scattano foto, fanno domande e poi riferiscono agli altri componenti. Non le nascondo che sta andando anche benino, certo però, a volte, il peso diventa tanto e ci vogliono spalle larghe, esimio dottor Trota.
Un intero libro poi le potrei scrivere circa i problemi del settore legati alla concorrenza. Sovente i mercati preferiscono acquistare agrumi provenienti dall’estero (Spagna, nord Africa, Egitto e persino Cina), in quanto economicamente più vantaggiosi. Pazienza che non si abbiano garanzie sui trattamenti che i frutti abbiamo subito per affrontare viaggi di mesi, stipati in container pieni di antimuffe, che magari, poi, vengono spacciati come biologici da commercianti senza scrupoli. Per fortuna la maggior parte dei miei amici, perché sono tali e sarebbe riduttivo riportare il tutto a un rapporto di fornitore/cliente, tengono in debito conto anche quest’aspetto, quando decidono di accordarmi la loro preferenza.
Paghiamo anche lo scotto di criticità strutturali, che ci penalizzano enormemente . Pensi che le mie arance, che non hanno trattamenti antimuffa così come richiesto dai miei clienti, devono fare più di 1500 km (e di mezzo c’è la Salerno Reggio Calabria!) per arrivare sino a Trieste, dove ho un GAS tra i più affezionati. E, tanto per non farsi mancare nulla, la consegna è anche in zona pedonale.
Immagini quindi, dott. Trota, tutta l’organizzazione che devo mettere su per consegnare in 3-4 giorni, 80 cassette da 13 kg cad in queste condizioni! Sovente non le nascondo che si naviga a vista e bisogna ricorrere alle doti di problem solver, che ogni buon agricoltore deve per forza avere nel proprio DNA. Nell’ultima stagione ci si è messo inoltre lo sciopero legittimo degli autotrasportatori e poi, subito dopo, il maltempo che ha in pratica bloccato le consegne per 3 settimane. Gli ordini si sono accumulati e, anche quella volta, me la sono cavata, grazie anche alla pazienza degli amici di cui sopra.
Avrà intuito, esimio dott. Trota, che l’agricoltura, come le confermeranno anche i colleghi delle sue zone, non è un’attività che si può improvvisare. Le spese sono tante, i margini ridottissimi e, se non si fanno bene i conti al centesimo, si rischia un quarantotto e, difatti, negli ultimi tempi, tante sono le aziende che hanno chiuso. Ha mai sentito parlare del movimento dei forconi?
Ho letto ieri che un collega del Cilento le ha offerto un posto di lavoro comprensivo di vitto e alloggio in modo che lei, caro dottore, non abbia nemmeno l’impiccio di trovarsi una sistemazione. Chi le scrive, invece, non le affiderebbe, e glielo dico in tutta sincerità, nemmeno una foglia dei circa 700 alberi di arance rosse IGP che coltiva, non ritenendola assolutamente adeguata al ruolo, visto il suo background.
Veda dott. Trota, qualunque attività necessita di competenza, lavoro assiduo, professionalità, conoscenza del settore specifico, altrimenti meglio lasciar perdere, almeno in agricoltura e glielo dico per esperienza diretta fatta sul campo.
Finisco la presente altrimenti rischierei di essere troppo lungo e di scrivere tante pagine, forse quante la sua tesi di laurea. Certo la sua è stata fatica ben maggiore, avendo scritto il tutto in Albanese.
Spero di esserle stato utile e mi permetta un consiglio: perché non provare con la pescicoltura magari dei salmonidi?
Un caro saluto dalla Sicilia,
dott. Michele Riggio agrumicoltore

Saluti radiosi

2 pensieri riguardo “Le trote e gli agrumi

  1. CHE SPETTACOLO…..
    E non mi riferisco all’ironia nei confronti del povero figlio di Bossi. Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.
    Ce l’ho con il dott. Riggio e con tutta la fatica che fa per produrre frutta di qualità e con tutta la passione e la competenza che ci mette. E, visto che è un fornitore dei Gruppi di Acquisto Solidale di tutta Italia, sono certo che quello che ha scritto corrisponda a pura e sacrosanta verità.
    Un abbraccio a tutti i gassisti d’Italia.
    Massimo.

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  2. Salve, per caso ho trovato la mia lettera sul vostro blog, deduco quindi che gira ancora, potenza della rete!
    In autunno comincerà la nuova stagione, se mi mandate una mail vi posso inserire nella newsletter e riceverete così i vari aggiornamneti. Grazie per il sostegno che date a noi produttori, girate i miei saluti al gas,
    Michele

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