Centrale a biomasse a Cusercoli: c’è qualcosa che non quadra.

centrale a biomasseVi riporto un “breve” resoconto di quella che si può chiamare una FARSA più che un incontro pubblico, sulla centrale a biomasse che vorrebbero realizzare a Cusercoli. Vi invito a leggerlo tutto perché, se non fosse drammatico, sarebbe da scompisciarsi dalle risate.
Dico FARSA perché alla fine dell’incontro, senza alcuna replica da parte dell’arch. BERNAZZONI che rappresentava l’Apollo Engineering e che spiegava come dovrebbe funzionare questa centrale a biomasse, c’è stato un intervento di ANTONIO ROSSI del Comitato Val Bidente di Civitella (Giuseppe e Romeo vi ricordate che l’abbiamo visto in uno dei nostri primi incontri del comitato a Santa Sofia qualche anno fa?) che ha completamente distrutto quello che si è dimostrato un castello di carta della Apollo.
Ma andiamo con ordine.
L’incontro, il quarto a quanto pare cui partecipava la ditta, come sapete era volto a spiegare alla cittadinanza il funzionamento dell’impianto. Ho avuto l’impressione che l’arch. BERNAZZONI non avesse piena padronanza dell’argomento, oppure – diciamo così – non era pratico nel gestire e parlare con il pubblico (abbastanza numeroso direi). Difatti, dopo una spiegazione alquanto (e volutamente?!?!) approssimativa del funzionamento dell’impianto (correva veloce sulle diapositive che spiegavano aspetti importanti sul suo funzionamento), ha lasciato spazio agli interventi del pubblico.
Il primo intervento è stato quello di una signora che abita a San Martino in Varolo che ha rappresentato i suoi dubbi sui rischi per la salute legati all’impianto oltre che sulla proposta economica che la ditta ha offerto al comune di Civitella (70.000 euro di risparmio di costi + 70.000 euro di indennizzo) ed ha sollevato giustamente l’obiezione che quei soldi dovrebbero essere distribuiti a coloro che vivono in quella zona, già funestata dalla discarica.
Poi è stato il mio turno. Premettendo la mia ignoranza in materia ho citato il documento programmatico che l’ISDE Italia (Associazione Medici per l’Ambiente) ha sottoposto alle forze politiche in occasione delle elezioni del 2013 e che nella sezione dell’Energia cita che tale pratica risulta “insostenibile quando si esca dalla semplice logica del riutilizzo all’interno di piccole aziende agricole, di scarti e residui di provenienza aziendale o di area molto circoscritta”.
Poi ho posto due domande: siccome questi impianti vengono alimentati con la FORSU (Frazione Organica del rifiuto solido urbano) ho chiesto quali tipologie di materiali organici ne fanno parte e mi è stato risposto che principalmente si parlava dell’umido che produciamo come cittadini. Allora gli ho chiesto chi poteva garantire un apporto di FORSU di 22.000 ton. annue, visto che – secondo quanto riportato nel Rapporto rifiuti 2012 dell’Emilia Romagna – ogni anno nella nostra provincia se ne producono 50.000 ton e Hera ha già i suoi siti di trattamento di rifiuti organici (peraltro, ANTONIO ROSSI poi ha dimostrato che Hera ha in previsione la costruzione di altri 5 impianti dove destinare e trattare la FORSU prodotta dai cittadini). L’arch. BERNAZZONI ha risposto che si potrebbero utilizzare anche i rifiuti prodotti dalle ditte che producono scarti organici (e qui si è sollevato un po’ di dissenso tra il pubblico che vi riferisco in seguito) e che per loro è economicamente sostenibile raccoglierli fino ad una distanza di 70 km (non 20 come detto in un incontro precedente) dal sito. A tal riguardo, ho chiesto anche al Sindaco di Civitella, che era presente, se vi fossero già accordi tra i sindaci dell’unione dei 15 comuni che potessero supportare e giustificare la costruzione di questo impianto (domanda alla quale poi non ho ricevuto risposta). La seconda domanda riguardava i rifiuti e le emissioni in atmosfera che questa attività produrrebbe, sia liquidi (percolato) che gassosi (ossido di azoto e altri): l’arch. ha detto che il percolato viene riutilizzato nel biodigestore praticamente all’infinito (?!?!?); per le emissioni ha ribadito quanto detto nella presentazione e cioè che il metano lo utilizzano per produrre biogas e la CO2 la convogliano in una serra piena di bambù che la trasforma, grazie alla fotosintesi, in ossigeno; e poi ci sono dei filtri abbattitori che portano le emissioni di diossine a valori irrilevanti. Io ho replicato che se i filtri e se il sistema di controllo sono come quelli di Coriano (dove Hera controlla se stessa) siamo a cavallo.
Poi è intervenuto il sindaco di Civitella, Pierangelo Bergamaschi. Il suo intervento mi è sembrato alquanto condivisibile e interessante perché ha sottolineato più volte che, allo stato attuale, a lui non interessa la questione economica (tant’è che ha precisato che aveva ricevuto dalla ditta la stessa presentazione che abbiamo visto durante l’incontro-farsa, senza l’ultima diapositiva che indicava la proposta economica), ma innanzitutto vorrebbe capire quali ricadute potrebbe avere questo impianto sulla salute dei cittadini, sia per quanto riguarda il transito dei rifiuti in entrata (relativamente al traffico dei camion non solo nella zona dell’impianto, ma per tutto il territorio comunale e anche per tutta la vallata), che per i rifiuti in uscita (emissioni in aria e/o nell’ambiente), precisando che fino a quando non avrà chiaro questo discorso non prenderà alcuna decisione in merito. Ed ha aggiunto che o la ditta è in grado di fornire una certificazione che attesti che i livelli di emissione sono quelli dichiarati (e non quelle ottenibili come scritto nella presentazione), oppure tramite altri impianti già realizzati (e qui mi viene da ridere e capirete il perché) deve dimostrare che non ci sono rischi per la salute dei cittadini.
Dopo la dichiarazione dell’arch. BERNAZZONI, a seguito di una precisa domanda fatta da un cittadino, che ha detto che la pollina, i fanghi di depurazione e altri rifiuti di origine agricolo/industriale potrebbero essere conferiti in questo impianto, è intervenuto un ingegnere che ha dichiarato di essere un certificatore ambientale che ha voluto precisare un paio di aspetti tecnici: il materiale che verrà immesso in questo impianto dipenderà dall’autorizzazione ambientale che la Provincia rilascerà e dove saranno indicati i codici CER (sono i codici identificativi dei rifiuti) autorizzati; riguardo le emissioni in atmosfera, ha detto che il limite di legge previsto è pari a 10 mg/mc e che l’inceneritore di Hera è autorizzato per un limite di 0,2 mg/mc (a questo punto c’è stato uno scambio di battute tra me e l’ingegnere che sosteneva che l’inceneritore di Hera è a posto e viene controllato dall’Arpa sistematicamente, che vi risparmio).

A questo punto è intervenuta una ragazza che ha fatto alcune osservazioni interessanti: la prima è che nella FORSU sono previsti un centinaio di codici CER (personalmente, ma sicuramente mi sbaglio, credo che siano un po’ troppi) e che dopo 4 incontri con la ditta, ed altrettante richieste da parte dei cittadini, non si sa ancora esattamente la tipologia dei rifiuti che verranno conferiti. Poi ha letto il contratto preliminare che la APOLLO ha fatto con il Comune di Civitella, dove è scritto espressamente che la ditta ha facoltà di scegliere il gestore ed il tipo di rifiuti da conferire (aspetto che spiega davvero tante cose…) e che quindi, si intuisce facilmente, non sarà l’organico dei cittadini ma ben altra roba.
MA ORA ARRIVA IL PEZZO FORTE. Ha preso la parola questo ragazzo di Civitella, ANTONIO ROSSI, che era pieno di lettere e documenti che pian piano durante il suo intervento ha letto a supporto di quanto dichiarava. Cercare di scrivere tutte le osservazioni che ha sollevato credo che sia impossibile, ma provo ad elencarvele, partendo anche dalle più esilaranti:
1) la presentazione che ha mostrato l’architetto non conteneva gli stessi dati che sono stati mostrati da lui stesso in un incontro precedente (erano state aggiornate alcune cifre, ma non tutte, risultando tra loro incongruenti);
2) il sito della ditta APOLLO è stranamente in aggiornamento (ha solo la home page); il numero di telefono segnato per contattarli (che ora non c’è più perché glielo avevano fatto notare in un incontro precedente) era il numero della LEON la società di San Marino che è proprietaria della tecnologia dell’impianto;
3) viste le risposte elusive in merito ad alcuni aspetti sollevati dai cittadini negli incontri precedenti, era stato chiesto se c’erano altri impianti già funzionanti che potessero essere utili per approfondire la materia. L’architetto aveva risposto che ce n’erano due che erano in fase di costruzione/approvazione in Lombardia e in Sicilia. Antonio ha provato a cercare informazioni riguardo queste località, anche contattando via mail i Sindaci dei comuni interessati. TENETEVI FORTE: non vi è alcun impianto funzionante o in fase di costruzione o progettazione dei due segnalati dall’architetto, anzi vi sono risposte dei sindaci e articoli sulla stampa locale che dicono esattamente il contrario, cioè di aver valutato quanto prospettato dalla ditta e di aver deciso di non procedere alla costruzione di alcunché. Quello che è riuscito a trovare Antonio sono le stesse e identiche presentazioni in power point che abbiamo visto durante l’incontro, con la sola pagina iniziale cambiata (quella dove era scritto il nome della località dover doveva sorgere l’impianto);
4) era stato chiesto ad un incontro precedente come mai la ditta LEON di San Marino (padrona della tecnologia) non avesse provveduto a realizzare impianti similari nel loro stato ed era stato risposto dall’architetto che anche lì ne era previsto uno. Antonio ha contattato via mail il segretario di stato della Repubblica di San Marino che ha escluso categoricamente tale evenienza.
5) L’architetto aveva asserito in un incontro precedente che anche Legambiente era favorevole alla costruzione di questo tipo di impianti. Antonio ha scritto a Legambiente che ha risposto in maniera negativa alla realizzazione di questa tipologia di impianti, come peraltro l’ISDE.
6) Come ho accennato prima, in un incontro precedente l’architetto aveva asserito di avere preso contatti con Hera per il conferimento della FORSU nel loro impianto ed Hera, ad una richiesta di Antonio di spiegazioni al riguardo, ha detto di aver in previsione la costruzione di 5 impianti per il trattamento della FORSU prodotta e raccolta dai cittadini.
Mi fermo qui, perché credo che sia sufficiente ad aver chiarito la situazione. Ribadisco però che a tutte queste osservazioni l’architetto non ha sollevato alcuna obiezione. Difatti, dopo aver aspettato se vi fosse qualche altro intervento, la riunione si è conclusa.
A questo punto spero che il Sindaco di Civitella si sia chiarito le idee.
Sta di fatto che il proprietario dei terreni industriali può comunque andare avanti e presentare richiesta di costruzione di questo impianto, la cui costruzione può essere autorizzata a quanto pare solo dalla provincia. Se così fosse, secondo me, ci sarà da andare a dare una mano ai cittadini del posto che hanno costituito il Comitato degli indifesi per tutelare e difendere la loro salute.
Che è anche la salute di tutti quelli che vivono nella valle del Bidente.
Grazie per aver letto il post fino alla fine.
Massimo Sardone

5 pensieri riguardo “Centrale a biomasse a Cusercoli: c’è qualcosa che non quadra.

  1. Non ho parole, Certo che dei cittadini ben informati possono serenamente smuovere bene le questioni ma anche che questi “costruttori” possano serenamente “mischiarsi” e proporre di tutto senza che una seria analisi venga fatta da chi poi ha i boccini d’oro delle autorizzazioni in mano un pò mi spaventa.
    Grandissimo lavoro Massimo e grandissimo lavoro degli intervenuti e di questo eroico Antonio Rossi. Non vi siste certamente fermati alle apparenze e avete approfondito al meglio mostrando le incongruenze e le bugie di fondo. Certo che collaboreremo con chiunque voglia ulteriormente approfondire. Spero che tu Massimo ti sia preso i riferimenti di Antonio anche perchè sono assolutamente curioso anche io di vedere la presentazione e l’accordo preliminare cui penso abbia potuto accedere.
    Qui per me è assolutamente urgente ed importante dotarsi di un piano energetico Comunale e Provinciale e mettere il naso nel piano rifiuti proprio come hai fatto tu Massimo per non farci prendere per il naso!
    Grazie Massimo, Antonio, Francesco e tutti quelli che non accettano supinamente le decisioni … ora il confronto si farà ancora più serrato 🙂
    Saluti radiosi

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  2. Grazie per il resoconto estremamente significativo.Sempre più mi convinco che la grande battaglia da fare è per il DIRITTO ALL’INFORMAZIONE, sempre e per qualunque problema di interesse pubblico e privato.Troppo spesso i cittadini ne escono scornati.
    Saluti a tutti.
    M.Concetta Schitinelli

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