INQUINAMENTO ED EPIGENETICA: impatto su tumori ed altre patologie dell’infanzia

Una conferenza molto tecnica e per addetti ai lavori: la quasi totalità dei presenti (poco meno di un centinaio di persone) erano medici di base e pediatri (ho notato con piacere la presenza dei pediatri meldolesi). Riassumere quanto detto dai 7 relatori in 4 ore di conferenza è un pò difficile. Comunque provo a renderla un pò più digeribile, sperando di non risultare comunque troppo “pesante”.

Il dott. TIMONCINI, pediatra della provincia di Forlì-Cesena, ha dettto che nella vita di tutti i giorni noi, ma soprattutto i nostri bambini, veniamo a contatto con giocattoli, accessori vari, strumenti in plastica che contengono ritardanti di fiamma, bisfenolo, ftalati. Questi materiali che tecnicamente vengono definiti “interferenti endocrini” influenzano negativamente sviluppo, crescita, riproduzione e comportamento dei nostri bambini. Quindi più ci si sta alla larga e meglio è per la salute di tutti.

Il dott. BURGIO, pediatra che da anni si occupa degli effetti dell’inquinamento ambientale sulla salute umana ed in particolare su quella dei bambini, pur essendo stato il più specialistico di tutti, ha sostanzialmente detto che sono in aumento nei bimbi patologie come obesità, diabete, autismo, allergie, malattie autoimmuni e cancro. Quali le cause? Il dottore sostiene che il 100% delle malattie derivano dall’interazione tra genetica e fattori ambientali. E tra questi ci sono: un cancerogeno certo come il benzene (ma chi l’avrebbe mai detto!!!), probabili cancerogeni come i campi elettromagnetici (ma pensa te), tossici come metalli pesanti che tutti insieme e con la correlazione di altri fattori inquinanti, anche a piccole dosi possono interferire e marcare il nostro genoma.

Del dott. PAOLUCCI, ordinario pediatra presso l’università di Modena – Reggio Emilia, ricordo la sua dichiarazione iniziale (con la quale diceva di non avere conflitti di interesse con gli argomenti trattati durante il suo intervento… mah) e che le ricerche svolte fino ad ora non hanno fornito dati sufficienti che dimostrano l’interazione tra malattie dei bambini e inquinamento ambientale.

La dott.ssa MOSCHETTI dell’associazione culturale pediatri di Puglia e Basilicata, ha spiegato la situazione dell’inquinamento di Taranto. Oltre a farci vedere tutti i grafici che evidenziano i livelli di inquinamento delle varie sostanze e alcune testimonianze fotografiche di ciò che chiedono i bambini o i genitori di Taranto (altro che disegni dei nostri della scuola elementare) la cosa più sconcertante è che secondo uno studio probabilistico della Regione Puglia, pur attuando tute le prescirizoni previste dall’AIA rilasciata dal Governo (in contrasto con le decisioni dei giudici di Taranto) che comunque sono ancora in alto mare, l’attività siderurgica dell’ILVA continuerà ad inquinare e a far ammalare gli abitanti di Taranto. Ma solo un pò meno rispetto a quelli che muoiono o si ammalano ora.

Il dott. BERNASCONI, direttore della clinica pediatrica dell’Università di Parma, seppur richiamando il cosiddetto “principio di precauzione” ha dichiarato sostanzialmente che vi sono controversie sull’impatto sulla salute degli interferenti endocrini e che ci sono studi contraddittori sulla loro influenza sulle malattie.

La dott.ssa GENTILINI ha evidenziato come i vari contaminanti ambientali ed in particolare i pesticidi, entrano nella nostra catena alimentare (cibo, acqua,ecc.) al punto da inquinare il latte materno. Tutto ciò, con la consapevolezza che, seppur inquinato, il latte materno rappresenta il miglior alimento per la crescita dei primi mesi di vita del bambino. A proposito dell’inquinamento delle acque, in Italia secondo un rapporto dell’ISPRA del 2010 il 55% di quelle superficiali e il 28% delle acque sotterranee è inquinato con la presenza di 166 tipologie di pesticidi (a fronte dei 118 del 2008, sic….). Sono stati mostrati i risultati di uno studio sulla ricaduta delle diossine che è stato svolto a Coriano. La GENTILINI inoltre ha tenuto a precisare che la letteratura scientifica dimostra chiaramente che c’è una correlazione tra tumori e inquinamento ambientale.

Infine ha parlato il dott. MASERA che ha trattato l’importanza dell’impatto psicologico di una malattia tumorale sui bambini e sugli adulti. Inoltre ha evidenziato l’importanza che riveste il processo di guarigione, per fortuna sempre più crescente per le patologie che riguardano i bambini. A metà di questo intervento, visto che erano le 12.25 ho pensato di tornare a casa.

Salutoooo

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3 pensieri riguardo “INQUINAMENTO ED EPIGENETICA: impatto su tumori ed altre patologie dell’infanzia

  1. Complimenti Massimo,
    hai reso perfettamente l’idea.
    hai confermato ancora di più in me che i “valori di legge” per talune sostanze sono puramente placebo per le menti. Ci si nasconde sui parametri di legge per giustificare ogni possibile disastro ambientale.
    C’è poco da fare, la sicurezza ambientale, dei cibi, dell’acqua è qualcosa che ci vede TUTTI coinvolti senza eccezioni. Finchè non realizzeremo che dovunque ci sono ILVA, compreso nei negozi di giocattoli, ed inizieremo tutti ad interessarci attivamente approfondendo ogni singolo argomento non usciremo mai dal meccanismo vorticoso che ci rende “pazienti” in tutti i sensi.
    Io sogno un paese in cui a gruppi di tre/quattro persone si approfondisce un argomento che ci caratterizza tutti: giochi per bambini, articoli per infanzia, inquinamento da automobili, inquinamento da anticrittogramici e veleni, rischi idrogeologici (ieri mentre Monia mi raccontava della bomba d’acqua che aveva reso venerdì scorso la via Aldo Moro un torrente ero sconcertato…), ecc. e poi ci si ritrova in teatro a discuterne tutti insieme magari con un moderatore degno di tale nome per decidere cosa e dove ulteriormente approfondire per creare semplicemente la consapevolezza che siamo cittadini del mondo e non dobbiamo chiuderci a riccio nelle nostre false certezze di vivere in un’isola felice.
    Ancora grazie infinite Massimo!
    Saluti radiosi

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  2. un plauso al cronista ….
    io non credo che nel nostro paese ci sia la forza per intraprendere il percorso che tu sogni , abbiamo poco tempo e poca professionalità per comprendere e per divulgare concetti che partono da nozioni molto complicate . ma per fortuna in giro per l’italia ci sono persone che sanno e che sono felici di condividere anche con noi . l’idea di trovarsi e di discutere sai che mi trova d’accordo . se vogliamo organizzare non sarà impossibile , il più è coinvolgere , vero massimo

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  3. grazie Massimo.
    ….una strada tutta in salita !
    ma qui (in Italia)si pensa solo a cementificare e fare delle strade e l’acqua ci travolge e l’inquinamento ci uccide.

    ciao

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