Centrale a biomasse a Fratta Terme, iter e nascita del Comitato

Sala  stracolma ieri sera con oltre 150 persone, per me.
Introduzione rapidissima:
Si sta cercando di capire a che punto è arrivato l’iter autorizzativo per questa nuova centrale prevista nella strada che porta al maneggio La Fabrona. Un dato di fatto è che il 20 marzo la Provincia ha scritto alla proprietà di ottenere copia del titolo di proprietà come passo necessario per riuscire a chiudere ed approvare definitivamente la cosa.

Sindaco:
Non si pensa di bruciare alcunché ma solo produrre energia con la biodigestione.
Su questo tipo di impianti per legge è titolata la conferenza dei servizi della Provincia, il Sindaco ha espresso la sua contrarietà fino a Roma ed a più riprese.
Spiega che per le asfaltature di diverse vie del comprensorio di fratta (Via Sonsa, Loreta, centro di Fratta, ecc) si sono recentemente spesi 700.000€
Può succedere che una autobotte da 200 q.li (previste per il trasporto in centrale delle materie prime) potrebbe rovesciarsi e andare in sorgente così da rendere irrecuperabile le fonti termali e questa assieme alle strade assolutamente inadeguate è il principale motivo della sua opposizione.
L’opera costerebbe circa oltre 6 milioni di euro. Chi vuole realizzarla non ha saputo rispondere sul perché proprio in quella posizione, in una zona peraltro anche a basso rischio di frana (e non nullo!)
L’allevamento di maiali fra Bidentina e fiume nella tratta tra i 4 palazzi e la Para è stata costretta a riattivare un suo bio-digestore e non si capisce perché non congegnare tutta la centrale proprio in quel punto
Incontrerà gli avvocati a breve per stabilire come impugnare la delibera nata dalla Presidenza del Consiglio chiedendone la sospensiva, gradirebbe poter avere in quell’occasione anche il comitato cittadino per parlarne insieme.
La centrale prevede circa 53 tonnellate al giorno di cui 2/3 liquami-pollina e letame che sono, vista la localizzazione, per il 90% esterni al territorio locale (Casemurate e la vallata del bidente dovrebbero essere i principali “fornitori” di materia prima), solo il 10% circa è di origine vegetale.
L’azienda non ha ancora la proprietà dell’area (serve 1 ettaro di terreno…) ma solo un preliminare, poche sere fa un tecnico della proprietà è andato in comune ma non è riuscito a far capire in cosa consiste e come si presenterà l’opera.

Ora è il momento dei cittadini:
Via Tro Meldola ha il limite dei 30 km/h, ci si augura che non venga ritoccato per questi transiti che renderebbero tutta la zona insicura; il Rio Salso ha già una salinità che rende inutilizzabile l’acqua per l’irrigazione spiega un agricoltore proprio posto lungo l’area … verso dove si andrà con anche questo impianto che rigetta.
Perché non creare un parco per annullare il rischio di localizzazione di questo impianto. Non esistono fognature quindi gli scarichi di questa azienda dove andrebbero?
Sul territorio 3 anni fa si era progettato un campo da golf e come mai un cambio di destinazione di questo tipo che salta fuori solo ora che tanti enti alla conferenza di servizi hanno detto di si?
L’avvio dei lavori quando è previsto? L’azione legale blocca l’inizio lavori? Si riesce ad organizzare un incontro con ARPA, Provincia e tutti gli altri enti e magari anche la proprietà per riuscire a confrontarsi con loro.
L’inquinamento non è solo quello dei camion ma anche quello ambientale anche se il pare che il biodigestore non produca polveri sottili né diossina.
Nives del ristorante Brocca chiede di interessare anche l’unione dei Comuni, nessuno ha avvisato il Sindaco di Meldola dell’incontro, come mai?
Sauro Turroni dei Verdi spiega che è importante la battaglia per mantenere viva Fratta e spiega un po’ l’iter autorizzativo e le modalità di autorizzazione: gli Impianti richiesti e autorizzati dalla Provincia per il tramite di conferenze dei servizi. Alcuni soggetti all’interno di questa conferenza dei Servizi hanno il diritto di veto (Comune, Sovrintendenza, Ministero della Salute, ecc.) altri invece no. Nel verbale conclusivo di questa conferenza dei Servizi se chi ha il potere di veto lo usa (come in questo caso per il Comune di Bertinoro) tutto viene passato al Consiglio dei Ministri a Roma al che deve decidere e pronunciarsi. Secondo quanto ha letto probabilmente ci sono delle probabili lacune in questo iter. Per affrontare le battaglie si dovranno fare anche delle spese per impugnare il processo quindi è meglio prepararsi al peggio. È importante che si costituisca il comitato per presentare ricorso, fondamentale che in questo Comitato ci sia inserito anche chi vive attorno ed è danneggiato direttamente (hanno un peso molto maggiore anche affinchè il ricorso venga accettato dal TAR). La conferenza dei servizi è portata a dire quasi sempre di si perché potrebbe essere chiamata a rifondere dei danni dai richiedenti. Se dici di no devi anche dare delle alternative pertanto serve, per cercare di superare i tanti problemi che si possono avere, anche proporre qualche altra alternativa localizzazione.
Un Consigliere d’opposizione spiega che l’UT del Comune di Bertinoro ha già espresso parere favorevole individuando una viabilità alternativa in Via Maestrina, via ausa, via Polenta nuova, ecc. Spiega anche che l’incontro pubblico per estendere alla cittadinanza la conoscenza di questo progetto è stato da loro richiesto poche settimane fa e che era stato chiesto anche l’intervento della proprietà e di rappresentanti dell’ARPA e della Provincia … 1 anno e mezzo fa è stata fatta una variante agli strumenti urbanistici ed è stato inserito un comma sulla biomassa ed in quell’occasione il progetto, che era già stato presentato, ma nessuno ha messo al corrente il Consiglio Comunale … siamo in ritardo. Loro avevano
Laura Stradaroli, direttrice di una rivista di bioarchitettura di nome Domus Aurea: le centrali di questo genere sono necessarie perché siamo in crisi di energia, la Comunità Europea elargisce finanziamenti a chi ha terreni e possibilità per riuscire a creare delle centrali come queste. Il problema di una centrale come questa non è solo costruirla ma chi la gestirà dopo, chi controllerà i rischi ambientali che ne deriveranno inevitabilmente, chi sistemerà le strade che si sfracelleranno poco dopo. Spiega che nonostante diversi comunicati stampa mandati ai giornali locali su questo argomento nessuno ne ha pubblicati.
Arch. Mambelli (Dirigente comunale): sulle strade Il Consiglio Dei Ministri ha chiesto alla Provincia di Forlì di convocare il Comune per capire se c’erano problemi di incolumità pubblica nelle strade ed un precedente dirigente della viabilità ha dato delle viabilità alternative che pur sono piuttosto impraticabili per dei mezzi da 200 q.li e forse è nato da qui l’incomprensione che pare aver fatto esprimere il Consiglio dei Ministri in maniera positiva rispetto all’opera proprio perchè riteneva che l’iniziale obiezione del Sindaco con questa viabilità alternativa fornita dal Comune fosse superata.

Sindaco
spiega che la legge in Italia incredibilmente tutela l’acqua potabile e non quella termale, legge la missiva inviata a Roma recentemente, spiega che non c’è alcuna richiesta di concessione edilizia quindi i lavori non possono partire.
Rispiega che tutti gli enti hanno già dato parere favorevole (ARPA, AUSL, ecc.), l’unico che ha detto no è il Sindaco del Comune di Bertinoro pertanto il rischio di richiesta di danni è tutto in capo alla sua persona fisica.
Il progetto è stato presentato ad aprile 2013 dopo una iniziale presentazione di altro progetto che loro stessi hanno ritirato prima. Sempre il Sindaco invita a informarsi con l’arch. Brighi Gianfranca che sta aspettando da diversi mesi una chiamata dal presidente della cooperativa (proprietaria che vorrebbe costruire la centrale) con cui sono state fatte valutazioni per altre possibili localizzazioni della centrale che hanno già visto insieme in altri territori e che il Presidente stesso doveva valutare. Questi impianti sono solitamente collocati vicino ad allevamenti esistenti e proprio non si spiega perché in questo posto.

Alle 23:30 ancora si resisteva, si raccoglievano le adesioni al Comitato e si continuava a parlare a capannelli … COMPLIMENTI a tutti, ci si è fatta un’idea delle condizioni in cui versa l’Italia …

Saluti radiosi

AGGIORNAMENTO DEL 21 APRILE:

Ricevo e metto a disposizione:

Relazioni Procedimento_UNICO

Piano Veicolare e Analisi dei Flussi

Risposta Presidenza Consiglio Dei Ministri

18 pensieri riguardo “Centrale a biomasse a Fratta Terme, iter e nascita del Comitato

  1. grande romeo , anch’io voglio fer parte del comitato . sai se incotreranno ancora ? quello che mi sembra strano è la percentuale di vegetali al 10% . quando anni fa si discuteva di queste centrali la perc. di vegetali era sul 70% circa . da un calcolo approsimativo io e pino stimammo che la quantità di terreno che veniva impiegata per rifornire la centrale sarebbe stata più efficiente se tappezzata di pannelli fotovoltaici . sarà cambiata la tecnologia ? o come al solito le magagne verranno fuori a cose fatte ?

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  2. Mi sono iscritto in un foglio, dentro ci sono sia Castellet che l’Elena del Cuculo quindi riusciremo a rimanere aggiornati … appena si ahnno riferimenti te li do così ti puoi iscrivere.
    Sinceramente su quelle percentuali mi si rivoltano le budella … anche perchè con el parole ci fregano … come sempre …
    Per me una riunione più tecnica per spiegare al meglio la tipologia esatta di centrale che si vuole realizzare e l’area di attingimento della materia prima è il prossimo passo per iniziare a consapevolizzare cosa sta succedendo.

    Grazie Giuseppe!

    Saluti radiosi

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  3. Una centrale a biomasse sarà anche meglio di una a carbone ma…. alla Fratta? sulla strada per la Fabrona??? Impianti simili devono essere realizzati nei luoghi in cui si trovano le materie ( gli scarti)che faranno da combustibile, quindi proporzionati e non bisognosi di TIR che scorrazzano per le stadine di campagna, giusto l’esempio Dell allevamento della Para.

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  4. Scusate ma qui non è che una centrale è meno peggio dell’ altra.
    Il problema principale è che non si deve fare punto.
    Inoltre è importante che quel comitato prenda le dovute informazioni (non dai politici-patito che ho letto erono presenti…siamo in campagna elettorale in tutto il teritorio forlivese e la Fratta è nel territorio forlivese anche se non si vota a Bertinoro.
    Quindi bisogna vedere il problema spaziando e allargandosi alla società civile e agli altri comitati presenti nel territorio. Solo così si socializzano i reali problemi creando una grande massa sociale che si oppone a tutto ciò che è contro al bene comune e contro le lobby di potere.
    Marilena

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  5. Ciao a tutti
    Per adesioni domani sabato 21 aprile
    Presso la Proloco di Fratta Terme
    Cercero di tenervi aggiornati
    A breve con Elena del Cuculo faremo un sito dove attingere info
    Ho ricevuto il progetto che sulla carta sembra una figata pazzesca….
    Se poi si legge come sono messi gli abitanti vicine alle centrali installate la cosa sembra meno figa….
    Se mi dite come fare lo pubblico
    E un pdf
    Grazie
    Grazie maurizio

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  6. x marilena perchè non si devono fare la centrali punto ? si tratta di convogliare metano in una turbina invece che disperderlo , è una pratica che si fa da parecchi anni ed è eco-compatibile . il problema è come e dove viene fatta e chi ne beneficia. ,

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  7. Caro Giuseppe,
    ho letto il verbale ed ho anche sentito persone che erono presenti all’ incontro. Non so se sia così come è stato descritto dai politici/partiti che erono presenti ed è per questo mi sono espressa in quel modo.
    Dal verbale il Sindaco dice: Non si pensa di bruciare alcunché ma solo produrre energia con la biodigestione…
    Mi chiedo perchè il Sindaco non ha informato lui in prima persona i cittadini convocando incontri spiegando il progetto e fornendo la documentazione ai cittadini del Comune di Bertinoro e dei comuni limitrofi?
    Visto che non si è verificato ti confido che non mi convince subito il tutto…
    penso sia importante “vederci bene” e non lasciare in mano il tutto ai partiti, visto che erono presenti rappresentanti di partito…
    Spero essere stata esaustiva.
    Marilena

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  8. Pubblicato in fondo la documentazione che gentilmente Maurizio ha messo a disposizione … molto interessante … e da approfondire 🙂

    Io sinceramente penso che si debba leggere con attenzione perchè di fatto i liquami e le deiezioni degli allevamenti (foinchè non diventiamo tutti vegetariani…) in qualche modo occorre smaltirli, ricordo ancora andando alla Fratta quando passavi e rimanevi ammorbato dalla puzza dei liquami che venivano spruzzati sui terreni di fronte … non penso che quel sistema avesse impatto ambientale nullo, un analisi di altri sistemi è da fare … l’importante è che non piova dall’alto già decisa!

    Saluti radiosi

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  9. Vi sono molti aspetti e molti interessi, la storia parte da lontano, gli impianti avicoli nel nostro territorio sono sempre stati presenti e per gli allevatori la gestione dello smaltimento della pollina è stato un costo se si pensa ai trasporti e ai requisiti da rispettare per la sua gestione. Come sempre il problema è legato all’intensività, piccoli allevamenti in aziende che hanno la possibilità di gestire le deiezioni animali per la fertilizzazione dei terreni nel rispetto dei requisiti di legge vedono nelle deiezioni una risorsa non un rifiuto; ma questa non è la situazione attuale. Il biogas potrebbe essere una risorsa, ricordo che già una trentina di anni fa si vedevano i modellini alla fiera avicola di Forlì per produrre energia per il proprio allevamento ma è impensabile veder girare grandi camion pieni di liquami per quelle piccole strade; i benefici di pochi non possono superare i rischi di tanti.
    I progetti dovrebbero essere pubblicizzati e condivisi con la popolazione quando le scelte hanno ricadute su di essa, i pareri dei vari enti sono per quanto di loro competenza ma è la visione di insieme che diventa sostanziale ed è essenziale fornire questa visione a noi cittadini ed è per questo che ti ringrazio Romeo perché io non sapevo di questo progetto.
    Dato per assodato che non si possono nemmeno immaginare i passaggi dei camion pieni di liquami per quelle strade (il turismo termale avrà vita breve) le proposte alternative quali sarebbero? Nessuno vorrebbe vedersi passare i camion vicino a casa e nemmeno vorrebbe che si spandesse la pollina in zone a rischio; mi chiedo se i risultati economici rifonderebbero anche i cittadini che vedrebbero svalutare i loro immobili e le loro attività o i comuni per garantire ad esempio il rifacimento dei manti stradali. Mi preoccupano anche altri aspetti, non ultimo il rischio frane (essendo liquida la pollina in una frana non sarebbe contenibile) e quello dei volumi degli scarti, delle loro caratteristiche e della loro destinazione.
    Mi piacerebbe sapere se vi sono per tali centrali dei fondi europei o degli incentivi e a chi sono destinati (spero non solo alle aziende).
    Grazie Romeo per essere sempre attento e presente in tutto quello che ci circonda.
    Silvia

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  10. Ho visto i documenti allegati.
    Si capiscono più aspetti, il problema della pollina liquida non è presente ma vi sono altri liquami.
    Come tutti i progetti è ben dettagliato, la tecnologia per quanto mi riguarda non è in discussione ma lo è forse il contesto in cui viene ad essere realizzata.
    Silvia

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  11. Grande Silvia!
    Quante belle domande per un prossimo incontro del Comitato!
    Io ad esempio sapevo che con la mole di antibiotici e medicinali che si danno agli animali e che finiscono nelle deiezioni non sempre è così facile la fermetazione e la creazione del metano e poi va capito anche se la fermentazione stessa è aerobica o anerobica (leggerò anche io gli allegati e magari c’è già la risposta…) … c’è un pò di “puzza” di differenza tra le due … e in quella valle (ma non solo) la puzza è importante come insegnano le acque termali sulfuree 🙂

    Saluti radiosi

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  12. Maurizio, sarebbe bene cercare di creare una mailing list con tutte le email raccolte, se avete bisogno posso darvi una mano a crearla e gestirla … almeno quella so farla 🙂
    Saluti radiosi

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  13. Ciao a tutti oltre al blog esiste una pagina fb. No biogas a Fratta T
    Ho pubblicato e sto cercando di diffondere l invito per domani sera
    sala parrocchiale della Fratta. Via loreta
    E aperto a tutti, e abbiamo invitato il presidente e il resp tecnico dell unione di comitati dell emilia romagna, oltre al sindaco. Quindi ci sarà la possibilita di avere le risposte alle Vs osservazioni.
    Ho letto a tratti i commenti
    Vi assicuro che da quello che ho raccolto, e domani lo spiegheranno, di Bio ed Eco nn c e nulla. Come al solito si cavalca l opportunita , solo per interessi di loschi figuri.
    Domani entreremo nel dettagli di cosa significa una centrale del genere alla fratta, e le azioni che il comitato dei cittadini ,di cui faccio parte intende portare aventi.
    Vi aspettiamo….difondete…diffondete…..e grazie

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  14. grazie per il resoconto, è molto importante conservare quello che si è detto e si propone di fare. Faccio una precisazione : sono intervenuto come cittadino di Bertinoro, risiedo qui da 8 anni, e non come Verde: Ho detto pubblicamente che metto a disposizione del Comitato la mia competenza e professionalità in materia ambientale e pertanto è preferibile che non mi iscriva nel caso debba fare qualche perizia o documento tecnico a sostegno delle azioni legali di Comitato o Comune.

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