La politica e la spesa quotidiana

Sapete bene come la penso sul voto elettorale e sul fatto che sostanzialmente votiamo ogni volta che facciamo la spesa. Non mi soffermo su cosa sia successo alle ultime elezioni amministrative di alcuni Comuni (e di cosa succederà ai ballottaggi…), ognuno può pensare e farsi l’idea che crede visto che come al solito non ha perso nessuno.

Io invece voglio soffermare la tua attenzione sull’importanza del carrello della nostra spesa e sull’importanza di mantenere localmente ed a persone che rispettino sia l’ambiente che l’etica del lavoro i nostri soldi.

Da come la vedo io non ci sono più sicurezze assolute sul “nutrimento” e sul “vestiario” che acquistiamo per il semplice motivo che non si riesce più a “tracciare” il percorso completo del prodotto che mettiamo sulle nostre tavole dal seme fino al prodotto finale, questo può portare ad imbarazzanti fiducie date a questo o quello spot pubblicitario oppure a qualche lascito intergenerazionale (la mamma acquistava pasta “xxxx” ed io continuo ad acquistarla…). Oltre a questo può però anche portare a ben altre soluzioni e cioè “sbattersi” per cercare di seguire un percorso appunto dal seme alla tavola.

Ti propongo quindi queste possibilità che non necessitano altro che di attivarsi personalmente … nessuna pubblicità se non quella del passaparola, nessun marchio registrato, nessun ricarico, nessun intermediarioContinua a leggere “La politica e la spesa quotidiana”

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Cos’è un Gruppo di Acquisto Solidale?

A questo punto è giunto il momento di spiegarlo ai Meldolesi allargando così quella che è l’esperienza che fin qui, per chi l’ha percorsa, è stata una grande avventura.

Sono la persona meno indicata per aprire questo articolo perchè ho un profondo conflitto di interesse in quanto ci ho creduto fin da subito e fin da quando ho iniziato a fare la spesa in questo modo ho veramente fatto mia la famosa S di Solidale che è l’unica che mi ha dato la forza di superare questo momento di bassezza Nazionale (naturalmente è una mia opinione).

Venite quindi venerdì prossimo all’Arena Hesperia, se ne sentiranno delle belle su produzioni locali, agricoltura biologica, scelte di acquisto e di non acquisto. Inutile parlarne con esperti internazionali, ci affideremo all’esperienza diretta sia di gasisti che di produttori/agricoltori locali che conosciamo e che ci spiegheranno a voce i problemi e le difficoltà ma anche e soprattutto le soddisfazioni che certi tipi di azioni possono fare.

Questo l’articolo di Bertaccini sul Carlino. Se per caso qualcuno vuole dei volantini per distribuirli può stamparli da qui oppure… commenti e sarà soddisfatto 🙂

I piatti del conforto: pasta e ceci.

Non è mai capitato a nessuno di voi di tornare a casa e pensare ad un cibo consolatorio?
Spesso sono schifezze, sacchetti di patatine, merendine, miscugli che in condizioni di lucidità mentale non degneremmo di un’occhiata!pasta-e-ceci
A volte ci vogliamo più bene e andiamo a raccapezzare nella memoria infantile, così saltano fuori i sedanini col burro e il parmigiano, la minestrina con il formaggino, la stracciatella d’uovo cotta nel brodo, i passatelli od una semplice fettina di pane abbrustolita con sopra un filo d’olio.
A prenderci sarà la voglia di consolarci, di coccolarci, come avrebbe fatto la nostra mamma quando tornavamo a casa da scuola stanchi ed affamati?
Sarà…Io mi consolo con pasta e ceci, è stata mia madre ad insegnarmi a cucinarla…
Faccio un piccolo soffritto di aglio, rosmarino e pancetta tritati fine fine in un filo d’olio EVO, poi aggiungo la patata tagliata a dadini e faccio rosolare. Quindi verso il brodo (va bene anche di carne leggero…).
Quando le patate cominciano ad ammorbidirsi butto i ceci lessati e la pasta tipo maltagliati.
Cotta la pasta, tolgo dal fuoco e, con estremo piacere…sbafo e ritorno bambina!

E per voi? Quali sono i cibi del conforto?

Votiamo ogni volta che facciamo la spesa!

Logo jenny.jpgEra un pò che non scrivevo sul blog meldolese dell’esperienza e dello stato di avanzamento del Gruppo di Acquisto Solidale inGASati di cui una “succursale” a tutti gli effetti è operativa a Meldola.
Sta di fatto che l’esperienza è maturata e consolidata ed ora offriamo la possibilità di poter ordinare direttamente e ricevere al GASpaccio ogni sabato (siamo in via Cavour 258 e aperti dalle 11:00 alle 12:00 di ogni sabato) pane (da Paolo de “I Tirli”), verdure (da Sara dell’azienda agricola Mengozzi e, ormai, anche dall’amico Jacopo), carne e latticini (da Stefano & Company di Sadurano); abbiamo perfino le banane provenienti dall’Equador con un progetto della Bottega del Mondo già confezionate e prezzate!
Avevo smesso di parlare del GAS solo perchè volevo vedere quando si chiudeva il cerchio del fresco ed ora finalmente la quadratura è avvenuta!
Ma gli inGASati meldolesi non sono solo “fresco” e spaziano su una grande varietà di prodotti che, grazie a dei referenti che nient’altro sono che dei gasisti che mettono a disposizione (gratuitamente) un pò del loro tempo per seguire gli ordini o anche semplicemente i conti, oramai possiamo ordinare tutti insieme in quello che definirei un grande esempio di “acquisto critico”. Continua a leggere “Votiamo ogni volta che facciamo la spesa!”

La pietra ollare in cucina

pietra ollareLa pietra ollare: la pignatta dei miei sogni! Ne trovai una in un mercato toscano da un ragazzo che, essendo socio di un club di cucina medievale, ne aveva importato un container. La regalai a mia suocera. Me ne innamorai (della pentola, non della suocera), tornai per comperarne un’altra, ma le aveva finite. Ne aveva solo una, enorme, 80 kg di peso, impiantata stabilmente nel suo bellissimo caminetto, con tanto di coperchio in pietra, e in quello cuoceva gli umidi di cinghiale per le manifestazioni storiche. Ma non mi sono arresa. La pietra saponaria (o steatite) è impiegata dall’antichità ai giorni nostri soprattutto nell’edilizia. Ma fino al medioevo, nei luoghi del mondo dove esistono le cave di questa bella pietra grigio chiaro, la popolazione locale ne utilizzava le lastre per la cottura dei cibi e fabbricava con scultura a tutto tondo bellissime pentole per la cottura di umidi. Da qui anche il nome di pietra ollare (in spagnolo olla = pentola). Continua a leggere “La pietra ollare in cucina”

Coccio in cucina

piggyQuesto articolo nasce dalla volontà di alcuni di noi, la maggior parte legati al Gruppo d’Acquisto Solidale InGASati, di scegliere un fornitore di pentole in coccio o terracotta che sia affidabile e rispetti i requisiti di un fornitore GAS.
Così è nata una ricerca, fatta a più mani, per raccogliere informazioni sulla miriade di artigiani e fabbriche che si prodigano nel fornire questo pentolame.
Oggi, nelle nostre cucine, è più facile trovare uno wok piuttosto che una casseruola di coccio, perché la velocità di cottura ormai fa parte integrante di un certo mordi e fuggi. E poi se cadono si rompono, non vanno in lavastoviglie… Insomma un sacco di “contro”… Eppure, avranno qualche lato positivo se continuano a fabbricarle e, anzi, a diventare sempre più pregiate! Continua a leggere “Coccio in cucina”

SCEC … si può partire!!!

Dopo l’importante incontro con i nostri bravi “agganci” di Arcipelago SCEC (persone in gamba e disponibilissime) direi anche abbastanza popolato e con volenterosi inGASati non solo meldolesi fra il pubblico provo a tracciare una sintesi che potrebbe rendere l’idea al meglio dei prossimi passi cercando di fare, nel contempo, un quadro più chiaro della situazione.

Innanzitutto giusto ribadire come prima cosa che lo SCEC NON è una moneta!

Detto questo sintetizzerei al meglio lo stesso SCEC come uno sconto che però non è a perdere; chi accetta questo “sconto” poi a sua volta lo può riutilizzare presso qualche altro “accettatore” che magari può diventare, a sua volta, un fornitore dello stesso (esempio: io vendo carne e accetto SCEC dopodichè riutilizzo questi SCEC che ricevo per acquistare la verdura dal mio vicino agricoltore …).

Trattandosi di sconto chiaramente sullo stesso non si pagano tasse quindi si ha anche lo stesso abbuono fiscale dello sconto classico; questo sconto non è scritto sulla pietra quindi si può partire da un minimo del 5% ed andare via via su o tornare giù semplicemente comunicandolo ed aggiornando la propria posizione. Questo rende tutto il processo perfettamente e assolutamente legale! Continua a leggere “SCEC … si può partire!!!”