Ecomostro fotovoltaico in zona Dozza/San Lorenzo

Letto ieri in un volantino sul quotidiano che acquisto … chiesto a Pino che mi ha girato il frutto di una sua ricerca … un pò meravigliato … vediamo se si prenderanno provvedimenti e quali.

 

L’ECOMOSTRO FOTOVOLTAICO NON POTEVA ESSERE COSTRUITO

Il sottoscritto consigliere comunale Pino Vaienti nel Consiglio Comunale del 30/01/2014 ha presentato un Ordine del Giorno col quale chiedeva sulla base di quale decreto o regolamento era stato concesso il 18/11/2010 il permesso di costruire il campo fotovoltaico in zona Dozza/San Lorenzo in seguito alla richiesta presentata in data 16/03/2010 dal Presidente dell’Istituto Diocesano Sostentamento del Clero proprietario del terreno agricolo, richiesta volturata in data 16/11/2010 alla società ENERGIA NAVALE S.R.L. L’ O.d.G. è stato respinto come tale dal Sindaco nel C.C. del 28/03/2014. La stessa sorte ha subito l’ O.d.G. con fomulazione più precisa presentato per l’ultimo C.C. del 28/04/2014.
La risposta alla richiesta di chiarimenti sulla concessione del permesso di costruire è stata data soltanto 6 ore prima dell’ultimo C.C.
Dal 30/01/2014 ( giorno della richiesta di chiarimenti ) al 28/04/2014 sono trascorsi ben 88 giorni!!
Tutto ciò non può non essere interpretato, come minimo, non solo come grave trascuratezza del Dirigente dell’Area Tecnica, ma anche come pesante disinteresse del Sindaco, nonostante i ripetuti interventi del sottoscritto presso il Segretario Comunale che ha convenuto sull’eccessivo ritardo ed ha, a più riprese, sollecitato il Dirigente dell’Area Tecnica perchè desse risposta.
Il comportamento dei responsabili di quanto avvenuto denota mancanza del dovuto rispetto nei confronti del sottoscritto, nell’esercizio dei suoi diritti/doveri di consigliere comunale, e quindi anche nei confronti del Consiglio Comunale tutto.

Entrando nel merito del permesso di costruire l’impianto fotovoltaico si fa presente che la legislazione vigente al momento della presentazione della domanda e cioè il 16/03/2010 per gli impianti ubicati in zona agricola (vedi comma 7 dell’art.12del D.Lgs.387 del 29 dicembre 2003 ) non prevedeva affatto “più genericamente un richiamo “alle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo..”( come sostiene erroneamente il Dirigente dell’area tecnica ), bensì imponeva: “Nell’ubicazione si dovrà tener conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo,..”
Crea inoltre stupore l’affermazione finale della risposta del Dirigente: “il rispetto dei requisiti richiamati dal regolamento per l’autorizzazione a tale tipologia di impianto non poteva essere condizione per un eventuale diniego dell’autorizzazione.”
Anche insistendo nel fare riferimento soltanto al Decreto Legislativo 387, non essendo l’impianto di proprietà di un’azienda agricola e non essendo “a sostegno nel settore agricolo”,come imposto da esso, non poteva essere concessa l’autorizzazione a costruirlo.

Inoltre il Dirigente, nell’affermare che l’autorizzazione non poteva essere sottoposta al Regolamento Comunale perchè di data successiva alla presentazione della richiesta del Permesso di Costruire il 16/03/2010, non ha tenuto presente che in tale data vigeva non solo il Decreto 387 del 2003 ma anche una normativa successiva ad esso, articolata e dettagliata in materia di impianti fotovoltaici a sostegno del settore agricolo, e precisamente la Circolare n.32/E dell’Agenzia delle Entrate del 6/7/2009, la quale richiamava la nota prot.3896 del 27/7/2008 del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali. Sulla base di tale normativa il permesso di costruire l’impianto fotovoltaico non poteva essere concesso.
Il Regolamento Comunale è stato scritto avendo come riferimento base la normativa sopra citata, anzi l’ha riportata integralmente. Pertanto,dal punto di vista del rispetto della antecedenza e della successione temporale delle norme di riferimento, il richiamo al Regolamento Comunale è corretto. Non lo è per quanto riguarda la concessione del Permesso di Costruire. Quindi il permesso è illegittimo. A dimostrazione di quanto sopra asserito si riporta qui di seguito parte dalla pagina 3 del Regolamento Comunale per l’installazione degli impianti fotovoltaici:
“c) entro il limite di 1 MW per azienda, per ogni 10 KW di potenza installata eccedente il limite di 200 KW, l’imprenditore deve dimostrare di detenere almeno 1 ettaro di terreno utilizzato per l’attività agricola.” Tale punto è perfettamente coincidente con quello corrispondente della Circolare n.32/E.

Da quanto prescritto al punto c) consegue: 1000 KW – 200 KW = 800 KW: 10 = 80 ettari dedicati ad attività agricola. L’area in oggetto non comprende tale superficie, essendo essa di appena ettari 3,are 14,ca 45. Quindi il permesso di costruire non poteva essere concesso.

Stupisce che il Sindaco, gli Assessori all’Ambiente ed all’Urbanistica non si siano accorti dell’errore. Su quanto avvenuto il Sindaco e l’intera giunta portano piena responsabilità politica.
Per quale motivo il Sindaco, avendo affermato al sottoscritto durante l’incontro del 28/04/2014 che condivideva la relazione del dirigente dell’Area Tecnica sull’autorizzazione a costruire l’impianto, non ha confermato questa posizione la sera in Consiglio Comunale, ma è rimasto muto insieme con i suoi assessori in un “silenzio assordante”? La riposta all’interrogazione era dovuta.
Il motivo, a parere del sottoscritto, è il seguente: se avesse risposto sarebbe stato ulteriormente coinvolto nella gravità dell’accaduto.

Per rimediare all’errore della concessione del permesso di costruire l’impianto il sottoscritto consigliere chiede che il Sindaco dia mandato all’attuale Dirigente dell’Area Tecnica, Opere Pubbliche,Gestione e Programmazione del Territorio per avviare la procedura che imponga di porre riparo all’eventuale danno causato, fino all’eventuale smantellamento dell’impianto fotovoltaico di proprietà della società ENERGIA NAVALE S:R.L.,secondo la normativa e la legislazione vigenti.

Meldola 10/04/ 2014 Pino Vaienti consigliere comunale-SEL Meldola

 Saluti radiosi

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7 pensieri riguardo “Ecomostro fotovoltaico in zona Dozza/San Lorenzo

  1. Bravo Pino!!!
    Sei l’unico che si sbatte veramente e fuori dai soliti giochini fa veramente opposizione (e informazione) in consiglio comunale.
    Mentre il P-artito D-issolto…

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  2. In riferimento alle affermazioni del consigliere comunale Pino Vaienti sull’ecomostro fotovoltaico, è assolutamente necessario fare le dovute precisazioni: in primo luogo, ribadiamo che l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto fotovoltaico in zona Dozza/San Lorenzo è un atto prettamente amministrativo, regolato da leggi nazionali e regionali.
    In secondo luogo, scendendo nel merito dell’autorizzazione a costruire l’impianto, precisiamo che essa, contrariamente a quanto asserito da Vaienti, è stata rilasciata in conformità alla legge nazionale vigente al momento della richiesta; la legge regionale, da lui richiamata, è, invece, successiva ed, ovviamente, non può avere potere retroattivo.
    La conformità dell’autorizzazione dell’impianto fotovoltaico è stata illustrata e relazionata ampiamente al consigliere Vaienti, dopo essere stata sottoposta al parere dell’attuale dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale.
    E’ nostra intenzione segnalare all’Autorità competente le affermazioni fatte da Vaienti (come avrebbe dovuto fare lui stesso), riservandoci, a tutela degli uffici, dell’Amministrazione e dei soggetti interessati, ogni azione conseguente, una volta accertata la verità.
    Il Sindaco e l’Assessore Giunchi Ermano

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  3. Ambasciatore non porta pena … pubblico la risposta di Pino che mi dice aver mandato anche ai quotidiani … lui non ha dimestichezza con i blog … 🙂

    Grazie a Ermano per aver risposto … mi spiace che la prima interlocuzione su Meldolesi.net sia di questo tenore ma sono contento che ci sia stata e speriamo che sia solo l’inizio 🙂
    Saluti radiosi

    RISPOSTA AL SINDACO E ALL’ASSESSORE ERMANNO GIUNCHI
    SULL’ ECOMOSTRO FOTOVOLTAICO

    Caro Sindaco e caro Assessore Ermanno Giunchi,

    con riferimento alla vostra comunicazione apparsa nella pagina fb Meldolesi. net e nella stampa di oggi, faccio presente che nel volantino-documento del 10/05/2014, in relazione con la domanda di costruire l’impianto fotovoltaico di Zona Dozza/San Lorenzo presentata in data 16/3/2010 dal Presidente dell’ Istituto Diocesano Sostentamento del Clero allora proprietario del terreno agricolo, io ho fatto rigoroso riferimento alle norme di legge vigenti al momento della presentazione della domanda, e cioè al D.Lgs. 387 del 29/12/2003, art.12,comma 7 ed alla Circolare n. 32/E dell’ Agenzia delle Entrate del 6/7/2009 ed annessa nota prot.3896 del 27/07/2008 del Ministero Agricoltura e Foreste, che non consentivano il permesso di costruire, perchè l’impianto non era e non è nè “connesso”, nè a sostegno di alcuna attività agricola. E non valorizza in alcun modo le tradizioni agroalimentari locali, non tutela la biodiversità, così come il patrimonio culturale e il paesaggio rurale come richiesto dalla normativa.
    Si evidenzia altresì che nessuno dei soggetti richiedenti, né la società Energia Navale srl né tanto meno l’Istituto Diocesano, rivestivano e rivestono la qualifica di imprenditore agricolo come si evince anche dalla visura camerale.

    Inoltre nel volantino non ho citato affatto la Deliberazione Regionale progr. 28 del 6/12/2010, bensì il Regolamento Comunale per l’installazione degli impianti fotovoltaici. In esso ho scritto: “ Il Regolamento Comunale è stato scritto avendo come riferimento base la normativa sopra citata, anzi l’ ha riportata integralmente.”
    Lo allego alla presente affinchè i cittadini e voi possiate verificarne di nuovo il contenuto.
    La relazione sull’ impianto fotovoltaico è stata direttamente redatta dall’ attuale Dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale e non “è stata illustrata e relazionata ampiamente al consigliere Vaienti” nè nel Consiglio Comunale del 28/05/2014, rimanendo in esso invece voi “muti in un assordante silenzio”, nè in altra sede. E’ questa la verità dei fatti!

    Se poi intendete procedere per vie legali nei miei confronti ( come mi sembra di aver compreso dalla vostra mail inviata alla pagina fb Meldolesi. net ), sappiate che ciò non mi intimorisce affatto.
    Non credo, tuttavia, sia perseguibile la legittima richiesta di un consigliere comunale di approfondimenti e verifiche sulla legittimità di un atto.
    Dovrebbe essere perseguibile, invece, l’inedia che ha caratterizzato i tempi di risposta ( ben 88 giorni!! ). Fatto che denota anche mancanza di rispetto.
    Ritengo di aver svolto solo un mio dovere su una questione che interessa tutta la cittadinanza!
    Carissimi,permettetemi comunque di sottolineare, oltre agli errori da voi commessi, la vostra totale caduta di stile nei miei confronti.

    Comunque vi invito a rileggere attentamente la mia risposta ( argomentata e molto articolata ) del 10/05/2014 alla relazione del Dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale, ma anche a voi, registrata dall’ Ufficio Protocollo il 12/05/2014. Da essa è stato estratto il volantino. Si precisa che in essa sono riportati ampiamente brani dei documenti allegati (Circolare n. 32/E, D. Leg. 387 ed altri documenti ), vigenti alla data della presentazione della domanda di costruire.
    Si fa presente infine che fra gli allegati alla suddetta risposta non è presente la Deliberazione Regionale progr. n. 28 del 6/12/2010, alla quale voi affermate erroneamente che io faccio riferimento nel volantino.

    Meldola 16/ 05/2014 Cordialmente Pino Vaienti consigliere comunale SEL- Meldola

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  4. quindi chi ha portato le carte in procura ? il sindaco ? pino ? oppure è il caso che lo facciamo noi come meldola in movimento ? abbiamo anche l’avvocato

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