Resoconto serata: Quale Acqua dopo il referendum?

IMG_6598Circa 30 presenti. + 8 nel tavolo del Consiglio fra relatori, assessori e consiglieri.

Sindaco Zattini Il momento di massima democrazia partecipata è quello del referendum; tutti i referendum fatti non hanno portato a nulla nonostante le percentuali bulgare che gli stessi hanno raggiunto. Per il momento anche quello dell’acqua non ha sortito effetti.
Al momento del referendum tutti sono partecipi ed in prima linea ma poi si iniziano le varie giustificazioni per non procedere a cambiare nulla. Presenta tutti i convenuti spiegando che però manca Hera che ha declinato l’invito e che, oltre a macinare utili notevoli, dovrebbe però essere maggiormente presente in questi momenti di confronto. Il Comune di Meldola ha espreeeo fortemente la sua posizione uscendo dal patto di Sindacato di Hera (nonostante resti azionista come Comune).
E’ stato recentemente approvato un ODG in Consiglio Comunale un ODG per invitare Hera al rispetto dell’esito del referendum.
Il distacco per morosità o comunque perentorio dell’acqua è un argomento da approfondire con Hera per trovare con la stessa una sorta di soluzione che possa salvaguardare le fasce deboli.

Sindaco Balzani Partecipa sia come Presidente dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, spiega che in questa veste appoggia la scelta chiara del Comune di Meldola avendola fatta proprio comune anche nell’Unione di tutti i Sindaci.
Vorrebbe identificare i beni Comuni che vengono prima della politica, del profitto e di altri aspetti. Alcuni servizi pubblici locali, remunerati da tariffa, sono oggettivamente beni comuni gestiti per conto della collettività (acqua – rifiuti ad esempio) ed in cui non è ipotizzabile concorrenza.
Tutto quello che serve per far funzionare questi servizi viene recuperato dalle tariffe e su questi non si deve poter lucrare. Cosa diversa è il Gas o la luce che rientrano nel mercato libero. La multi utility si occupa sia di beni pubblici in senso stretto che del mercato. Avendo Hera la possibilità di gestire questi servizi si avvantaggia inevitabilmente quindi della sua posizione avendo già tutti quali utenti del servizio pubblico anche per allargare poi a gas e luce.
Le reti devono restare in carico al pubblico che poi può essere dato in gestione a qualcun altro. Unica Reti è un caso unico di gestore pubblico che sta partecipando alla gara per le reti del GAS.
Spiega il caso di Imola e di Forlì; Forlì non ha conferito le reti e se le è tenute al contrario di Imola pertanto percentualmente Imola ha una quota di partecipazione in Hera molto maggiore rispetto a Forlì ed ha interessi diversi. Forlì pertanto non ha grossissima voce in capitolo nel Consiglio Di Amministrazione di Hera e pur avendo molti clienti in più rispetto ad Imola il dividendo per cittadino forlivese è molto più basso di quello Imolese e ad Imola è molto più alto essendo meno cittadini e sensibilmente più alto il dividendo proprio in ragione della quota azionaria detenuta. Chiaramente il Sindaco di Imola e quello di Forlì vivono con un interesse “diverso” la partecipazione ad Hera.
I soci pubblici di Hera che hanno più azioni (Imola ad esempio) si comportano come tutti gli altri privati quindi hanno un particolare occhio di riguardo e chiedono utili e dividendi alti e comunque in aumento mentre Forlì, Ferrara, Rimini non hanno lo stesso interesse e pesando poco in CDA fanno più fatica a farsi sentire e far sentire il peso sociale che per loro Hera dovrebbe continuare a privilegiare.
Ci sono strumenti radicali che prevedono la gestione in proprio di certi servizi (esempio si sta cercando di farlo faticosamente con i rifiuti) cercando di creare Società in House che permetterebbero di favorire un indotto locale dato da aziende che ci sarebbero già e sarebbero disponibili già a partire e che, è stato anche già verificato, permetterebbero anche di risparmiare soldi agli utenti rispetto all’attuale gestione.
Sull’acqua, spiega, la struttura per garantire il ciclo dell’acqua c’è già ed è Romagna Acque. Spiega che il costo all’ingrosso dell’acqua che finisce a chi la fornisce (Romagna Acque e la sua/nostra diga di Ridracoli) influisce per 1/5 della bolletta mentre con gli altri altri 4/5 si coprono i costi di hera stessa per la gestione del servizio. La soluzione Romagna Acque (che ha già sia la struttura che le conoscenze che le possibilità di gestire direttamente il ciclo completo dell’acqua, se ci fosse una chiara disponibilità politica a farlo di qui a qualche anno potrebbe essere un soluzione praticabile.
Il Sindaco di Pistoia sta cercando di raccordare altri Comuni per chiedere all’AEEG una nuova formula di calcolo della tariffa che renda più trasparente il prezzo dell’acqua e che nel contempo recepisca quello che è stato l’esito referendario.
Per i distacchi spiega che al Consiglio Regionale in Atersir proprio in questi giorni si è deciso di approvare una norma per la quale è riconosciuta l’erogazione di un minimo vitale per giorno alle famiglie che consenta la sopravvivenza minima delle persone.

Dott. Oddi del Forum nazionale per l’acqua pubblica:
Meriterebbe approfondire il concetto di quali siano i beni pubblici per valutare bene se energia elettrica e Gas rientrino in questa definizione ma per non allargare troppo il discorso concentriamoci sull’acqua. Finalmente, dopo il referendum del 2011 si comincia a ragionare in modo diffuso sul concetto di acqua pubblica e diverse Amministrazioni Pubbliche lo stanno facendo.
Dal 2011 cosa è rimasto della vittoria referendaria. Intanto ha bloccato la completa privatizzazione dell’acqua che prevedeva la completa liberalizzazione entro fine 2011 con il primo dei due referendum quindi un importantissimo obbiettivo è stato raggiunto quindi non è giusto affermare che i due referendum sono stati completamente disattesi. Il secondo ha abrogato la remunerazione del capitale investito e quello giuridicamente era chiaro cosa doveva produrre (dal giorno dopo doveva all’abrogazione ufficiale della legge doveva togliere appunto questa remunerazione). I 27 milioni di cittadini hanno stabilito chiaramente cosa doveva succedere.
Gli oneri finanziari che l’AEEG, ha poco brillantemente stabilito nella rielaborazione e ridefinizione della nuova tariffa in barba al referendum pur abbassandola al 6,4%; questo metodo tariffario è stato impugnato davanti al TAR ed attendiamo fiduciosi perché la difesa delle compagnie si è basata su campagna di sensibilizzazione dei giudici del TAR in merito in merito al fallimento ed al completo sballamento della gestione dell’acqua e non su questioni di merito sull’espressione del ricorso stesso. Si spera che il nuovo Ministro dell’Ambiente (Galletti) che era fervente anti referendario per l’acqua voglia finalmente prendere atto con le sue attività, di quanto i referendum hanno stabilito.
Lo stesso Oddi la scorsa settimana è stato invitato in delegazione ad un’audizione della commissione specifica del Parlamento Europeo per tutta la mattinata del giorno stesso; in questa Commissione, spiega, i presenti hanno prestato attenzione ascoltando le ragioni espresse facendo perfino domande pertinenti e lui stesso è rimasto meravigliato del confronto con quanto invece succede nelle commissioni parlamentari italiane (in cui molti presenti hanno telefonini accesi, leggono giornali, telefonano, ecc. durante il confronto). Al pomeriggio c’è stata audizione aperta con oltre 100 europarlamentari SENZA la presenza di un solo europarlamentare Italiano e dove ha appurato come gli europarlamentari tedeschi e non solo erano ben consci del risultato del referendum italiano.
La battaglia è ancora in corso, nessuno da spazio al comitato dell’acqua sui Media, sulla ri-pubblicizzazione qualcosa si è mosso e oltre a Napoli (che l’ha già vootata e lanciata) anche Palermo, Vicenza, Reggio Emilia si stanno muovendo.
Vedremo cosa combina il nuovo governo anche se i messaggi iniziali sono preoccupanti. Spiega poi che non è così indispensabile che la concessione che le varie amministrazioni hanno sottoscritto con le varie Società per la gestione del servizio idrico non sia così indispensabile che debba concludersi per poter ragionare sulla ri-pubblicizzazione. Dentro il processo di privatizzazione di Hera dopo la fusione con ACEGAS anche Cassa Depositi e Prestiti (che gestisce i Nostri risparmi!) è stata fatta entrare con ben 100 ml.ni di € per le privatizzazioni. Non si potrebbe pensare di prendere i soldi dalla CDP anche per ri-pubblicizzare l’acqua?
Il Movimento per l’acqua ha fatto uno studio per la ri-pubbliciazzione dell’acqua per ACEA fornendolo al Comune di Roma che, autonomamente, non ha nemmeno valutato qualche possibile passo nel senso della ri-pubblicizzazione!
Se si riuscisse a costruire una rete dei Comuni per studiare e fare battaglia politica per la ri-pubbliciazzazione ed anche per coinvolgere CDP alla ri-pubblicizzazione dell’acqua sarebbe un grande passo nelal direzione del rispetto dell’esito referendario.
Sarebbe orami il caso di stabilire il quorum dei referendum non mettendolo in funzione del totale degli aventi diritto, bensì su una percentuale dei votanti alle elezioni politiche visti i numeri spere più flebili dei votanti stessi evidentemente amareggiati di cosa vedono succedere.
Se vogliamo mettere in sicurezza i beni comuni dobbiamo occuparci anche delle forme, dei poteri, e del rispetto della democrazia diretta. Questa battaglia va costruita sul territorio

Peppino Vaienti (21:54 per 15 minuti circa) Cercherà di essere concreto, spiega che l’unico ODG che gli è stato approvato in Consiglio Comunale di tutti quelli presentati è quello relativo alla possibilità di effettuare questo incontro.
È stato bocciato anche l’ODG che salvaguardava sia i morosi che gli “obbedienti civili” ma è stato bocciato in favore di un altro in cui si sono “ovattate” un po’ le forme ed è stata stralciata la salvaguardia di chi effettua la c.d. “obbedienza civile”.
Ha presentato due ODG stamane che porterà anche all’unione dei Comuni e lo legge velocemente in merito a: discussione di legge di iniziativa popolare per poter ri-pubblicizzare la gestione dell’acqua che è stata allegata all’ODG. L’altro ODG è in merito al sistema di remunerazione stabilito dall’AEEG che va apertamente contro l’esito referendario per condannare l’operato di questa Autorità sostanzialmente come ha fatto il Sindaco di Pistoia. Il rischio concreto che stiamo correndo per la piega presa è l’imbarbarimento della Società che, se non vedrà riconosciute le ragioni dei 27 milioni di elettori che si sono espressi proprio nel senso della ri-pubblicizzazione potrebbe veramente perdere la fiducia nel sistema quindi occorre muoversi in questa direzione.

Ass.re Russomanno: ringrazia per potersi esprimere. Hera è diventato un gruppo che, inizialmente nato con motivazione Sociale, si è poi si trasformato in un interlocutore difficilmente avvicinabile e poco incline all’ascolto dei problemi del territorio. Elogia la presenza di Balzani e sottoscrive quanto lo stesso ha già spiegato in merito ai concetti della salvaguardia e della ri-pubblicizzazione dell’acqua. Spiega che l’Amministrazione Comunale di Meldola sull’aspetto delicato dei distacchi per morosità si è espressa chiaramente e per puntualità legge l’ODG che è stato approvato in Consiglio Comunale.
Non gli competono valutazioni sull’operato delle Amministrazioni in merito a quanto possano fare per la pubblicizzazione ritenendo che Balzani abbia già spiegato nel merito questo discorso.
Siccome compie 60 anni (quanta acqua sotto i ponti ha visto passare … :-)) ed ha anche assistito alla nascita di Hera ritiene che quando la stessa è stata creata è stata salutata con enfasi e appoggio dal mondo economico, imprenditoriale, politico, delle rappresentanze e tutti questi erano assolutamente entusiasti. Ora invece le percezioni sono diverse e variegate, se Hera è diventata Frankenstein (sfuggito alle mani del creatore) è anche per come è stata lasciata evolvere senza precisi confini. Spera che nel futuro, al di la delle vicende giuridiche, solo un grande patto ed un grande sforzo di tutte le comunità possano ri-ragionare insieme i limiti di Hera.

IMG_6600Dopo un iniziale battibecco tra Pino e il Sindaco Zattini viene lasciata la possibilità di interventi dai convenuti, in sintesi:
Il Sindaco Balzani spiega che non è stata intrapresa una strada irreversibile in merito al percorso avviato sui rifiuti quindi alle prossime amministrazioni il compito di percorrere ed avviare una via, fra 5 anni, si potrà certamente definire irreversibile.
Gli obbedienti civili non sono stati considerati e addirittura a Forlì gli ODG sono stati ritirati per problemi di “posizione” dei vari Consiglieri comunali nel rispetto delle leggi vigenti (soprattutto in merito agli obbedienti civili) e comunque mentre a Forlì è stato ritirato l’ODG sugli stacchi a Meldola è passato pur se rimaneggiato. Fa uno strano discorso sulla posizione dei 27 milioni che hanno votato al referendum una volta e che andrebbero “mantenuti” nel tempo che sinceramente mi ha alquanto meravigliato e comunque ritiene che quanto è stato votato in Atersir circa il minimo vitale di acqua da garantire anche in presenza di stacchi sia già immediatamente operativo e auspica che già i prossimi distacchi per morosità siano regolati da questa norma.

Un grazie a Pino ed all’Amministrazione Comunale e al Forum e Comitato Acqua Pubblica che la serata l’hanno fermamente voluta e ci hanno creduto fino alla fine per la perfetta riuscita della stessa e per gli interventi di spessore che si sono susseguiti e peccato per chi si deve accontentare di questo resoconto di cui mi scuso fin da ora per le inesattezze e a cui comunque seguiranno le riprese che il buon Massimo ci metterà disponibili quanto prima.

Saluti radiosi

4 pensieri riguardo “Resoconto serata: Quale Acqua dopo il referendum?

  1. Bravo Massimo, vedo dalla foto tanta gente nuova che mai ha partecipato ai numerosi incontri sul'” ACQUA”, non sarà che a breve anche a Meldola si vota? (dopo un pomeriggio da nonno non ero nella condizione idi essere con voi, ma vi seguo sempre)

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  2. Grande resoconto per una grande battaglia!
    Bravo Romeo!
    Salut

    P.S. se ricordo bene la percentuale azionistica di Hera in possesso di Imola è del 7% contro l’ 1,6% di Forlì (per chi interessa…).

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