I piatti del conforto: pasta e ceci.

Non è mai capitato a nessuno di voi di tornare a casa e pensare ad un cibo consolatorio?
Spesso sono schifezze, sacchetti di patatine, merendine, miscugli che in condizioni di lucidità mentale non degneremmo di un’occhiata!pasta-e-ceci
A volte ci vogliamo più bene e andiamo a raccapezzare nella memoria infantile, così saltano fuori i sedanini col burro e il parmigiano, la minestrina con il formaggino, la stracciatella d’uovo cotta nel brodo, i passatelli od una semplice fettina di pane abbrustolita con sopra un filo d’olio.
A prenderci sarà la voglia di consolarci, di coccolarci, come avrebbe fatto la nostra mamma quando tornavamo a casa da scuola stanchi ed affamati?
Sarà…Io mi consolo con pasta e ceci, è stata mia madre ad insegnarmi a cucinarla…
Faccio un piccolo soffritto di aglio, rosmarino e pancetta tritati fine fine in un filo d’olio EVO, poi aggiungo la patata tagliata a dadini e faccio rosolare. Quindi verso il brodo (va bene anche di carne leggero…).
Quando le patate cominciano ad ammorbidirsi butto i ceci lessati e la pasta tipo maltagliati.
Cotta la pasta, tolgo dal fuoco e, con estremo piacere…sbafo e ritorno bambina!

E per voi? Quali sono i cibi del conforto?

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Bimbi a tavola. (parte II)

Eccoci alla seconda puntata di “Bimbi a tavola”!
Anche questa volta vorrei lasciarvi un paio di ricette e qualche consiglio.
Noto che nei menu’ scolastici spesso troviamo inserito il cous-cous, per cui ho pensato che, se gradito, può entrare anche nell’alimentazione casalinga.
Non dimentichiamoci che il cous cous è semolino in granuli, cotto a vapore, per cui è un alimento estremamente leggero al quale possiamo aggiungere vari ingredienti per renderlo più saporito: carne, pesce, verdure, spezie ed erbe aromatiche.
cous-cous
Pomodori ripeni di cous cous

Ingredienti :
4 pomodori rossi ramati
180 grammi di cous cous precotto
1 piccolo peperone verde
1 cipollotto fresco
olive nere
basilico
sale
olio extra vergine d’oliva

Lavare i pomodori, tagliarli a metà e svuotarli delicatamente di buona parte della loro polpa.
Salate leggermente i mezzi pomodori e capovolgeteli su un tagliere leggermente inclinato per fare scolare l’acqua in eccesso.
Tritate la polpa dei pomodori, il peperone, il cipollotto, il basilico e le olive. Mescolate in una ciotola le verdure con il cous cous e condite con un pizzico di sale e l’olio extra vergine d’oliva.
Asciugate internamente i mezzi pomodori con carta da cucina e riempiteli con il cous cous fatto rinvenire in acqua bollente (come da indicazioni sulle confezioni) e le verdure. Lasciate riposare un quarto d’ora/venti minuti perché si amalgamino i sapori e servite.
Al posto dei pomodori ramati potete usare anche i ciliegini (anche se sono più complicati da svuotare) o i pachino…così i bambini se li mangiano in un solo boccone!

Se non volete far loro rimpiangere qualche “schifezza” da fast food, vi propongo gli hamburgers fatti in casa accompagnati con una salsina di pomodoro, fatta al momento, abbastanza somigliante al Ketchup ma più sana.

Hamburgershamburger

Ingredienti :
320 gr. di macinato di manzo
1 piccola cipolla tritata fine
Sale

Amalgamate il macinato con la cipolla, dividete il tutto in quattro mucchietti e date ad ognuno la forma di una polpetta schiacciata, oppure usate l’apposito attrezzo per formare gli hamburgers.
Cuoceteli sulla piastra ben calda, salateli e serviteli con una salsa di pomodoro preparata con passata scaldata in un padellino con un filo di olio extra vergine d’oliva, sale, mezzo cucchiaino di zucchero e una spruzzata di aceto di mele.

Come sempre, sono graditi i commenti, le critiche, i suggerimenti e i racconti sulla buona riuscita o meno delle ricette.
Ciao a tutti!

Angela

Bimbi a tavola. (parte I)

Come promesso, comincio a pubblicare qualche ricetta dedicata ai più piccoli, sperando che questo aiuti le mamme, i papà, i nonni e gli zii a cimentarsi nella preparazione di ricette semplici e varie per educare all’ alimentazione sana e gustosa i nostri bambini.
A meno che non ci siano problemi psicologici, comportamentali o fisici, gran parte dei bambini “faticano a mangiare” anche a causa di un certo appiattimento dei sapori che si è impadronito delle nostre cucine. Abbiamo fretta, manchiamo di fantasia e di voglia, così ci riduciamo spesso a scodellare in tavola sempre le stesse cose e magari ad attingere a piene mani ai piatti già pronti venduti nella grande distribuzione.
Inoltre, non tutti vengono consumati dal “sacro fuoco” della passione culinaria, per cui, mettersi davanti ai fornelli per produrre un piatto gustoso e sano, diventa un’impresa !
Una lettura che feci tempo fa, ancora mi aiuta nei momenti in cui cucinare mi diventa un peso, si tratta di un libro di ricette vegetariane di uno chef di filosofia Hare Krishna, in cui “il sacrificio” di cucinare viene visto come un atto d’amore, in quanto spendiamo il nostro tempo per trovare gl’ingredienti, per prepararli, rassettare la cucina, ecc….
Penso che se vediamo il tutto come un sacrificio d’amore per la nostra famiglia, forse cucinare diventa meno pesante…Di conseguenza, dobbiamo far capire ai nostri bambini che il cibo preparato e messo in tavola dai genitori va rispettato, perché è costato sacrificio, tempo, fatica!

Già al momento dello svezzamento si cominciano a notare i gusti personali dei bambini e sarebbe una buona cosa cercare di assecondare queste preferenze. Mia nipote Elisa, costretta da suo padre a mangiare il formaggio (perché ti fa bene …!) ora non ne tollera neanche più l’odore, mentre fin da piccola ha gradito il pesce e la verdura.
Facciamo degli esperimenti, presentiamo loro sapori e consistenze diverse, giochiamo sulla curiosità che anima il bambino….Tempo permettendo, naturalmente !

Vorrei iniziare con una ricetta di pesce, alimento non universalmente gradito dal mondo infantile, però dovutamente “mascherato” può risultare gradito anche ai più recalcitranti.

Polpette di pescepolpette-di-pesce

600gr. di pesce sfilettato (palombo, merluzzo, nasello, persico… )
1 patata grande lessata
1 uovo
Prezzemolo tritato fine
1 spicchio d’aglio tritato finissimo
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
Pangrattato
Sale
Noce moscata

Cuocete a vapore il pesce, sbriciolatelo in una terrina insieme alla patata schiacciata, amalgamate il tutto, poi aggiungete un uovo, il prezzemolo, l’aglio, il parmigiano, il sale e una grattatina di noce moscata.
Se l’impasto dovesse essere troppo compatto, aggiungete un poco di latte.
Formate delle palline poco più grandi di una noce e schiacciatele leggermente, poi passatele nel pangrattato. Allineatele sulla teglia rivestita di carta da forno e cuocetele per 10/15 di minuti a 170°-180° o, comunque finchè non sono dorate, salatele leggermente e servitele calde.

Per quanto riguarda un’alternativa alle sarde fritte di Romeo, provate questa ricetta :
Pulite le sarde, apritele a libro senza dividere i filetti e disponetele a strati, alternate a fette di pomodoro maturo, in una pirofila rivestita di carta da forno. Cospargete ogni strato con pangrattato mescolato a prezzemolo ed aglio tritati fini. Un filo d’olio all’ultimo strato e via a cuocere in forno a 180° per una ventina di minuti.

Spero di essere stata d’aiuto e, fiduciosa, mi aspetto commenti, critiche, suggerimenti e domande.
Con affetto!

Angela

BASTA UN POCO DI ZUCCHERO….


Facendo zapping in TV é incredibile in quante discussioni s’ incappi!
Pure nella vita quotidiana si discute, anche animatamente, ma si spera sempre di trovare un punto d’incontro o un civile dissentire, almeno per le persone poco litigiose di carattere come la sottoscritta.
Non voglio fare la “figura” della sempliciotta e neanche di quella che ha la ricetta giusta per ogni problema, però penso che un pò più di calma e lucidità e soprattutto il classico respiro profondo prima di parlare o scrivere, partorirebbero grandi argomenti e darebbero un grande contributo al cambiamento!

Mi sento di portare il mio contributo e un pò d’ispirazione regalandovi una ricetta per fare un dolce che, a mio parere, un boccone dopo l’altro può ridare la giusta prospettiva e spingere ad un dialogo più sereno.
Pensa te che cosa può fare un dolce!!!
Allora, oggi, prepariamo un delizioso “Cake di mele al muesli”. Eccovi gl’ingredienti :

5 mele
100gr. di farina
100gr. di zucchero di canna
8gr. di lievito vanigliato
la buccia di un limone non trattato
5 cucchiai di olio d’oliva extravergine
4 uova
1 pizzico di sale
40gr. di muesli croccante

Amalgamate lo zucchero con le uova, aggiungete la buccia grattuggiata del limone,
l’olio e il pizzico di sale.
Unite la farina con il lievito e mescolate bene, facendo attenzione che non rimangano
dei grumi.
Sbucciate le mele e tagliatele a fettine sottili mettendole direttamente nell’impasto.
Date un’ ultima amalgamata e versate il tutto in uno stampo da plumcake foderato
con carta da forno, livellate l’impasto e versateci sopra il muesli croccante.
Mettete a cuocere nel forno preriscaldato a 180° per 30-40 minuti.
Quando il cake é cotto lasciatelo intiepidire per una decina di minuti poi sformatelo,
tagliatelo a fettine e, se volete, potete servirlo con una salsa al cioccolato.

Ebbene sì, sono una sempliciotta e me ne vanto….!!!

LA FILOSOFIA DEL REGALO

In un periodo, come quello natalizio, dove il regalo impera come obbligo e spesso come espressione di uno status-symbol, cerchiamo di riappropriarci del valore proprio del DONARE.
Mi piacerebbe che ognuno di noi, frequentatori del Blog, raccontasse il rapporto con il Regalo Natalizio.
Inizio io per gettare il sasso nello stagno e vi racconto cosa mi piace ricevere e cosa mi piace regalare.

Nella mia famiglia difficilmente il regalo natalizio è un regalo voluttuario, spesso è un genere/articolo che durante l’anno non ho avuto l’opportunità di acquistare, mentre per Natale, le mie sorelle in joint-venture con i miei genitori, con una partecipazione equa riescono ad acquistare.
Ci sono stati anni di ristrettezze che hanno prodotto regali di uso quotidiano, come biancheria e bagnoschiuma, ma anche denaro sonante (poco, ma sempre utile)….e ricordo sempre con dolcezza le calze colme di caramelle e carbone dolce di quando eravamo bambine!
Anche adesso ci telefoniamo prima per avere qualche indicazione su cosa può servire, tanto per non fare regali inutili e poi la sorpresa sta nella fantasia della scelta….Adoro il caldissimo plaid leopardato regalato lo scorso Natale da mia sorella Francesca!!!!

I miei regali per la gran parte sono auto-prodotti.
Vabbè, i soldi non sono tanti, ma non faccio questo per tirchieria!
Graditissimo due anni fa è stato il liquore al caffè per mia suocera o gli olii e gli aceti aromatizzati per i miei genitori, gli orecchini per mia nipote o il vassoio decorato a decoupage per mia sorella.
Voi direte : non tutti hanno il tempo e le abilità per auto-produrre i regali!
Credetemi, a volte basta veramente poco e il vasetto di marmellata appena fatto, decorato con un rametto e un pezzetto di stoffa a quadretti, oltre che buono è anche bello…ed è vostro! Nessun altro può aver fatto quel regalo e in quel modo come voi !
E chi riceve quel regalo è sicuro che non fa parte dei doni massificati in bella mostra nelle corsie del supermercato! Quello è il regalo di Giulia, fatto per i suoi amici, prodotto dalla fatica di girare il mestolo di legno per tutto il pomeriggio dentro il pentolone fumante…..e non dai piedi doloranti del peregrinare per centri commerciali alla ricerca di un regalo “pur-che sia” tanto per non presentarsi a mani vuote!
Il dono è personale ed è espressione di noi stessi, non lo sviliamo!

Il mio regalo per tutti voi è questa ricetta di biscotti al cioccolato che lasciati ben raffreddare e riposti in una bella scatola di latta o in un barattolo di vetro ben confezionati…sono un dolce e molto personale regalo !!!

Chocolate Chip Cookies

Ingredienti:
100 gr di zucchero semolato bianco
100 gr di zucchero grezzo di canna
110 gr di burro
220 gr di farina
1 uovo
1/2 cucchiaino di bicarbonato (o di lievito per dolci in polvere)
sale
una bustina di vanillina
150 gr circa di cioccolato fondente tritato (o di gocce pronte).

Lasciate ammorbidire il burro a temperatura ambiente e, quando è morbido (non liquido!), lavoratelo con un cucchiaio. Unite i due tipi di zucchero e continuate a mescolare, poi unite l’uovo e la vanillina.
Mescolate il lievito con la farina e unite gradatamente al composto, lavorando sempre bene con il cucchiaio per evitare i grumi. Unite per ultimo il cioccolato.
Alla fine vi dovrete trovare un impasto molto simile al MOU (http://it.wikipedia.org/wiki/MOU) .
Prelevate porzioni grosse come noci, rotolatele rapidamente tra le mani e deponete sulle placche, distanti fra loro. Appiattite con la mano umida.
Cuocete nel forno già caldo a 170° per circa 8/10 minuti. Devono essere ancora morbidi al centro quando li togliete dal forno.

Volendo potete anche fare dei cookies giganti (circa 10 cm di diametro): preparate allora palline grosse come quelle da pingpong e cuocete a temperatura leggermente più bassa (160°) per circa 17/20 minuti.

Mi raccomando, per esperienza di mie amiche, vi raccomando di non usare robot o simili per impastare, perché (testuali parole) “viene una schifezza”!

Besitos!

Angela

Il broccolo solitario

Avete presente quel bel broccolo che occhieggiava dalla cassetta Jacopesca di sabato?
Mangiato!
Come?

Fate un soffrittino con uno spicchio d’aglio tritato nell’EVO (NDR : extravergined’oliva), una puntina di peperoncino e un pò di pancetta tritata finemente. Dopo 5 minuti, sgrassate con 2 dita di birra chiara e alzate il fuoco per 1 minuto per evaporare.
Lessate i broccoli a cimette nell’acqua bollente salata, appena cotti buttateli nella padella del soffritto, salate (poco) e mescolate per insaporire il tutto.
Nella stessa acqua di cottura del broccolo lessate la pasta (le orecchiette sono il must, ma vanno bene anche gli strozzapreti), buttatela nella padella e saltatela allegramente con una bella grattugiata di pecorino o di ricotta stagionata.
Questo é stato il mio pranzo della domenica…..saporito, economico e meraviglioso!!!

Aspetto suggerimenti per accompagnare il nostro “broccolo solitario”…!!!

Age

L’aforisma culinario :
Più si mangia e meno si sentono i sapori, meno si mangia e più si sentono i sapori.
Proverbio cinese

Domenica…Ribollita !

Visto che nella “santa cassettina” della verdura c’era il cavolo nero, sono stata sollecitata alla pubblicazione di una ricetta all’uopo e volentieri scrivo!

Il cavolo nero chiama la RIBOLLITA e la ricetta risponde….
..magariii….!!!!
Ci sono “diecimila” versioni della “Ribollita” e tutte promettono di essere la VERA, l’ UNICA e…quella di “MIA NONNA”…
Nell’attesa che le mie ricerche mi portino all’individuazione della “MADRE” di tutte le RIBOLLITE, beccatevi questa…!

In un grande tegame (possibilmente di coccio) mettete a rosolare un trito di cipolla e d’aglio. Una volta imbiondito aggiungere porro, sedano, carote e patate, il tutto affettato molto finemente quindi unire i pomodori spezzettati, timo , sale, pepe ed il cavolo nero privato della costa centrale e tagliato a pezzi. Far appassire tutte le verdure.
Prendete ora i fagioli cotti (cannellini lessati) mettetene circa un quarto da parte e passare il resto nel passaverdura. Aggiungete il passato alla zuppa. Fate cuocere per circa un’ora e comunque quando il cavolo nero sarà ben cotto.
Quasi a fine cottura aggiungete i fagioli interi messi da parte e fate cuocere ancora qualche minuto.
Sistemate sul fondo due strati di fette di pane toscano raffermo e al momento di servire riscaldate a fuoco basso e con il coperchio.
La ricetta originale non vuole il formaggio, aggiungete solamente un filo d’olio extravergine d’oliva direttamente nel piatto.

La RIBOLLITA si chiama così perché riscaldata il giorno dopo è ancora più buona.
Provare per credere!

Buon appetito!

Angela