Ragnatele anche a Meldola … Capelli d’angelo

Sinceramente oggi ci sono rimasto particolarmente maleIMG_7819 IMG_7823 IMG_7827quando, con i miei figli e mia moglie, abbiamo visto tutte le ragnatele nel campo che avevo arato ieri pomeriggio, a distanza di nemmeno 24 ore!

Ho provato a cercare un pò su internet e non è che ho districato la ragnatela (definita “capelli d’angelo”) perchè questo fenomeno è piuttosto avvolto nel mistero. Si va da tesi piuttosto “cospirazioniste” derivanti dalle scie chimiche ad aspetti che nemmeno al CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) riescono a spiegare pur con riscontri di esperimenti chimici in laboratorio.
Sembra che nel 2003 si siano decisi a fare dei gruppi di lavoro interdisciplinari dopo aver dato la colpa al “ragno lupo” ma  io non ho trovato un seguito. Va detto che in mezz’oretta di osservazione e ricerca nel campo però non ho trovato un solo ragno ….!!!

Orbene la mia domanda: altri ne hanno notati nei campi attorno a Meldola? Se si dove che vorrei andare a vederle? Qualcuno ha informazioni più aggiornate e recenti sulle possibili cause?

Mah … mistero … 🙂

Saluti radiosi

P.s. Le foto le ho alleggerite ma per vedere bene occorrerebbe zummare … se volete vi mando le foto in dimensione intera …

 

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LA GUALCHIERA. Una storia vera, in attesa di smentita ….

Se lo facevo prima delle elezioni probabilmente si sarebbe scatenato un putiferio di invettive da una parte e dall’altra per i consueti motivi “elettoralistici” soprattutto perchè questa “storia” può essere definita “bipartisan” o anche “tripartisan” …. (comunque l’articolo è stato pubblicato in un’altra bella pagina facebok meldolese …); ora è giunto il momento di leggere e farsi un’idea di cosa significhi essere “artigiani coraggiosi” a Meldola.
Grazie agli artigiani che si sono prestati per approfondire i dati e a Cat per la perseveranza nel raccoglierli, riporto il copia/incolla …: Continua a leggere “LA GUALCHIERA. Una storia vera, in attesa di smentita ….”

Ecomostro fotovoltaico in zona Dozza/San Lorenzo

Letto ieri in un volantino sul quotidiano che acquisto … chiesto a Pino che mi ha girato il frutto di una sua ricerca … un pò meravigliato … vediamo se si prenderanno provvedimenti e quali.

 

L’ECOMOSTRO FOTOVOLTAICO NON POTEVA ESSERE COSTRUITO

Il sottoscritto consigliere comunale Pino Vaienti nel Consiglio Comunale del 30/01/2014 ha presentato un Ordine del Giorno col quale chiedeva sulla base di quale decreto o regolamento era stato concesso il 18/11/2010 il permesso di costruire il campo fotovoltaico in zona Dozza/San Lorenzo in seguito alla richiesta presentata in data 16/03/2010 dal Presidente dell’Istituto Diocesano Sostentamento del Clero proprietario del terreno agricolo, richiesta volturata in data 16/11/2010 alla società ENERGIA NAVALE S.R.L. L’ O.d.G. è stato respinto come tale dal Sindaco nel C.C. del 28/03/2014. La stessa sorte ha subito l’ O.d.G. con fomulazione più precisa presentato per l’ultimo C.C. del 28/04/2014.
La risposta alla richiesta di chiarimenti sulla concessione del permesso di costruire è stata data soltanto 6 ore prima dell’ultimo C.C.
Dal 30/01/2014 ( giorno della richiesta di chiarimenti ) al 28/04/2014 sono trascorsi ben 88 giorni!!
Tutto ciò non può non essere interpretato, come minimo, non solo come grave trascuratezza del Dirigente dell’Area Tecnica, ma anche come pesante disinteresse del Sindaco, nonostante i ripetuti interventi del sottoscritto presso il Segretario Comunale che ha convenuto sull’eccessivo ritardo ed ha, a più riprese, sollecitato il Dirigente dell’Area Tecnica perchè desse risposta.
Il comportamento dei responsabili di quanto avvenuto denota mancanza del dovuto rispetto nei confronti del sottoscritto, nell’esercizio dei suoi diritti/doveri di consigliere comunale, e quindi anche nei confronti del Consiglio Comunale tutto.

Entrando nel merito del permesso di costruire l’impianto fotovoltaico si fa presente che la legislazione vigente al momento della presentazione della domanda e cioè il 16/03/2010 per gli impianti ubicati in zona agricola (vedi comma 7 dell’art.12del D.Lgs.387 del 29 dicembre 2003 ) non prevedeva affatto “più genericamente un richiamo “alle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo..”( come sostiene erroneamente il Dirigente dell’area tecnica ), bensì imponeva: “Nell’ubicazione si dovrà tener conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo,..”
Crea inoltre stupore l’affermazione finale della risposta del Dirigente: “il rispetto dei requisiti richiamati dal regolamento per l’autorizzazione a tale tipologia di impianto non poteva essere condizione per un eventuale diniego dell’autorizzazione.”
Anche insistendo nel fare riferimento soltanto al Decreto Legislativo 387, non essendo l’impianto di proprietà di un’azienda agricola e non essendo “a sostegno nel settore agricolo”,come imposto da esso, non poteva essere concessa l’autorizzazione a costruirlo.

Inoltre il Dirigente, nell’affermare che l’autorizzazione non poteva essere sottoposta al Regolamento Comunale perchè di data successiva alla presentazione della richiesta del Permesso di Costruire il 16/03/2010, non ha tenuto presente che in tale data vigeva non solo il Decreto 387 del 2003 ma anche una normativa successiva ad esso, articolata e dettagliata in materia di impianti fotovoltaici a sostegno del settore agricolo, e precisamente la Circolare n.32/E dell’Agenzia delle Entrate del 6/7/2009, la quale richiamava la nota prot.3896 del 27/7/2008 del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali. Sulla base di tale normativa il permesso di costruire l’impianto fotovoltaico non poteva essere concesso.
Il Regolamento Comunale è stato scritto avendo come riferimento base la normativa sopra citata, anzi l’ha riportata integralmente. Pertanto,dal punto di vista del rispetto della antecedenza e della successione temporale delle norme di riferimento, il richiamo al Regolamento Comunale è corretto. Non lo è per quanto riguarda la concessione del Permesso di Costruire. Quindi il permesso è illegittimo. A dimostrazione di quanto sopra asserito si riporta qui di seguito parte dalla pagina 3 del Regolamento Comunale per l’installazione degli impianti fotovoltaici:
“c) entro il limite di 1 MW per azienda, per ogni 10 KW di potenza installata eccedente il limite di 200 KW, l’imprenditore deve dimostrare di detenere almeno 1 ettaro di terreno utilizzato per l’attività agricola.” Tale punto è perfettamente coincidente con quello corrispondente della Circolare n.32/E.

Da quanto prescritto al punto c) consegue: 1000 KW – 200 KW = 800 KW: 10 = 80 ettari dedicati ad attività agricola. L’area in oggetto non comprende tale superficie, essendo essa di appena ettari 3,are 14,ca 45. Quindi il permesso di costruire non poteva essere concesso.

Stupisce che il Sindaco, gli Assessori all’Ambiente ed all’Urbanistica non si siano accorti dell’errore. Su quanto avvenuto il Sindaco e l’intera giunta portano piena responsabilità politica.
Per quale motivo il Sindaco, avendo affermato al sottoscritto durante l’incontro del 28/04/2014 che condivideva la relazione del dirigente dell’Area Tecnica sull’autorizzazione a costruire l’impianto, non ha confermato questa posizione la sera in Consiglio Comunale, ma è rimasto muto insieme con i suoi assessori in un “silenzio assordante”? La riposta all’interrogazione era dovuta.
Il motivo, a parere del sottoscritto, è il seguente: se avesse risposto sarebbe stato ulteriormente coinvolto nella gravità dell’accaduto.

Per rimediare all’errore della concessione del permesso di costruire l’impianto il sottoscritto consigliere chiede che il Sindaco dia mandato all’attuale Dirigente dell’Area Tecnica, Opere Pubbliche,Gestione e Programmazione del Territorio per avviare la procedura che imponga di porre riparo all’eventuale danno causato, fino all’eventuale smantellamento dell’impianto fotovoltaico di proprietà della società ENERGIA NAVALE S:R.L.,secondo la normativa e la legislazione vigenti.

Meldola 10/04/ 2014 Pino Vaienti consigliere comunale-SEL Meldola

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Sul monumento al Carabiniere alle porte di Meldola

Solitamente non pubblico volantini di parti politiche ma mi sembra che questa volta il volantino ripercorra minuziosamente la storia e faccia chiarezza sulla voce dei costi dell’opera che ora ci accoglie all’arrivo alle porte di Meldola. Lo avevo letto perchè inseritomi nel quotidiano qualche domenica fa e così ho chiesto a Pino Vaienti, che gentilmente me lo ha mandato; a parte alcune disquisizioni diciamo così “politiche” il resto mi sembra piuttosto chiaro 🙂 Continua a leggere “Sul monumento al Carabiniere alle porte di Meldola”

Petrolio o GAS a Meldola? Intanto iniziamo a fare sondaggi

1178[2]Si, va là, ci mancava proprio anche questa … proviamo a vedere se riusciamo a spremere tutto quello che si riesce … Grazie alla Regione per averci svenduto il territorio a qualche Società petrolifera.

Un mio collega a Bagnacavallo è stato interessato ad una esplosione sondativa, avvenuta a poco più di 100 metri da casa, che ha causato crepe e diversi danni collaterali alla casa … sono proprio curioso di vedere se viene nessuno a chiedere qualcosa … li accoglierò con una discreta carica emotiva 😦

Leggete qua per ulteriori chiarimenti …

Saluti radiosi

(Foto http://www.cittadiariano.it)

 

Piste ciclabili della nostra Provincia, sono programmate?

Foto Forlì Today

Sono partiti i lavori di ammodernamento della S.P. 37 tra le località “Quattro palazzi” (Selbagnone) e la rotonda della Para (Alle porte di Meldola) per un totale di 3,1 Km.L’ennesima strada provinciale sottoposta a giusta manutenzione e allargamento ma senza che siano stati previsti nei programmi pluriennali i finanziamenti per la mobilità ciclistica.

Ma è ancora possibile realizzare nel 2013 questo tipo di interventi senza prevedere la pista ciclabile così come impone la Legge 366 del 1998?

Peccato!!!! Perché una pista ciclabile in questo tratto di strada consentirebbe la copertura ciclabile del 90% del percorso tra Meldola e Forlimpopoli, alleggerendo il traffico che interessa la provinciale. E sarebbe d’aiuto per la sicurezza dei ciclisti (in continuo e crescente aumento di morti e feriti secondo l’ISTAT ) e anche per quella degli automobilisti che vi transitano.

Un amministratore lungimirante, a cui sta a cuore la salute ed il bene dei cittadini, negli ultimi dieci anni, grazie ai vari interventi effettuati nelle strade provinciali forlivesi (da via Decio Raggi alla S.P. del Bidente in varie località – Meldola, Gualdo, Cusercoli, Civitella – e la stessa S.P. 37 nel tratto di Forlimpopoli), avrebbe lasciato in eredità una rete ciclabile che collegava Forlì e Forlimpopoli con la valle del Bidente fino a Galeata e non solo alcuni tratti di piste ciclabili scollegate fra loro (vedasi tratta Para – Carpena).

Questi lavori sarebbero l’ennesima occasione persa per valorizzare il nostro paesaggio e per promuovere il turismo ciclabile nella nostra Provincia che rende la fortuna di tante zone turistiche italiane (vedi Trentino Alto Adige) e europee (Danimarca su tutti), alle quali la nostra vallata non ha nulla da invidiare.

Ma non è troppo tardi, si possono rivedere i progetti e, come pensiamo, con pochi spiccioli in più, pensare di utilizzare una parte della strada per realizzare la pista. Sarebbe un buon segnale per far capire ai cittadini che inquinamento, salute, sicurezza e le loro tasche stanno a cuore dei nostri amministratori.

A questo punto penso sia indispensabile che ognuno si esprima sull’argomento ed abbiamo preparato questo questionario che vi chiediamo di compilare … facciamo una sorta di “comitato di pressione” 🙂

Grazie se lascerete un cenno di qualsiasi tipo … !!!

COMITATO PROMOTORE PISTA CICLABILE S.P. 37